Nuove tecnologie per lo studio delle lingue antiche

rosetta steleUna recente ricerca basata sull'utilizzo di un modello computerizzato ha permesso di risalire agli antichi idiomi dai quali sono nate le lingue attualmente parlate in Asia e nel Pacifico. La ricerca è stata realizzata da un team canadese e americano dell'università della British Columbia e dell'Università della California a Berkeley e pubblicata sui Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences) e potrebbe segnare un passo importante nello studio linguistico. Lo studio è stato effettuato su una pietra incisa, una sorta di Stele di Rosetta, la pietra che ha permesso di decifrare i geroglifici,  grazie alla quale antichissimi idiomi sono stati decifrati con una precisione simile a quella raggiunta da linguisti e ricercatori.  

La ricostruzione dei linguaggi da cui sono nate le lingue moderne è uno dei problemi più antichi nel campo della linguistica. I linguisti si basano solitamente sul metodo comparativo, un processo manuale basato sulle informazioni relative ai cambiamenti dei suoni delle parole nelle lingue moderne imparentate fra loro.

In questo studio, mediante l'utilizzo della tecnologia informatica, i ricercatori hanno ricostruito parte di questo patrimonio immateriale, un gruppo di antichi linguaggi del Pacifico e dell'Asia da una banca dati di oltre 142.000 parole appartenenti a 637 lingue austronesiane, una famiglia di lingue parlate nel Sud-Est asiatico, nel Pacifico e parte dell'Asia continentale. 

E l'85% della ricostruzione si è rivelata accurata quanto le ricostruzioni manuali realizzate dai linguisti. Ad esempio la parola "stella", che nella lingua delle Figi si dice 'kalokalo' e nella lingua Melanau parlata da un popolo che vive nel Borneo si dice 'biten', deriva dalla comune antica parola 'bituqen'. E "vento", che nella lingua figiana si dice 'cagi' e nella lingua Inabaknon, parlata nelle Filippine, si dice 'bariyo', secondo il sistema deriva da 'beliu' e dal metodo manuale deriva da 'bali'.

Questi linguaggi sono stati ricostruiti raggruppando parole con significati comuni appartenenti a lingue correlate fra loro, analizzando le caratteristiche comuni e i cambiamenti dei suoni a livello di singole sillabe. Come in altri lavori di linguistica storica, i ricercatori hanno ipotizzato che ogni parola si evolve lungo i rami di un albero di linguaggi imparentati fra loro. I nodi dell'albero sono lingue non più parlate, le foglie invece sono le lingue moderne. Il coordinatore del lavoro, Alexandre Bouchard-Cotè dell'università di Berkeley ha dichiarato che che "il nostro strumento rivoluzionerà la storia della linguistica come l'analisi statistica e il calcolo computerizzato hanno rivoluzionato la biologia".

 

Fonte: Repubblica.it

 

Related Articles