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Lunedì, 20 Maggio 2013 09:25

La Capsella di Samagher, report della giornata sui recenti studi

capsella_samagherIl giorno 8 maggio al Museo Archeologico Nazionale di Venezia sono stati presentati i primi risultati delle nuove ricerche*, commissionate dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia, ad gruppo di lavoro interdisciplinare, sulla Capsella di Samagher, uno dei manufatti più importanti delle collezioni veneziane, oggetto di recenti indagini diagnostiche, di un intervento manutentivo e di un nuovo piano di valorizzazione: il tutto all’insegna delle tecnologie più moderne e di livello scientifico più elevato, consone alla rilevanza del reperto.

La Capsella di Samagher (così chiamata dal luogo del rinvenimento, contrada Samagher, presso Pola, Croazia) è infatti un reliquario in avorio intagliato con rinforzi angolari ed accessori in argento (alt.18,5 cm, lungh. 20,5 cm, largh. x 16,01) di probabile officina romana, di valore eccezionale per la storia dell'arte paleocristiana, per la storia della Chiesa e per la storia dell'impero romano, grazie alle raffinate decorazioni a rilievo presenti sul coperchio e sui quattro lati. In particolare si fa qui solo un accenno ai motivi iconografici (Gesù che consegna la legge a Pietro e il “Trono vuoto”) raffigurati sul coperchio e sul lato anteriore che si ispirano alle raffigurazioni musive, non più conservate, del catino dell'abside della Basilica costantiniana di San Pietro, conosciute solo da disegni rinascimentali; il lato posteriore poi rappresenta la raffigurazione del presbiterio dell'antica Basilica Vaticana con la Memoria Petri, il monumento eretto da Costantino sulla tomba di Pietro, nell'aspetto che conservò fino alla fine del VI secolo. Fra i personaggi raffigurati sono stati riconosciuti, fra le varie ipotesi, Costantino ed Elena in visita nella Basilica Vaticana nel 326 nel lato posteriore, Galla Placidia con il piccolo Valentiniano nel lato sinistro, la moglie di Valentiniano Licinia Eudoxia con forse il marito e la figlia Eudocia nel 449-440 nel lato destro. Secondo un altro autore, Galla Placidia sarebbe l'unica protagonista del pellegrinaggio condotto a San Pietro ed in altre due chiese romane, forse per sciogliere un voto relativo all'incoronazione ad imperatore del figlio Valentiniano. La Capsella è datata alla metà del V sec. d. C. per caratteri stilistici e tipologici delle figure maschili e femminili e per il motivo iconografico del "Trono vuoto" che compare per la prima volta sul mosaico alla sommità dell'arco trionfale della Basilica di S. Maria Maggiore datato a dopo il 431 d.C. (Concilio di Efeso).

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Fig. 1. Capsella di Samagher

 

La campagna di indagini diagnostiche condotte dallo Studio Editech di Firenze del Prof Maurizio Seracini, Direttore del San Diego’s Center of Interdisciplinary Science for Art, Architecture and Archaeology ha permesso di: 1) verificare lo stato di conservazione attuale che deriva dalle due ricomposizioni della Capsella, avvenute nel 1906-1909 (presso il Museo Civico di Pola prima e poi presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna) con la ricollocazione dei frammenti su di una struttura composta principalmente da un impasto di gesso e maglia di ottone 2) caratterizzare chimicamente i materiali usati per integrare le parti mancanti della Capsella e gli eventuali protettivi stesi sulle superfici esterne.

La rilettura delle immagini radiografiche effettuate alla fine degli anni 90, pur con i limiti dovuti al parallasse che sono emersi, ha evidenziato lesioni lamellari, lesioni strutturali e stuccature; la lettura comparata delle immagini a luce visibile e della fluorescenza da raggi ultravioletti ha permesso di evidenziare le corrispondenze fra fluorescenze cromaticamente differenti fra loro e tipi di interventi subiti nel tempo dall’avorio (diversi tipi di patine, di stuccature, di integrazioni, di rifacimenti, di incollaggi); la spettrofotometria infrarossa in trasformata di Fourier (FT-IR) ha permesso la caratterizzazione chimica di alcuni campioni dei materiali superficiali usati per integrare le parti mancanti della Capsella e dei protettivi stesi sulle superfici esterne riferibili ad operazioni conservative pregresse. 

  

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Fig. 2. Lato anteriore. Dettaglio della Fluorescenza UV

 

Questa prima campagna di indagini diagnostiche ha preceduto un primo intervento conservativo eseguito dalla restauratrice Bettina Schindler consistito in una pulitura con alcuni consolidamenti, nel riattacco di una cerniera ed in un generale alleggerimento cromatico della colorazione delle integrazioni delle lacune, utilizzando colori ad acquarello sottotono alla media delle colorazioni dell’avorio antico, con lo scopo di riuscire già in questa prima fase a mettere in maggiore evidenza i dettagli eburnei.

Parallelamente la Capsella è stata anche oggetto di una campagna di fotografie digitali condotta per conto di Alinari 24 ORE da Sam Habibi Minelli che ha realizzato foto pre e post intervento conservativo, su ciascun lato, con illuminazioni multiple, riprese angolari e close up sui dettagli: oltre 1000 scatti a 15 Mpixel con calibrazione colore tramite tavola di riferimento X-Rite e focus stacking per ottenere maggiore profondità di campo.

Fotografie digitali, fluorescenza ultravioletta, radiografie sono state allineate su modelli digitali 3D, pianificati e realizzati da Roberto Scopigno e Marco Callieri del CNR-ISTI di Pisa. I modelli digitali 3D realizzati sono adatti sia al supporto delle attività di documentazione e ricerca che delle applicazioni di fruizione.

La scansione della Capsella ha presentato difficoltà tecniche dovute sia ai materiali dell'opera (avorio e argento) che all’eccezionale ricchezza e minuzia del dettaglio inciso. Per riuscire ad acquisire dettagli di circa 1/10 di millimetro e per riuscire a lavorare su un materiale traslucido come l’avorio, è stato utilizzato uno scanner a luce strutturata: in particolare il sistema di scansione 3D ottico a triangolazione Breuckmann SmartSCAN 3D-HE. Basandosi sul principio della triangolazione ottica e sull’uso di luce strutturata, lo strumento Breuckmann opera infatti un campionamento accurato anche di oggetti parzialmente lucidi o leggermente transmissivi/traslucidi (come alcune parti del modellato in avorio) e garantisce un passo di campionamento adatto allo studio delle incisioni (risoluzione di ~ 0.1-0.15 mm). Gli strumenti ottici lavorano con luce visibile a bassa intensità e senza richiedere alcun contatto con la superficie dell'opera: pertanto, non è stata creata nessuna condizione di rischio o potenziale degrado dell'opera dipendente dall'azione di digitalizzazione tridimensionale. Dopo la scansione on site con campionatura di 70 milioni di punti 3D, l'intera fase di elaborazione dei dati (sia geometrici che fotografici) è stata realizzata presso il laboratorio Visual Computing di CNR-ISTI utilizzando strumenti software sviluppati dal laboratorio, che rappresentano lo stato dell’arte del processing di dati da 3D scanning (MeshLab, http://meshlab.sourceforge.net/). 

Il modello 3D ad alta risoluzione realizzato, con mapping dell’attributo colore, è stato convertito in un formato multirisoluzione e reso disponibile ad utenti esterni realizzando una pagina web che descrive brevemente l’opera e fornisce un link al modello 3D (http://vcg.isti.cnr.it/capsella/). 

 

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Fig. 3. Immagini di sintesi prodotte dal modello digitale della Capsella Samagher (sinistra) e mappatura sul modello 3D della fluorescenza UV (destra)

 

Per valorizzare al massimo il rilievo tridimensionale e renderlo finalmente accessibile al pubblico è stata sviluppata da Davide Borra di NoReal.it. di Torino una applicazione di realtà aumentata che con un dispositivo portatile permette di far vedere la replica virtuale ad altissimo dettaglio dando l'impressione al visitatore di "tenere in mano" la Capsella. Al visitatore non viene chiesto altro che prendere in mano un talloncino rigido sul quale è stampato un simbolo geometrico (marker) e di esporlo a favore di una webcam ad alta risoluzione (Full-HD, 1080p) agganciata al di sopra di un grande monitor (32-40”) posizionato proprio di fronte a lui.

Nel monitor, quindi, il visitatore vede se stesso ripreso dalla webcam ed in particolare le proprie mani che reggono il marker. Orientando quest’ultimo verso la webcam al suo posto compare, “per magia”, la replica virtuale e fedele della Capsella nelle proprie dimensioni originali o in dimensioni maggiori, così da poter apprezzare appieno i dettagli dei bassorilievi. L'uso del marker non richiede nemmeno istruzioni: è sufficiente esporlo alla webcam per capire immediatamente come funziona.

L’applicazione utilizza la grande capacità di calcolo del viewer 3D del  CNR-ISTI e l’interfaccia di realtà aumentata sviluppata da NoReal.it. Ad oggi  è l'unico software di realtà aumentata al mondo in grado di gestire files di scansione laser 3D fino a 6 Gb di dimensione, su personal computer di fascia medio-alta.

Il dispositivo è mobile: con un fly case già incorporato sarà possibile un domani nelle varie esposizioni nazionali ed internazionali che richiedano in prestito la Capsella, inviare la sua replica in realtà aumentata tutelando al massimo  un manufatto fragilissimo e prezioso, ma nel contempo soddisfacendo la curiosità del visitatore. 

    

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Fig. 4. Applicazione di realtà aumentata

 

Questa è solo la prima tappa di un cammino appena iniziato che porterà ad ulteriori ricerche diagnostiche, ad ulteriori interventi di conservazione per la rimozione delle cere e dei protettivi evidenziati e da un punto di vista storico-artistico all’approfondimento di alcune letture interpretative date nel passato quando non si disponeva di una tale quantità e qualità di documentazione su dettagli iconografici non altrimenti apprezzabili; si potrà sul modello 3D provare delle simulazioni di ricostruzioni della forma, dimensione e collocazione dei frammenti .

Il 3D infine diventerà uno strumento innovativo per la lettura dell’attuale stato di conservazione e della verifica nel tempo dell’evoluzione di eventuali processi di degrado.

 

Michela Sediari, direttrice Museo Archeologico Nazionale di Venezia

 

* si ringrazia Banca Intesa San Paolo, LVMH Italia Spa (Louis Vuitton – Moet Hennessy) e NoReal.it per averle rese possibili. 

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:33

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