
Si chiama Micro4Art ed é il nuovo sistema biotecnologico della Micro4you S.r.l., nuovo spin-off dell'Università di Milano. L'uso di microrganismi per il trattamento di opere d'arte e monumenti non é nuovo nell'ambito del restauro.
Il sistema Micro4Art utilizza microrganismi per la rimozioni di patine di degrado presenti sulla superficie di materiali lapidei di diversa natura geologica. Tali croste sono il risultato del continuo attacco degli agenti atmosferici e degli inquinanti che causano il degrado del materiale lapideo.
Sono generalmente costituite da sali inorganici quali solfati, nitrati nonché particelle carboniose e possono essere rimosse tramite questo innovativo sistema di bipolitura basato sull'utilizzo di batteri solfatoriduttori.
E' già stato sperimentato su edifici di interesse storico-artistico come il Castello del Buonconsiglio di Trento, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, il Duomo di Milano, la Cattedrale di Matera nonché la Pietà Rondanini di Michelangelo, rivelandosi un sistema altamente selettivo, rispettoso del materiale originale, facile e veloce da utilizzare ma anche non pericoloso per chi lo utilizza.
Attualmente il sistema é brevettato e si spera di ampliarne la produzione ad un livello industriale. Micro4you sviluppa formulati microbici non solo nel settore del restauro dei beni culturali ma anche nel settore agro-alimentare. A tal proposito il prodotto MicroforBee é un sistema microbico capace di proteggere le api da patologie batteriche agendo sulle loro difese immunitarie.
{linkr:related;keywords:inquinanti;limit:5;title:Related+Articles}
Il tema dell'utilizzazione delle nuove tecnologie per lo studio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale è stato il filo conduttore di una serie di incontri ed eventi svoltisi nelle ultime settimane in Sicilia una delle regioni più note ed apprezzate per stratificazioni artistiche e culturali.
Dopo Firenze anche Ravenna si prepara a creare un polo tecnologico con una parte dedicata ai beni culturali. Il "Tecnopolo" di Ravenna e Faenza prevede una spesa di 9 milioni di euro e l'assunzione di 20 giovani ricercatori.
Qualcuno l'ha già chiamata l'"ambulanza dei beni culturali", ed in effetti si tratta di un laboratorio mobile pronto ad intervenire per il soccorso di opere d'arte e monumenti. Il progetto, sviluppato da Sartech, azienda giovane ma innovativa sarà presentato alla settima edizione del
Quando si parla del legame tra arte, scienza e tecnologia non si può non far riferimento a Leonardo da Vinci. Il grande maestro torna ogni tanto a far parlare di sé, vuoi per il velo di mistero che si vuole continuamente lasciare avvolto all'opera dell'artista-scienziato, vuoi perché c'è ancora chi é interessato a scoprire qualche dettaglio della sua vita tramite ulteriori studi. In questi ultimi giorni due sono le principali notizie che ne hanno fatto ricomparire il nome nelle pagine dei giornali.
Le tecniche di indagine non invasive sui dipinti come la radiografia a raggi x, la riflettografia a infrarossi e la fluorescenza ultravioletta permettono, a chi ha la possibilità di averci a che fare, di ottenere delle belle soddisfazioni. Le diverse tecniche di imaging, infatti, permettono di conoscere in profondità un'opera d'arte, ottenendo informazioni non deducibili ad occhio nudo.
Sarà presentato alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone in programma dal 1 all'8 ottobre 2011, il restauro delle film The Soldier's Courtships, primo film a soggetto britannico, che si riteneva essere stato perduto da più di 115 anni ma recentemente ritrovato presso gli archivi della Cineteca Nazionale.
Il famoso rosso pompeiano è in realtà un giallo che si è degradato, forse a causa dei gas emessi dal Vesuvio durante l'eruzione. E' questo il risultato di alcuni studi promossi dalla Soprintendenza di Napoli e Pompei ed eseguiti dall'Istituto Nazionale di Ottica del CNR di Firenze in collaborazione con l’Università ‘Suor Orsola Benincasa’ di Napoli.
Il museo del Rinascimento di Ecouen, un ricco museo a circa 20 km di Parigi, ha da poco concluso un progetto multimediale per la valorizzazione di un suo fiore all'occhiello: le banc d'orfèvre (banco dell'orafo) di Auguste de Saxe. Il progetto è consistito nella realizzazione di una serie di video che contengono diversi contenuti: una restituzione grafica in 3D dell’oggetto e documenti di diverso tipo tramite i quali è possibile conoscere la sua storia e il suo funzionamento.
In occasione dell’anno internazionale della Chimica, tre giorni dedicati ad avvicinare appassionati e non a quella magica scienza che ci spiega di che cosa siamo fatti noi e il mondo in cui viviamo. Questa l’iniziativa pensata e organizzata dall’Ordine dei Chimici del Piemonte e della Valle d’Aosta, che si svolgerà il 13, il 14 e il 15 ottobre 2011 coinvolgendo alcuni tra i luoghi di eccellenza del territorio piemontese.