Scoprendo la Tuscia in un video emozionale

Scoprendo la Tuscia in un video emozionale

“Tuscia è”, il video realizzato dallo studio creativo Hubstract Made for Art, ispira e coinvolge. Racconta la possibilità di un viaggio, anche in solitaria, attraverso un territorio più che vario. Propone un'esperienza dei sensi, un cammino verso la scoperta di questi luoghi e un po’ anche di se stessi, a stretto contatto con la natura e il territorio, la storia e le tradizioni. Promuovere il territorio della Tuscia e la sua cultura attraverso un breve video e uno storytelling capace di emozionare, coinvolgere, attrarre turisti e curiosi. Questa la richiesta della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo.

La Tuscia è una delle zone italiane più belle e interessanti dal punto di vista paesaggistico, archeologico e culturale. Comprende parte del Lazio, della Toscana e dell'Umbria, ed è ricca di borghi, cittadine medievali, laghi e parchi naturali.  In particolare, il video si concentra sulla parte laziale della Tuscia e percorre alcuni dei punti più rappresentativi come Viterbo, Civita di Bagnoregio, la Faggeta di Soriano, il lago di Bolsena, Montefiascone, il Bosco Sacro di Bomarzo, la via Amerina, Sutri, Palazzo Farnese a Caprarola, il castello di Proceno, la tomba dei Leopardi a Tarquinia, e non ultimo l’intimo e suggestivo lago di Vico. L’approccio utilizzato per realizzare il prodotto s’ispira allo storytelling turistico, perché crea una connessione empatica facendo leva sulle emozioni più profonde. 

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“Un passo, poi un altro”, questo l’incipit del racconto, ci porta ad attraversare i diversi luoghi della Tuscia, con un ritmo e un tempo personale, passo a passo come un pellegrino della via Francigena o in sella ad un cavallo, con il vento in faccia.  L’invito al viaggiatore, che sia a piedi, in bicicletta o altro, è scoprire una Tuscia capace di nutrire da tutti i punti di vista: culturale, storico, gastronomico, spirituale. Una Tuscia come esperienza unica, in grado di mutare il viaggiatore nel profondo. “Un passo e poi un altro”, diventa il modo personale di decidere il proprio viaggio, lasciandosi guidare dai luoghi, dalle atmosfere.

Protagonista del video una donna, in viaggio da sola (finalmente!), che assapora ogni momento di questa esperienza, e danza. Il movimento del suo corpo esprime la libertà, il modo di affrontare ogni itinerario, la forma del suo scoprire, vivere. La nostra viaggiatrice cammina, corre, danza, si ferma, tocca, calandosi pienamente nel suo procedere e trainando lo spettatore a fare “quel passo e poi un altro” per arrivare a visitare la Tuscia. 

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Rilevante è anche l’utilizzo di grafiche animate, a servizio dello storytelling. Queste evocano il pensiero immaginifico della protagonista, scatenano ricordi e danno vita ai particolari del luogo.  Alcune opere d’arte presenti nella Tuscia, come La Pietà di Sebastiano del Piombo, l’Orco del Sacro Bosco di Bomarzo, gli affreschi di Palazzo Farnese a Caprarola, prendono vita graficamente, diventano simboli di una storia collettiva, così umana e vera da risuonare nella memoria profonda di ogni viaggiatore, quasi come fosse un “effetto Madeleine” risvegliato non dal sapore o l’odore di una pietanza, ma dal vivere immersi nella terra, nell’acqua, nel cielo, negli odori, nell’arte del posto che si sta visitando. 

“Da qui rinasco

Albero, pietra, frutto

Gli occhi godono del verde, delle ombre, della luce.

Guidata dai profumi io corro, corro a cercare quel vento che mi trasporti tra cielo e terra

In bilico verso il centro

Cado e mi rialzo

E torno bambina a volte,

quando la paura è un gioco, e il gioco ti porta fino in fondo.

Dal buio...la scoperta, e arrivi fino alle radici”

Questa la voce della protagonista. Lei ci conduce al cuore di paesaggi mozzafiato, del patrimonio artistico e culturale, per promuovere un territorio diversificato, da vivere attraverso un’esperienza curiosa, appassionata, personale. Una Tuscia a ritmo del proprio respiro. Viaggiare, visitare posti nuovi, ammirare un’opera d’arte, conoscere la storia di un luogo, gustare sapori diversi, sono esperienze che catturano i sensi, spesso ci cambiano, o quanto meno ci fanno vedere le cose da un’altra prospettiva. E non è forse questo ciò che ci si aspetta da un viaggio? Un passo e poi un altro e un altro ancora, affamati di mondo. 

Emilia Martinelli

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