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Giovedì, 07 Dicembre 2017 14:43

Innovativo studio impiega la Sparsity-Based Terahertz Reflectometry per l’analisi non distruttiva dei dipinti

Redazione Archeomatica
Innovativo studio impiega la Sparsity-Based Terahertz Reflectometry per l’analisi non distruttiva dei dipinti Credits: Junliang Dong, Alexandre Locquet, Marcello Melis & D. S. Citrin (http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)

Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo editoriale di Nature, dimostra come una innovativa tecnica di analisi non distruttiva consenta di ottenere numerose informazioni di un dipinto senza alcun contatto e quindi senza alcun rischio di danno.

Tale studio è stato realizzato dal team franco-americano del laboratorio Georgia-Tech CNRS situato in Francia e co-diretto da Alexandre Locquet e David Citrin, in collaborazione con Marcello Melis Amministratore dell’azienda Profilocolore Srl di Roma, società specializzata in tecniche di imaging multispettrale. 

Questa nuova tecnica di riflettometria, che utilizza le radiazioni elettromagnetiche alle frequenze dei Terahertz, cioé a frequenze mille volte superiori a quelle impiegate dai nostri smartphone, è stata utilizzata per analizzare un olio su tela del 17° secolo raffigurante una Madonna in Preghiera, attribuita al laboratorio di Giovanni Battista Salvi da Sassoferrato; il dipinto è conservato presso il Musée de la Cour d'Or. 


fffCredits: Junliang Dong, Alexandre Locquet, Marcello Melis & D. S. Citrin (http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)

Il processo di realizzazione dei dipinti comporta una applicazione di successivi strati preparatori di vernice sulla tela o su un altro supporto; tuttavia, raramente vengono impiegate tecniche non distruttive per avere una mappatura globale della stratigrafia degli strati pittorici, come è stato fatto in questo caso.  Queste informazioni sono fondamentali oltre che per una corretta valutazione dell'autenticità del dipinto, anche per ottenere nozioni supplementari sulle tecniche specifiche dell'artista e per una corretta conservazione di un dipinto. 

Le onde ai terahertz hanno la capacità di penetrare molti materiali e rivelarne le loro caratteristiche interne. La sparsity-based terahertz reflectometry è stata quindi applicata per estrarre una mappatura 3D dettagliata della stratigrafia del dipinto, utile all'identificazione del supporto, degli strati di preparazione del fond e di quelli pittorici. Inoltre ha permesso di individuare l'esistenza di un vecchio restauro della verniciatura sino ad ora non identificato. 

ffCredits: Junliang Dong, Alexandre Locquet, Marcello Melis & D. S. Citrin (http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)

Questo innovativo approccio apre nuovi possibili scenari nel campo delle tenciche di imaging e permette di ottenere un resoconto globale e dettagliato dell'opera pittorica, senza intaccare minimamente il dipinto.

I risultati ottenuti dal team del laboratorio Georgia Tech-CNRS, dalla società Profilocolore e dal Musée de la Cour d'Or costituiscono un nuovo paradigma nell'analisi scientifica di dipinti antichi. 

Per maggiori informazioni sulla tecnica è possibile leggere l'articolo completo su nature.com

http://www.digitalmeetsculture.net

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