Il database dei papiri del Museo Egizio di Torino

Il database dei papiri del Museo Egizio di Torino

Visitando il Museo Egizio di Torino si ha la possibilità di ammirare moltissimi papiri che, tuttavia, sono solo una minima parte dell’enorme patrimonio papiraceo totale che ammonta a quasi 700 manoscritti interi o riassemblati e oltre 17.000 frammenti. Numeri così alti palesano le grandi difficoltà nella conservazione e nello studio di documenti antichi di millenni e, di conseguenza, molto fragili. Per chi non lo sapesse, ormai da più di un anno, è possibile previa registrazione, consultare tutti questi antichi papiri tramite il database online.

“Turin Papyrus Online Platform (TPOP)“ è quindi uno strumento fondamentale che, al momento, mette a disposizione dei professionisti che si registreranno al portale 230 papiri, oltre a 50 documenti consultabili liberamente da chiunque. In ogni caso, il progetto prevede il continuo incremento degli open data pubblicati.

Il catalogo virtuale comprende: numero d’inventario; foto ad alta definizione di entrambe le facce dei papiri; misure; trascrizione, traslitterazione in geroglifico e traduzione (al momento solo in inglese) dei testi contenuti; riferimenti bibliografici; informazioni sulla storia e sul contesto di ritrovamento dell’oggetto; approfondimenti sul restauro e sulle analisi tecnologiche effettuate.

Come detto, l’apertura all’intera comunità scientifica internazionale permetterà che l’implementazione del database usufruisca non solo del lavoro dei curatori torinesi, in particolar modo della responsabile della collezione dei papiri, Susanne Töpfer (qui il suo articolo introduttivo del progetto), ma di chiunque lavori nel campo.

Oltretutto a TPOP è stato da poco riconosciuto il prestigioso Premio del Patrimonio/Premi Europa Nostra 2020 nella categoria ricerca. Questa la motivazione della giuria che ha assegnato il premio: “L'Europa ha numerose collezioni papirologiche e raccolte di papiri, una ricchezza documentaria che testimonia l'interesse europeo per l'Orientalismo, emerso nel XVIII secolo e presente fino al XIX secolo, che ha permeato la sua cultura materiale. Lo sviluppo di una tale piattaforma online, di libero accesso e ad alta risoluzione, è di grande valore per i musei, soprattutto in considerazione del suo potenziale di essere utilizzato per la creazione di un museo digitale europeo che riunirebbe un patrimonio disperso, una raccolta virtuale omogenea che sarebbe impossibile realizzare a livello materiale. L'applicazione di strumenti dell’era digitale contribuisce allo sviluppo della conoscenza, alla conservazione della cultura materiale e alla sua accessibilità, sia per gli studiosi che per il pubblico generale, promuovendone la diffusione”.

Gli appassionati e i sostenitori del patrimonio culturale in tutta Europa e nel resto del mondo hanno potuto votare per il loro progetto preferito, e hanno cosi contribuito decidere a quale dei premiati andrà al Public Choice Award di quest’anno. In questo periodo di isolamento e distanziamento sociale, la Commissione Europea ed Europa Nostra sperano di incoraggiare più persone possibili ad apprezzare i risultati dei progetti vincitori di quest’anno e di condividere i nominativi dei tre preferiti.

Per vedere i vincitori dei premi 2020 clicca qui

 

Fonte: ( DJED MEDU )

 


 Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.archeomatica.it/{sh404sef_shurl}

Related Articles