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Mercoledì, 11 Maggio 2016 10:23

Muografia svela la struttura interna della piramide romboidale

Sezione 3D della piramide romboidale Sezione 3D della piramide romboidale Copyright: Egyptian Ministry of Antiquities, HIP Institute and the Faculty of Engineering (Cairo University).

Il team del progetto ScanPyramids ha recentemente presentato al Ministro delle Antichità, il Dottor Khaled El-Enany, all'ex ministro delle Antichità Dr. Mamdouh Eldamaty e ai membri del Comitato Permanente delle Antichità Egizie i risultati della prima missione di muografia eseguita sull'antica Piramide romboidale.

Si tratta di una tecnologia innovativa che ha permesso di ottenere un radiografia all'interno del monumento grazie a muoni, particelle cosmiche che piovono in modo permanente e naturale sulla terra ed in grado di penetrare qualsiasi materiale in profondità.

 

Bent Pyramid

La piramide Rombiodale (Egyptian Ministry of Antiquities, HIP Institute and the Faculty of Engineering, Cairo University).

 

Nel dicembre 2015 un team di studiosi dalla Nagoya University (Giappone) ha installato nella camera inferiore della piramide 40 lastre per una superficie totale di 3,5 m². Ciascuna piastra conteneva due film sensibili ai muoni. Le lastre sono state recuperate a gennaio 2016 dopo 40 giorni di esposizione, corrispondente alla durata massima delle emulsioni chimiche all'interno delle condizioni di temperatura e umidità all'interno della piramide. Questi film sono stati poi sviluppati in un laboratorio dedicato installato presso il Grand Egyptian Museum (GEM), e spediti alla Nagoya University per l'analisi.
Da queste piastre, sono stati ricostruiti più di 10 milioni di movimenti dei muoni, con un risultato spettacolare: per la prima volta in assoluto, la struttura interna di una piramide è stato rivelata mediante le particelle di muoni.
Le immagini ottenute mostrano infatti la seconda camera della piramide che si trova a circa 18 metri sopra quella inferiore nella quale sono state installate le emulsioni. Le statistiche disponibili dai 40 giorni di esposizione non sono ancora sufficienti a rivelare con precisione i corridoi noti. Tuttavia, diverse simulazioni sono state eseguite da una collocazione random, all'interno del campo di vista, di una camera ipotetica di dimensioni analoghe o più grande di quella superiore. Rispetto ai risultati ottenuti dalla squadra giapponese, queste simulazioni potrebbero validare il fatto che non c'è un'ulteriore camera di queste dimensioni nei dintorni.
Questa scoperta scientifica convalida il principio della muografia applicato alle piramidi egizie. La tecnica convalidata alla piramide di Bent piramide romboidale è ora prevista per essere utilizzato su altre piramidi degli antichi re. Oltre alle pellicole di emulsione chimica della Nagoya University, verranno  distribuiti altri due tipi di strumenti elettronici. Al contrario alle emulsioni, questi non hanno limiti di tempo di esposizione e consentono inoltre l'analisi in tempo reale.

Guarda il video riportato in fondo alla notizia.

 

Analyse of Emulsion films with Automated microscopes Nagoya University Bent 3D View from Muons Plates Perspective

Bent Lower Chamber top view with Muons Plates

Analisi delle pistare, vista 3D dalla prospettiva delle piastre, camera inferiore con installate le piastre (Egyptian Ministry of Antiquities, HIP Institute and the Faculty of Engineering, Cairo University).

 

Bent Muography results explanation 1 Bent Muography results explanation 2

 

Bent Muography Result Bent Muography Simulation

Risultati della muografia e simulazione (Egyptian Ministry of Antiquities, HIP Institute and the Faculty of Engineering, Cairo University).

 

A proposito della muografia
Le particelle dette muoni raggiungono permanentemente la terra con una velocità prossima alla velocità della luce e un flusso circa di 10.000 al mq per minuto. Provengono dalle interazioni dei raggi cosmici creati nell'universo con gli atomi dell'atmosfera superiore. Analogamente ai raggi X che possono penetrare il nostro corpo e consentire l'accesso all'imaging di ossa, queste particelle elementari, chiamate anche "elettroni pesanti", possono passare attraverso centinaia di metri di pietre prima di essere assorbite. Correttamente collocati i rilevatori (ad esempio all'interno di una piramide, sotto di una potenziale camera sconosciuta) possono poi registrare tracce delle particelle e discernere cavità (che i muoni attraversano con praticamente nessuna interazione) dalle regioni più dense in cui alcuni muoni vengono assorbiti o deviati. La sfida di tali misure consiste nel costruire rivelatori estremamente precisi e ad accumulare abbastanza dati (per parecchi giorni o mesi) per aumentare il contrasto.
La tecnica della muografia è oggi spesso utilizzata in vulcanologia, in particolare dai gruppi di ricerca dell'Università di Nagoya. All'interno della missione ScanPyramid, sono stati sviluppati 3 tipi di rivelatori. L'Università di Nagoya utilizza i rivelatori chimici a base di film di emulsione d'argento. La KEK ha costruito un dispositivo elettronico che lavora con i muoni sensibili, materie plastiche scintillanti.

 

Muons Emulsion films setup in lower Chamber of Bent Pyramid 2 Don t Use without Copyrights Muons Emulsion films setup in lower Chamber of Bent Pyramid 4

Muons emulsion films Muons Setup Field of view from lower chamber Inside Bent Pyramids Don t Use without Copyrights

Installazione delle piastre nella camera inforiore della piramide, film di emulsioni e setup di misura (Egyptian Ministry of Antiquities, HIP Institute and the Faculty of Engineering, Cairo University).

 

A proposito di #ScanPyramids
Il progetto ScanPyramids è stato lanciato il 25 ottobre 2015 dalle autorità del Ministero delle Antichità egiziano ed è guidato da Facoltà di Ingegneria, Università del Cairo, e HIP.Institute di Parigi. Questo progetto si propone di scansionare, per più di un anno,alcune delle piramidi egiziane: Cheope, Chefren, la piramide romboidale e le Piramidi Rosse.
ScanPyramids combina diverse tecniche di scansione non invasive e non distruttive, al fine di tentare di rilevare la presenza di eventuali strutture interne sconosciute e cavità di monumenti antichi, che possono portare ad una migliore comprensione della loro struttura e delle loro processi e tecniche di costruzione. Questa missione sta usando, oggi, termografia infrarossa, la tomografia a muoni e tecniche di ricostruzione 3D.
Diverse istituzioni scientifiche internazionali sono parte di #ScanPyramids: Nagoya University (Giappone), KEK (High Energy Accelerator Research Organization – Tsukuba – Japan), CEA (French Alternative Energies and Atomic Energy Commission – Saclay - Francia) per le tecniche di muoni e la Laval University ( Quebec - Canada) per la termografia a raggi infrarossi.

Sito web: www.scanpyramids.org

 

 

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Copyright delle immagini: Egyptian Ministry of Antiquities, HIP Institute and the Faculty of Engineering (Cairo University).

 

Fonte: HIP Institute Press

Ultima modifica il Mercoledì, 11 Maggio 2016 11:03

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