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Giovedì, 04 Luglio 2013 11:25

Il "Vaso che parla", un'installazione interattiva per scoprire l'arte greca

vaso che_parlaIl "Vaso che Parla" è la copia gigante di un antico vaso greco, una nuova installazione interattiva ideata dall'Università di Lille 3. Dopo una prima esposizione all'Università e un'attuale esposizione al Lens, il dispositivo raggiungerà in autunno il Palazzo delle Belle Arti di Lille e la città di Marsiglia. 

Il Vaso che parla è un "avatar digitale" a scala 17 di un antico vaso greco conservato al Palazzo delle Belle Arti di Lille che offre al pubblico la possibilità di scoprire l'oggetto reale e il suo contesto per l'intermediazione di percorsi che utilizzano dei puntatori che forniscono informazioni storcio-artistiche. Questa possibilità di scoprire l'oggetto favorisce una modalità di fruizione innovativa nel rapporto con l'oggetto archeologico conservato nel museo.

Il vaso treppiede fu realizzato ad Atene verso il 565 a.C. ed era destinato a contenere oli profumati, verosimilmente all'interno di riti religiosi dell'Acropoli della città. I temi scelti dall'artista sono il giudizio di Paride e confronti guerrieri: due guerrieri con cavallo e un affronto tra i due.  Le raffigurazioni compongono un racconto coerente che culmina nella Guerra di Troia.

Il dispositivo digitale del Vaso che parla permette di usufruire di suoni (voce, musica, rumori) grazie all'aiuto d'un puntatore diretto su una delle zone attive sul modello gigante. Si tratta quindi di una visita virtuale d'un oggetto, orginariamente di piccola dimensione (12,1 cm di altezza per un diametro tra 21 e 22 cm) ingrandito 17 volte (altezza 2m  per un diametro tra 3 e 4 metri) in modo tale che un adulto possa circolare agilmente attorno ad esso conoscendo la sua storia, e ad un bambino di identificarsi con i personaggi raffigurati.

vaso che parla 2Il vaso gigante è interattivo: esso spiega se stesso e chi è raffigurato su di essa. La modalità di interazione proposta  è molto intuitiva e funziona in modalità "Esplora". I visitatori puntano una parte del vaso che gli interessa: questa si accende mostrano una didascalia e l'area restaurata. Ulteriori informazioni sono fornite mediante le cuffie collegate al puntatore nella lingua del visitatore (inglese, francese, olandese). Spiegazioni dettagliate sono raccontate dai personaggi stessi e non sono invadenti ad altri visitatori.

Inoltre, grazie alla scala del vaso i guerrieri appaiono a misura d'uomo, rivelando dettagli che non è possibile vedere nel modello originale. Il visitatore è quindi invitato a interagire con l'oggetto archeologico in una modalità nuova, non solo individuale ma anche di gruppo. 

I puntatori di geolocalizzazione si basano su una tecnologia ottica. L'innovazione tecnologica è quella di identificare la persona tramite un tag ottico ad infrarossi riconosciuto dalle telecamere. Contrariamente alle comuni tecnologie multitouch che non distinguono tra le persone, qui è identificato il puntatore di ogni persona. Si può quindi inviare un particolare contenuto audio nel casco tramite un trasmettitore radio. Gli sviluppi sono stati fatti con strumenti open source.

Il "Vaso che parla" è tra i progetti francesi che verranno presentati al Convegno Internazionale Digital Heritage 2013.

 

 

Fonte: Clic France

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:33

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