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Giovedì, 19 Febbraio 2015 21:55

Al Museo del Bargello prima applicazione di Mnemosyne per la sorveglianza ed il coinvolgimento dei visitatori

museo bargelloIn occasione dei suoi 150 anni di storia il Museo del Bargello è stato scelto per la sperimentazione di “Mnemosyne”, un nuovo sistema per offrire al visitatore, un’esperienza interattiva ed una maggiore comprensione delle opere, grazie anche alla scelta di contenuti informativi relativamente alle opere che lo hanno colpito maggiormente.


Attualmente la tecnologia è applicata nel Salone di Donatello dove grazie ad un innovativo software di visione artificiale, l’innovativo sistema è in grado di:
- identificare il visitatore all’interno del Salone e rilevarne il percorso;
- misurare i tempi di permanenza davanti alle opere;
- identificare quali tra le opere esposte hanno attratto maggiormente il suo interesse;
- offrirgli l’opportunità di ampliare le proprie conoscenze.

Mnemosyne fornisce su un tavolo interattivo dove "all’uscita del salone il visitatore troverà, per le opere che lo hanno maggiormente interessato, informazioni di approfondimento e collegamenti con altre opere nel museo o nella città di Firenze.


Il Bargello è il primo museo al mondo a sperimentare “Mnemosyne”, progetto che ha richiesto l’impiego di sei ricercatori per quattro anni ed è stato finanziato dalla Regione Toscana e realizzato dall’Università di Firenze con il Centro per la Comunicazione e Integrazione dei Media, diretto da Alberto Del Bimbo, e da Thales Italia SpA, insieme alla Direzione del Museo Nazionale del Bargello, con la preziosa collaborazione del responsabile tecnico del museo, Cristina Valenti e dell’allora responsabile delle reti informatiche del Polo Museale Fiorentino, Armando Niccolai.
Da segnalare che l’installazione è la prima realizzazione del Centro di Competenza regionale NEMECH New Media for Cultural Heritage, costituito da Regione Toscana e Università di Firenze con il supporto del Comune di Firenze.

Sistema innovativo
Il sistema è innovativo perché:
- è la prima installazione in un contesto museale reale di un sistema di visione artificiale per offrire ai visitatori informazioni personalizzate sui propri interessi individuali;
- è completamente non intrusivo: al visitatore non è richiesto di utilizzare dispositivi mobili, come guide o smartphone.

Il rispetto della privacy
Il sistema opera in modo del tutto rispettoso della privacy del visitatore. Le telecamere e il sistema di visione, infatti, non rilevano informazioni sui tratti facciali dell’individuo, ma solo dati sull’apparenza della sua figura quali colore e tessitura degli abiti. L’apparenza del visitatore è codificata in una stringa di numeri che ne cattura la maggior parte degli elementi distintivi. I descrittori numerici sono quindi confrontati tra loro per effettuare la re-identificazione del visitatore e infine vengono eliminati al termine del percorso. Le immagini riprese dalle videocamere non sono registrate. Il sistema resterà installato in via sperimentale fino a giugno 2015".

 

Fonte: Polo Museale Fiorentino

Immagine: Unifi

 

Ultima modifica il Martedì, 23 Giugno 2015 16:08

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