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E se usassimo le StoryMap per documentare uno scavo archeologico?

La ricerca archeologica studia a fondo i processi della vita passata analizzando spesso le relazioni geografiche tra popolazioni. Il ruolo del commercio e degli scambi di merci a distanza, nello sviluppo della complessità sociale e delle vite economiche della gente comune nel passato, è un tema ricorrente e l'analisi spaziale con il GIS e la modellazione 3D con la fotogrammetria, può offrire quella tecnologia che tempo fa si proponeva avveniristica e riservata ai pochi esperti, ma ora entrata nei processi ordinari.

3D Real-time Ground Penetrating Radar anche in archeologia?

Il Ground Penetrating Radar è una tecnologia per la mappatura del sottosuolo basata sull'emissione di onde radio. Un sistema radar ha un trasmettitore che emette onde elettromagnetiche che vengono riflesse dal bersaglio e rilevate da un ricevitore. Quando si trasmette nel terreno, il segnale verrà riflesso ogni volta che la velocità del segnale cambia, quindi i cambiamenti nel tipo di suolo e gli oggetti sepolti si tradurranno in riflessione del segnale radar. Il movimento del radar si tradurrà in un ritorno del bersaglio che assomiglia a una iperbole (a causa del cambiamento di distanza tra radar e bersaglio).

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Appello per i reperti di una imbarcazione di epoca antichissima scoperta a 780 metri di profondità in Adriatico

Nel corso del convegno «Donne di Magna Grecia» organizzato a Taranto tra il 26 e il 28 settembre 2019 dall'Istituto per la Storia e l'archeologia della Magna Grecia, è stato annunciato un importantissimo rinvenimento di un giacimento di reperti archeologici durante i lavori preparatori alla tubazione nel tratto sottomarino del gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline) che collegherà l’Azerbaijan alla Puglia. Come riportato dal sito LecceSette e dal Nuovo Quotidiano di Puglia in data 28 settembre 2019, nella parte conclusiva dell'incontro, trasmesso in streaming, la dottoressa Maria Piccarreta, Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto ha fatto riferimento «ad un progetto nuovo, che si riferisce ai lavori nell'ambito delle operazioni di sorveglianza per la realizzazione del gasdotto nelle acque italiane, confinanti con quelle albanesi».

Sistema fotogrammetrico 3DEYE 2.0: nuova configurazione e nuove soluzioni per i beni culturali e archeologici

Il sistema fotogrammetrico 3DEYE (sistema fotogrammetrico telescopico), rappresenta una nuova soluzione per l’utilizzo della fotogrammetria tridimensionale in quota.  Con 3DEYE, infatti, è possibile utilizzare la fotogrammetria aerea dove i vincoli ambientali, paesaggistici e normativi renderebbero difficoltose le attività di rilievo con drone. Il sistema di stabilizzazione, si installa rapidamente sulla sommità di un’asta telescopica, in fibra di carbonio ed in grado di raggiungere la massima estensione di 9 m. La VERSIONE 2.0 del sistema 3DEYE integra una fotocamera più performante con sensore APS-C da 24 MPX e una Gimbal a tre assi che assicura una maggiore stabilità anche in condizioni difficili, mantenendo stabile l’ortogonalità di scatto rispetto al piano d’interesse. 

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TFA 2019
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