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Il progetto Ramses

Il primo rilievo al mondo tridimensionale al centimetro della pavimentazione di una città. Ecco RAMSES (acronimo di Rilievo Altimetrico, Modellazione Spaziale E Scansione3D) che rileva con una precisione centimetrica la pavimentazione del centro storico di Venezia. Promosso dal Comune di Venezia e attuato da Insula spa, il progetto è stato realizzato dall’associazione temporanea di imprese Tecap studio srl (Studio Valle) e Innova Technology Solutions spa. Si tratta di un rilievo unico al mondo sia per la quantità di dati raccolti, sia per la precisione millimetrica, ma soprattutto per l’integrazione di tecnologie classiche e d’avanguardia, che ha disegnato il punto zero della città: un’immensa fotografia in tre dimensioni dell’esistente, con dettagli capillari sull’intera scala urbana.

Il progetto di restauro del COLOSSEO

Con la presentazione di oggi, il progetto di restauro del Colosseo entra nella fase esecutiva. I progetti relativi alle cancellate, al restauro dei prospetti e alla realizzazione di un Centro Servizi sono stati perfezionati e gli appalti saranno avviati, ai sensi del nuovo regolamento per i lavori pubblici, a partire da fine luglio 2011.
Il “Piano degli interventi” relativo al Colosseo è promosso dal Commissario delegato per le aree archeologiche di Roma e Ostia Antica d'intesa con la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma e finanziato dal Gruppo Tod's SpA.
Nel maggio 2010 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Comune di Roma hanno condiviso la scelta di ricorrere alla sponsorizzazione per renderne possibile la realizzazione.
Al termine dei lavori la superficie visitabile sarà incrementata del 25%.

Partecipano:
Anna Maria Moretti, sopraintendente speciale per i Beni Archeologici di Roma e Ostia Antica (modera)
Roberto Cecchi, segretario generale del MIBAC e Commissario per le aree archeologiche di Roma e Ostia Antica
Diego Della Valle, presidente Gruppo Tod’s Spa
Gianni Alemanno, sindaco di Roma
Gianni Letta, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio
Giancarlo Galan, ministro per i Beni e le Attività Culturali

La procedura di sponsorizzazione è stata avviata il 4 agosto 2010 con la pubblicazione di un bando e ha previsto come termine per la presentazione delle proposte il 30 ottobre 2010.
La procedura di gara si è conclusa con proposte “non appropriate”, pertanto è stata avviata una fase di trattativa, che ha consentito di stipulare il contratto per il finanziamento dei lavori con la Tod's SpA in data 21 gennaio 2011.
La registrazione del contratto è del 20 giugno 2011 e da questo momento è pienamente operativo.
Il contributo omnicomprensivo messo a disposizione dal Gruppo Tod’s SpA è pari a 25 milioni di euro.

Il Piano prevede:


1. la sostituzione dell'attuale sistema di chiusura delle arcate perimetrali (fornici) con cancellate
2. il restauro dei prospetti settentrionale e meridionale
3. il restauro degli ambulacri
4. il restauro dei sotterranei (ipogei)
5. la messa a norma e l'implementazione degli impianti
6. la realizzazione di un centro servizi che consenta di portare in esterno le attività di supporto alla visita che sono attualmente nel monumento (accoglienza, biglietteria, bookshop, servizi igienici).

L'insieme dei lavori indicati richiede una calendarizzazione precisa, in ragione della necessità di mantenere il monumento aperto al pubblico, senza alcuna interruzione. Il Colosseo attrae infatti circa 5 milioni di visitatori all'anno.

I progetti relativi alle cancellate, al restauro dei prospetti e alla realizzazione di un Centro Servizi sono stati perfezionati e sono appaltabili.

In particolare:

Il progetto di sostituzione dell'attuale sistema di chiusura (giunto-tubo) con cancellate riprende la soluzione già sperimentata nelle arcate dell'area Stern, in cui sono stati montati pannelli fissi o apribili a doppia anta in ferro forgiato. Le cancellate da realizzare sono 84, comprese quelle in corrispondenza degli assi principali e di distribuzione interna. Sono previsti anche cancelli carrabili. L'ingresso posizionato presso lo sperone del Valadier prevede una sistemazione analoga a quello dello Stern.
Il progetto di restauro del prospetto settentrionale prevede di intervenire su 31 fornici, con le stesse modalità e tecniche già sperimentate a fine anni Novanta sul settore campione posizionato presso lo sperone del Valadier. La superficie, interamente in travertino, è pari a circa 13.600 mq (comprese le imbotti dei fornici). Agli speroni Stern e Valadier corrisponde una superficie in travertino di circa 2.000 mq, così come la parte in cortina di mattoni pari sempre a circa 2.000 mq. Il settore già interessato dall'intervento di restauro della fine degli anni Novanta comprende quattro arcate e ha una superficie di circa 1.400 mq. Anche in quest'area si prevede di intervenire per armonizzare il risultato dei lavori programmati.
Il sistema di pulitura è stato concordato negli anni Novanta con l'Istituto Centrale per il Restauro del Ministero, oggi Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, e riconfermato con il medesimo Istituto in occasione di questa nuova fase progettuale: in sostanza la pulitura utilizza il sistema ad acqua nebulizzata. La scelta di questa tecnica dipende dalle sperimentazioni fatte in molti restauri di monumenti lapidei negli anni 1981-1988 (in attuazione della Legge 23 marzo 1981, n. 92).
La nebulizzazione viene effettuata a temperatura ambiente e a pressione atmosferica, senza aggiunta di solventi, né di altre sostanze. Il sistema è in grado di rimuovere i depositi incoerenti di polvere, di sciogliere le croste nere anche fortemente adese, lasciando inalterate le patine del tempo e le eventuali tracce di colore e d’uso.
A seconda delle situazioni, l’irrorazione d’acqua si sviluppa in un arco di tempo compreso tra 25 minuti e 4 ore, il resto del tempo viene impiegato per le operazioni di seguito elencate: interventi integrativi di pulitura, riadesione delle scaglie, trattamento delle parti metalliche, stuccature di fori e cavità e di precedenti restauri. Per realizzare i lavori è necessario suddividere l'intero prospetto in 5 aree di cantiere non contemporanee (ciascuna comprensiva di 10 arcate, esclusi il settore IV e V che riguardano i due speroni), ma tra loro in parziale sovrapposizione. Gli operatori contestualmente presenti su ciascun settore saranno 10 (maestranze specializzate e restauratori).
Il prospetto meridionale, accanto al restauro del materiale lapideo, prevede anche l'intervento sulla cortina in mattoni e sul conglomerato cementizio. Anche in questo caso l'organizzazione è in aree di cantiere non contemporanee, ma in parziale sovrapposizione. I settori sono 4, ciascuno comprensivo di 10-11 arcate.
La superficie complessiva del prospetto meridionale è pari a circa 7.500 mq.
L'impianto di cantiere del prospetto settentrionale e di quello meridionale richiede elevatori: basti pensare che il prospetto settentrionale raggiunge un'altezza di quasi 50 metri.
Il nuovo Centro Servizi sarà realizzato nell’interro esistente nella parte sud della piazza del Colosseo, già sterrato per la costruzione della linea B della metropolitana, e comporterà lo scavo di circa 8.000 mc di terreno.
Le funzioni attualmente presenti nel monumento saranno organizzate in circa 1.600 mq di superficie entro una struttura compositivamente concepita come un grande spazio di matrice circolare di diametro pari a 30 metri, all’interno del dosso erboso.
L'accoglienza, la biglietteria e il bookshop saranno collocati in questo ambiente coperto con una cupola ribassata, mentre le funzioni di servizio saranno distribuite tutt'intorno.
È prevista anche un'area da destinare a bar-caffetteria.

Il progetto è stato concordato con gli uffici del Ministero e di Roma Capitale.

Per quanto riguarda gli altri progetti (ambulacri, sotterranei e impianti), sono in corso di esecuzione cantieri-campione sulla base dei quali perfezionare la pianificazione degli elaborati da porre a base di appalto. Per i sotterranei, in particolare, i lavori compiuti per l'apertura al pubblico dello scorso ottobre costituiscono un riferimento significativo.

Alcune delle procedure di individuazione del contraente sono sopra la soglia comunitaria, dunque richiederanno il rispetto di una tempistica più ampia.
Gli appalti saranno avviati ai sensi del nuovo regolamento per i lavori pubblici a partire da fine luglio 2011.

Fonte: Ministero dei Beni Culturali
www.beniculturali.it

3D MODELING IN ARCHAEOLOGY AND CULTURAL HERITAGE, international summer school

Dear friends and colleagues,
we are organizing the 4th International Summer School on "3D Modeling in Archaeology and Cultural Heritage" which will take place in Grosseto (Italy) on 29 August - 3 September, 2011.


The previous 3 editions where held in 2008 in Ascona (Switzerland), in 2009 in Trento (Italy) and 2010 in Durham (UK).
The school is organized by Stefano Campana (University of Siena, Italy) and Fabio Remondino (FBK Trento, Italy).

Progettare un programma informatico per Giotto e Cimabue

Sulle pagine de 'La repubblica' del 23/06/2011 si da voce al grido di allarme dei frati della Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi, che denunciano la necessità di salvare gli ultimi dieci affreschi di Giotto e Cimabue, ridotti in frantumi dal terremoto che nel 1997.
Non vengono restaturati per mancanza di fondi.
I frati chiedono alle istituzioni pubbliche e private di finanziare i restauri sensibilizzando gli enti di ricerca a progettare un programma informatico con cui "leggere, codificare e ricomporre" su un monitor quel che resta delle figure frantumate: il passo iniziale per ricomporle realmente.

Dopo il sisma furono recuperati circa 300.000 frammenti degli affreschi, grazie all'intervento di 500 restauratori volontari, alcuni dei quali provenivano dall'Istituto centrale di Restauro, dalla Sovrintendenza dell'Umbria, alcuni erano professionisti dei Beni culturali dellaTuscia diretti dalla professoressa Maria Andaloro.

Secondo Sergio Fusetti, restauratore capo della basilica francescana "C'è bisogno di un programma informatico in grado di poter "leggere" sia i piccoli frammenti già catalogati, sia le immagini degli affreschi precedentemente fotografati, per poter ricomporre le intere figure non manualmente. Un progetto del genere è stato già allestito dall'università di Bari, ma funziona con pezzi non minuscoli. Per la nostra basilica serve un programma più sofisticato. Ma senza fondi non andremo da nessuna parte"

(Fonte: La Repubblica)

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Conservation of Built Heritage

ICCROM è lieta di informare che il Corso di formazione Conservation of Built Heritage si terrà a Roma dal 2 marzo - 27 aprile 2012. Il corso è indirizzato ai professionisti che operano nel campo della conservazione.

Nella progettazione di questo corso, ICCROM ha tenuto conto delle p recenti normative internazionali e ha pensato alla conservazione del patrimonio edilizio, compresi gli edifici, siti, centri storici e paesaggi culturali.

La prima parte
del corso sarà costituita da una panoramica delle più attuali pratiche di definizione di patrimonio, l'evoluzione dei concetti e gli approcci in diverse chiavi di lettura attualmente in uso per il patrimonio costruito. La seconda parte del corso sarà incentrata sulla pianificazione e gestione delle problematiche relative alla conservazione del processo decisionale. La terza parte del corso si concentrerà maggiormente su questioni tecniche tra cui la documentazione, la valutazione delle condizioni e trattamenti vari, più l'interpretazione e l'accesso del pubblico. Un modulo speciale su 'Sviluppo sostenibile e patrimonio mondiale' sarà tenuto durante l'ultima settimana del corso.

Il corso è aperto a 20 partecipanti. Possono presentare la loro candidatura professionisti che operano nel settore da almeno quattro anni, con professionalità diverse (architetti, archeologi, ingegneri, progettisti, ecc.).

La lingua del corso è l'inglese.

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 31 luglio 2011.

(Fonte: ICCROM)

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Ciro: autopsia hitech sul piccolo dinosauro

I paleontologi del Museo di Storia Naturale di Milano hanno condotto una vera e propria autopsia hi-tech sul fossile, baby dinosauro denominato Ciro, risalente a 110 milioni di anni fa e scoperto nel 1980 a Pietraroia (Benevento). I ricercatori lo hanno prima sottoposto a una Tac presso l'Ospedale Maggiore di Milano, poi lo hanno osservato al microscopio elettronico e gli hanno scattato diverse foto sia con luce normale che ultravioletta.
Era uscito dal guscio da pochissimi giorni, forse neanche una settimana, eppure il baby dinosauro Ciro era già una 'buona forchetta'. Prima di morire aveva assaggiato alcuni pesci, una lucertola e un rettile squamato, probabilmente offerti da mamma e papà.

Per analizzare il cucciolo di Scipionyx samniticus nei minimi dettagli ci sono voluti più di cinque anni "Ciro è un esemplare unico al mondo per il suo ottimo stato di conservazione", spiega il paleontologo Simone Maganuco. "Con queste tecniche - aggiunge - siamo riusciti a vedere dettagli anatomici di tessuti molli mai visti prima in un dinosauro, fino a livello della singola cellula".
Si è così scoperto che il piccolo dinosauro "é morto solo pochi giorni dopo essere uscito dal guscio. Nel suo cranio - dice ancora Maganuco - è ancora visibile la fontanella, proprio come nei nostri neonati".

Oltre ad analizzare le singole cellule muscolari, i legamenti, le cartilagini articolari, gli studiosi sono riusciti anche a ricostruire la struttura dell'intestino e a rinvenire i resti delle ultime prede ingerite.


Capillare che irrorava l’intestino retto visto al microscopio elettronico. Le piccole sfere sono batteri fosfatizzati (Leonardo Vitola/Soprintendenza per i Beni archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta)

 "Abbiamo trovato vertebre di pesci simili a sardine, i resti di un rettile ricoperto da squame e la zampa di una lucertola. Le dimensioni di quest'ultima - precisa il paleontologo Cristiano Dal Sasso - ci fanno ipotizzare che Ciro non abbia cacciato le prede, ma che i suoi genitori lo abbiano nutrito con parti di prede cacciate da loro".



Fotografia in luce ultravioletta di Scipionyx samniticus. La macchia scura contenuta nel torace deriva dai residui di fegato, milza e cuore (Appiani e Vitola)

(Fonte: Ansa)

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Stretto di Messina: scoperti due relitti

Durante la campagna di ricerca, effettuata con scansioni, verifiche Rov e immersioni subacquee, sono stati scoperti, in fondo allo Stretto di Messina, due relitti perfettamente integri di navi mercantili, risalenti al II-IV secolo d.C. L'area interessata alla campagna archeo-subacquea abbraccia un tratto di mare di 49 km2


Monitoraggio dei siti archeologici da satellite

Un metodo ibrido tramite remote sensing, tecniche GIS e un algoritmo di rilevamento della forma utilizzabile su immagini SAR. Il metodo sviluppato nel quadro di un progetto finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea per il monitoraggio automatico e l'identificazione di siti archeologici perduti o ancora da scoprire in Egitto è stato ulteriormente migliorato tramite i dati disponibili da immagini radar di tipo SAR ad alta risoluzione in banda X dei satelliti Cosmo Sky-Med.

World Digital Library

Il 14 giugno a Roma, nella sala del Consiglio Nazionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stato presentato il contributo italiano al progetto World Digital Library (Wdl), prestigiosa iniziativa di interesse culturale mondiale, ideata e gestita dalla Library of Congress di Washington con il patrocinio dell’Unesco. La World Digital Library mette gratuitamente a disposizione degli utenti i tesori culturali e le espressioni artistiche e di folklore conservati nelle biblioteche di tutto il mondo. Il portale, in rete dal 21 aprile 2009, dà attualmente accesso a più di 1.500 oggetti digitali ad alta risoluzione: manoscritti, lettere, carte geografiche, stampe, giornali, libri rari, documenti, filmati, registrazioni sonore, illustrazioni e immagini.

Un’Opera per il Castello

Da mercoledì 8 giugno è on line il bando della Prima edizione del Concorso Un’Opera per il Castello, dedicato ai giovani artisti, per selezionare un progetto artistico ideato per Castel Sant’Elmo di Napoli. La pluralità dei media e l'introduzione di nuove tecnologie hanno fatto superare la tradizionale distinzione delle arti in pittura, scultura e architettura, introducendo una nuova gamma di possibilità e obiettivi per tipologie di ricerche e sperimentazioni nell'approccio al fare artistico.

E-ducational Village

 E-ducational Village  è un progetto di marketing territoriale che si serve delle nuove tecnologie per la valorizzazione dei monumenti e dei centri storici, offrendo servizi e prodotti didattici multimediali propedeutici alla tradizionale visita guidata. Il progetto, seppur replicabile in qualsiasi realtà territoriale, è stato immaginato per il Borgo Medioevale di Casertavecchia (Ce), famoso per aver conservato inalterato nel tempo il suo originario assetto architettonico.

Tra i prodotti già sviluppati, seppur in forma di prototipo, è possibile visionare il sito web http://eduvillage.altervista.org/ che una volta avviato il progetto sarà trasformato in un portale che funzionerà anche da servizio booking per la prenotazione on line dei laboratori didattici e delle visite guidate e da piattaforma di e-commerce delle tipicità locali. Inoltre dal portale sarà possibile fruire i corsi di e-learning che si rivolgono ad insegnanti, studenti e turisti per una conoscenza più approfondita del borgo. In questa prima fase di progetto si è proceduto alla realizzazione del Corso e-learning “ Educational Village- Il Borgo di Caserta Vecchia” utilizzando il software Idea, messo a disposizione del gruppo di lavoro dall’Università degli Studi di Napoli Federico II. In seguito sarà previsto il ricorso ad un software open source collegato ad una piattaforma web con le stesse caratteristiche (es.Chamilo).

Gli altri prodotti presentati nell'idea progettuale dovranno invece essere sviluppati nel prossimo anno; si tratta nello specifico di un e-book/guida turistica su Casertavecchia e  territori limitrofi, laboratori didattici multisensoriali e ricostruzioni 3D degli arredi barocchi della Cattedrale e degli interni del mastio andati perduti. Per la concreta realizzazione del progetto nella sua interezza si è pensato alla partecipazione a linee di finanziamento pubbliche e private.

Progetto a cura di Daniela Di Monaco, Filomena Gliottone, Claudio Iannotta e Assunta Vanacore.

Progetto SUMUS

Si terrà il 30 giugno presso l'area della ricerca di Firenze (Sesto Fiorentino) il workshop finale del progetto SUMUS (SUperfici MultiSpettrali). Il Workshop, gratuito, presenterà molteplici casi di studio, a partire dall'Annunciazione di Benozzo Gozzoli di Narni, al Polittico di Santa Caterina del Museo Nazionale di San Matteo di Pisa, fino alla Deposizione di Beato Angelico del convento di San Marco a Firenze, passando per i dipinti murali della Tomba della Scimmia a Chiusi e gli affreschi del Camposanto di Pisa.

Scoperte nuove piramidi?

Recentemente la BBC ha annunciato la scoperta, in Egitto, di 17 nuove piramidi. La notizia ha suscitato l'interesse non solo sull'argomento in se ma anche sul supporto che le nuove tecnologie, in questo caso i satelliti, possono offrire all'archeologia. Tale metodologia, abbastanza conosciuta, permette di osservare anche i siti archeologici. Gli studi portati avanti con l'ausilio delle immagini da satellite si concludono spesso con l'individuazione di probabili nuovi siti.

Archeomatica 1-2011 è in stampa

Archeomatica 1 2011

E' finalmente andato in stampa il numero 1 del 2011 con un ritardo di oltre un mese dovuto a riorganizzazioni della nostra redazione.

Nel particolare tema della protezione sismica all’interno dei musei in questo numero vi portiamo la testimonianza del Laboratorio ENEA che sta realizzando la base antisismica per poggiare i Bronzi di Riace nella futura nuova sistemazione del museo di Reggio Calabria.

Seguono poi: un uso di Scansione Laser da aereo che ci viene proposto sul sito archeologico dello Scoglietto nel Parco dell’Uccellina, una discussione sull’uso del software open source per la catalogazione dei beni culturali, un sistema GIS del Patrimonio Unesco di Firenze, un sistema di analisi da effettuare a seguito di interventi di restauro, un particolare uso di Google per le analisi storiche architettoniche del costruito in un esempio a Villa Ludovisi a Roma, una testimonianza di didattica applicata ai nostri temi e in ultimo una intervista ad un riferimento della Fondazione Fitzcarraldo.

Registrazione testata

Archeomatica.it è una testata telematica registrata in data 5 marzo 2026 al n. 28/2026 del Registro Stampa del Tribunale di Roma. Direttore Responsabile: Michele Fasolo.