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Venerdì, 15 Marzo 2013 18:54

Rilievo delle gallerie della prima guerra mondiale

ator9Da Ottobre 2012 la ditta Arc-Team s.a.s sta lavorando su di un progetto per la documentazione delle evidenze archeologiche ed architettoniche legate al fronte sud-orintale della Prima Guerra Mondiale (1915-18), al confine tra la Provincia Autonoma di Bolzano e la Provincia di Belluno.

Tra pochi anni verrà celebrato il Centenario della dichiarazione di guerra italiana contro l'Impero Austro-Ungarico, avvenuta nel maggio 1915. Nonostante un lasso di tempo così ridotto, la maggior parte delle tracce legate ai combattimenti (trincee, postazioni, fortificazioni e gallerie) si sono notevolmente danneggiate per il deterioramento delle strutture lignee. Per questo motivo la Soprintendenza Archeologica della Provincia Autonoma di Bolzano ha intrapreso un survey archeologico finalizzato alla mappatura di queste evidenze, comprese quelle meno accessibili situate a quote di 3900 metri s.l.m.

Uno dei problemi principali per l'attuazione del progetto era legato al raggiungimento di un metodo di rilievo, possibilmente tridimensionale, che fosse rapido, leggero in termini di peso e low cost.

La zona scelta come progetto pilota è il pianoro di Plaetzwiese, un'areale di circa 6 kmq compreso tra i 2000-2300 metri s.l.m. Tra il 1915 e il 1917 quest'area è stata ampiamente fortificata per diventare una seconda linea di artiglieria dell'esercito austro-ungarico.

A causa del suo isolamento, Plaetzwiese può essere considerata tra le meglio conservate aree pertinenti alla Prima Guerra Mondiale in tutta Europa. Si prevede un numero totale di più di 1000 evidenze archeologiche preservatesi solo in questo primo settore. Una delle sfide più interessanti del progetto era legata alla documentazione delle numerose gallerie scavate nella roccia per la difesa di truppe e munizioni durante i bombardamenti nemici.

 

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Si è deciso di applicare un rilievo con tecniche di Computer Vision (Structure from Motion e Image-Based Modeling, IBM) per ottenere nuvole di punti degli interni.  Dopo aver piazzato e misurato punti GPS intorno all'entrata, con una macchina fotografica ed un cavalletto sono state effettuate una o più sequenze di foto avanzando lungo la galleria (andata e ritorno). Procedendo in questo modo sono state scattate circa 300 foto per galleria, un numero di scatti troppo elevato da processare in un unico progetto con i computer in nostro possesso.

 

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Dopo alcuni test  effettuati in Python Photogrammetry Toolbox con suddivisione in gruppi del totale di scatti, abbiamo dedotto il metodo migliore di acquisizione. Per un buon risultato si dovevano rispettare due regole:

  1. Ridondanza: lo stesso punto doveva essere visibile nel maggior numero di foto possibile
  2. Long baseline: per ottenere una corretta informazione geografica, i centri di proiezione non sono stati chiusi insieme.

Una foto-sequenza singola in una sola direzione ha portato a grasse lacune del modello, specialmente sul soffitto della galleria.

 

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Difficile inoltre trovare punti in comune tra le nuvole di punti prodotte con la foto-sequenza in entrata e la foto-sequenza in uscita.

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Il miglior risultato è stato ottenuto avanzando con due foto-sequenze parallele sia in entrata che in uscita, che ha ampliato notevolmente il numero di punti in comune tra le diverse nuvole 3D.

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Alla fine le singole nuvole di punti sono state ricomposte in software di Mesh Editing come CloudComape e MeshLab. Per l'intero processo è stato utilizzato il sistema operativo libero ArcheOS.

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Fonte: Arc Team 

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:33

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