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Venerdì, 28 Marzo 2014 16:22

Realtà aumentata al Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia

realta-aumentata-palazzo-risoIl Museo di Palazzo Riso di Palermo che ospita una collezione d'Arte Contemporanea  ha annunciato il nuovo progetto "Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare" realizzato da Studio ++, collettivo nato nel 2006 a Firenze ed inserito nell’Archivio S.A.C.S., lo Sportello dell’Arte Contemporanea della Sicilia creato da Riso per la promozione della giovane creatività siciliana in Italia e all’estero.

"Si tratta di un’installazione, che entrerà a far parte della collezione del Museo, basata sull’uso della realtà aumentata, una tecnologia che permette la fruizione dell’opera attraverso una dimensione pubblica e ‘immateriale’, innescando una riflessione critica sul ruolo e l’identità dell’artista nella società contemporanea. L’opera di Studio++ riflette la ‘relazione di limite’ tra interno ed esterno, tra spazio virtuale e paesaggio urbano, e coinvolge attivamente lo spettatore in una nuova esperienza estetica al di là delle mura dello spazio museale. L’opera site-specific è pensata come omaggio alla Sicilia e alla città di Palermo: il titolo è una citazione tratta dal romanzo di Giovanni Verga, I Malavoglia (1881).
La scritta compare sul prospetto di Palazzo Riso, scaricando un’applicazione dall’App Store.

L'iniziativa verrà presentata sabato 29 marzo, 2014 a Palazzo Ris, Corso Vittorio Emanuele, 365, Palermo. La presentazione dell’opera al pubblico è accompagnata da una tavola rotonda, a cura di Laura Barreca, nella quale saranno approfonditi temi rilevanti quali il concetto d’immaterialità dell’opera d’arte contemporanea, il contesto urbano come spazio creativo, l’uso delle nuove tecnologie nell’arte e nella comunicazione sociale come nuova dimensione estetica, la partecipazione attiva del pubblico. La tecnologia costituisce un aspetto ormai imprescindibile, e quasi pervasivo, della società e della cultura contemporanea. Grazie alla sua natura immateriale e accessibile, molti dei processi d’informazione e di conoscenza si trasmettono per via digitale, attraverso piattaforme e network dove la parola d’ordine è ‘condivisione’. Nel Ventunesimo secolo la relazione tra arte e tecnologia si è compiuta attraverso una continua capacità di adattamento a nuovi codici linguistici e di comportamento sociale, che oggi le nuove tecnologie digitali offrono come nuova ed esaltante esperienza artistica".

 

Fonte: Comunicato Stampa, Arshake.com

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:34

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