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Martedì, 28 Ottobre 2014 09:32

Nuovi dati sugli Argenti della casa di Eupòlemos a Morgantina

morgantina-analisiIl progetto scientifico di ricerca per lo studio degli Argenti di Morgantina, ideato e coordinato dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana e dal Museo Regionale di Aidone , è stato intrapreso in previsione della movimentazione dei reperti e del loro trasferimento temporaneo al Metropolitan Museum of Art di New York.

Le attività di ricerca, condotte nel corso di una campagna di indagini non invasive in situ, hanno avuto come obiettivo sia l’approfondimento conoscitivo finalizzato alla fruizione e alla valorizzazione che il monitoraggio dello stato di conservazione di questo inestimabile patrimonio che rappresenta una delle testimonianze della produzione ellenistica originaria della Magna Grecia, risalente al III secolo a. C., oggi conservato presso il Museo Archeologico di Aidone (EN).

Si è ritenuto indispensabile programmare un protocollo operativo multidisciplinare che coinvolgesse competenze differenti, garantendo un approccio scientifico e metodologico quanto più completo per lo studio dei preziosi reperti. Nella prima fase di indagine conoscitiva, dunque, si è considerato prioritario realizzare, attraverso una campagna di rilevamento indiretto ad alta densità informativa, una banca dati 3D della collezione degli argenti, in modo che, a trasferimento della collezione avvenuto, i dati acquisiti costituiscano un archivio digitale di supporto per le successive indagini in programmazione; oltre che loro stessi oggetto di fruizione da parte dei visitatori nel periodo di assenza dei reperti.

Per lo svolgimento di questa prima fase di indagini conoscitive, si è stipulata una convenzione tra l'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana e il Dipartimento di Architettura della Scuola Politecnica di Palermo; le attività in programma sono state curate dal Dott. Ing. Francesco Di Paola, responsabile scientifico del progetto.

Il processo di indagine avviato si definisce Reverse Engineering e la tecnica impiegata è la 3D Scanning. La metodica non invasiva, non distruttiva e ad alta densità informativa si basa sull’acquisizione della posizione spaziale di punti che compongono la superficie di un oggetto fisico, restituendo un modello tridimensionale digitale con un elevato grado di corrispondenza geometrica all'oggetto reale. Il particolare sistema impiegato rientra nella categoria di scansione a luce strutturata (modello Scanner 3D impiegato: Artec Spider; risoluzione 3D, fino a 0,1 millimetri; precisione del punto 3D, fino a 0,05 millimetri; velocità di acquisizione dati, fino a 1.000.000 punti/s.), cioè che ricorre alla luce come mezzo di indagine per ottenere una scansione 3D di un oggetto fisico. Il sistema si è rilevato particolarmente idoneo per l’acquisizione digitale degli oggetti metallici riflettenti di dimensioni contenute.

Contestualmente all’acquisizione 3D dei sedici reperti, è stata condotta una campagna diagnostica di tipo non invasivo che ha portato all’acquisizione di radiografie digitali, riprese di fluorescenza ultravioletta e analisi di fluorescenza a raggi X. Tale approfondimento scientifico, affidato alla S.T.Art-Test di S. Schiavone sas (Società di diagnostica applicata ai beni culturali) ed eseguito in stretta collaborazione con il Direttore del Museo, Dott.ssa Laura Maniscalco, è stato finalizzato all’identificazione e mappatura dei materiali costituenti, originali, di degrado e/o di restauro, all'approfondimento conoscitivo della tecnica di realizzazione e alla valutazione dello stato conservativo attuale dei preziosi reperti, acquisendo dati utili per intraprendere un monitoraggio programmato delle condizioni conservative degli stessi. In particolare, sono state eseguite indagini radiografiche per l’analisi strutturale e approfondimenti sulla tecnica di realizzazione; le acquisizioni della fluorescenza emessa nel visibile a seguito di illuminazione con sorgente ultravioletta hanno permesso di localizzare i materiali di restauro presenti sulla superficie; infine, l’analisi della fluorescenza X ha consentito l'identificazione degli elementi chimici per il monitoraggio delle superfici interessate da fenomeni di corrosione, e per acquisire informazioni sia sulla tecnica di estrazione dell'argento che di applicazione della foglia d'oro decorativa.

I dati finora raccolti, che saranno oggetto di un articolo scientifico esteso di prossima pubblicazione, costituiscono un punto di partenza fondamentale per approfondire le attuali conoscenze sia dal punto di vista archeometrico che conservativo, ma soprattutto hanno permesso di ottenere informazioni oggettive e referenziate sulle condizioni conservative dei reperti, prima della programmata movimentazione. Inoltre, durante il periodo di assenza della collezione si adotteranno soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate di musealizzazione (riproduzioni olografiche, realizzazione di un’app con contenuti multimediali di intrattenimento, foto e notizie storico-artistiche, itinerari correlati, percorsi da impostare, etc.) che possano permettere di fruire ugualmente, sia pure in modalità digitale, il Tesoro al Museo Regionale di Aidone.

 

Si ringraziano: 

Dott. Arch. Salvatore Giglione, Dirigente generale del Dipartimento Beni Culturali e dell'Identità Siciliana Servizio V dell’Assessorato Regionale “Attività e Interventi per i musei e per i Beni Culturali”, Dott. Arch. Guido Meli, Dirigente responsabile, coadiuvato dall'Arch. Ermanno Cacciatore dirigente dell'U.O. 21 e dalla Dott.ssa Maria Lucia Ferruzza, funzionario dello stesso Servizio. Museo Regionale di Aidone – direttore dott.ssa Laura Maniscalco Dipartimento di Architettura (Darch) Università di Palermo, IEMEST, Istituto Euro Mediterraneo di Scienza e Tecnologia, Dipartimento di “Communication, Smart, green and integrated transport and Augmented reality”, Palermo

Software utilizzati in fase di acquisizione, post processo e visualizzazione dati: Artec Studio, Leios sviluppato da Egs Solutions, Rhinoceros, Photoshop, BSContact.

 

 

Fonte: Start-Test

 

 

Guarda il video esemplificativo dell’acquisizione realizzata con tecnica 3D Scanning a luce strutturata:

 

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:35

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