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Mercoledì, 24 Maggio 2017 17:30

Bando Open Data per la Cultura 2017

Redazione Archeomatica

L’intento del bando Open Data per la Cultura 2017 è favorire la lettura e la rappresentazione del fenomeno dei progetti culturali innovativi.

Il punto di partenza sono i dati, messi a disposizione in formato Open Data e rigorosamente anonimi, raccolti in 9 dataset realizzati sulla base delle proposte che hanno partecipato alle tre edizioni del bando cheFare, alle tre edizioni di iC-innovazioneCulturale di Fondazione Cariplo e ai bandi Open e ORA! Linguaggi contemporanei, produzioni innovative di Compagnia di San Paolo.

I progetti da cui provengono i dati sono più di 3.300.

Gli autori dei due migliori elaborati che proporranno letture innovative, replicabili, comunicabili ed eventualmente ibride – cioè che facciano uso anche di fonti di dati diverse rispetto a quelle oggetto del bando – saranno premiati con un riconoscimento in denaro.

Open Data per La Cultura 2017: a chi si rivolge

Il bando è rivolto a professionisti, studenti, dottorandi, ricercatori di ogni grado presso strutture pubbliche e private nelle discipline che si occupano del rapporto tra dati e società, tra le quali: scienze politiche; scienze dell’informazione; sociologia; statistica; data sciences; economia; design; informatica; arti visive; media art; cinema; matematica; data journalism.

Cosa c’è in palio e i criteri di valutazione

Il riconoscimento in denaro di 2.000 euro sarà suddiviso in due riconoscimenti di 1.500 euro e di 500 euro che saranno assegnati agli autori del primo e del secondo elaborato che la Giuria giudicherà migliori sulla base di quattro criteri:

A) Innovatività
Presenza di elementi di novità rispetto agli attuali modelli di visualizzazione dei dati.
Nel caso in cui si realizzino visualizzazioni interattive, verrà considerato anche il grado di interattività della visualizzazione.

B) Replicabilità
Possibilità di replicare lo stesso tipo di analisi su nuovi data set compatibili con quelli analizzati.

C) Comunicabilità
Facilità nel riutilizzo degli elaborati per altri canali e piattaforme.

D) Ibridazione

Uso di altre fonti di dati e loro integrazione efficace nei termini dell’aumento del livello di informazione complessivo.

Come Partecipare

Dopo aver effettuato la registrazione sul sito dell’Università di Milano Bicocca (registrazione Bicocca), sarà possibile i dati dalle tre pagine sottostanti:
- Dataset di cheFare
- Dataset di iC-innovazioneCulturale
- Dataset dei bandi Open e Ora!


Dal 15 maggio al 13 luglio 2017 sarà possibile candidare i propri elaborati caricandoli sul sito cheFare attraverso il bottone “partecipa” in fondo a questa news. Le proposte saranno valutate dalla Giuria e i due vincitori annunciati il 2 ottobre 2017 sullo stesso sito.


Che tipo di lavori?

I modi per rappresentare le informazioni che i dati di Open Data per la Cultura esprimono sono potenzialmente infiniti. Non sarà necessario inviare applicativi e il bando non è volto alla creazione di software.
Ecco, a titolo puramente esemplificativo, il tipo di lavori potenzialmente idonei.

1 – Paper nell’ambito di discipline legate ai dati che elaborino visivamente i dati anche in modo tradizionale ma evidenzino elementi interessanti.
2 – Infografiche: statiche, interattive o animate.
3 – Lavori di new media art legati a questi dati.
4 – Lavori artistici tout court che interpretino i dati

La Giuria

La Giuria sarà composta da personalità di spicco dei diversi settori tematici:

Paola Borrione (ricercatrice di economia della cultura del Centro Studi Silvia Santagata, Torino;
Matteo Brunati (Community Manager presso SpazioDati e Civic Hacker)
Paolo Canino (Osservatorio e Valutazione Fondazione Cariplo);
Paolo Ciuccarelli (Professore Associato, Politecnico di Milano – DensityDesign Research Lab);
Elisabetta Tola (giornalista scientifica, fondatrice di Formicablu e di datajournalism.it)

Come è nato il bando

Nel 2015 si è avviato il progetto Open Data per la Cultura: cheFare e Fondazione Cariplo hanno pubblicato in formato Open Data anonimo i dataset relativi alle prime due edizioni del Bando cheFare e della prima edizione di iC-innovazioneCulturale. E' stato deciso di intraprendere questo percorso dalla convinzione che il patrimonio di conoscenza emerso in questi anni dai bandi per le progettualità culturali innovative dovesse essere disponibile per il maggior numero di soggetti possibili: ricercatori, innovatori, progettisti culturali, giornalisti, policy makers, soggetti della società civile e imprenditori.

Negli ultimi anni i bandi promulgati dai 3 soggetti promotori hanno contribuito non solo a finanziare un numero crescente di nuove organizzazioni culturali, ma anche a far emergere un enorme patrimonio sotterraneo di pratiche che stanno ridefinendo il modo di progettare, produrre e distribuire la cultura.

Open Data per la Cultura 2017 è un salto in avanti in questo percorso che si articola in tre passaggi distinti.

1) Il primo è la messa a disposizione dei data set anonimizzati in formato Open Data alle comunità nazionali.

2) Il secondo è la promulgazione di questa call pubblica per i migliori elaborati che rappresentino i data sets.

3) La terza è la costituzione di un archivio degli elaborati, con l’intento di mostrare le potenzialità dell’approccio Open Data per tutto il settore culturale. Questo perché un passo fondamentale per costruire una cultura pubblica degli Open Data è quello di non limitarsi al rilascio di dati di alta qualità, ma di favorire una divulgazione dei dati attraverso letture comunicabili che possano essere utili al massimo numero possibile di soggetti.

Fonte: cheFare

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