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Venerdì, 21 Novembre 2014 15:32

Tecnologia LiDAR rivela antiche miniere romane

lidar-erica-valleyGrazie alla tecnica LiDAR (Light Detection and Ranging), sistema laser collegato a un aereo, sono state individuate nella zona di Las Médulas in León in Spagna antiche strutture minerarie e il complesso sistema idraulico utilizzato dai Romani nel I secolo a.C. per estrarre l'oro (compresi canali, serbatoi e una doppia diversione del fiume).

"Il volume di terra sfruttata è molto maggiore di quanto si pensasse e le opere eseguite sono impressionanti, dalle acquisizioni effettuate si evince che è stato raggiunto il fiume nelle vicinanze, il che rende questa valle estremamente importante nel contesto delle attività di estrazione romana nel nord-est della penisola iberica", commenta Javier Fernández Lozano, geologo presso l'Università di Salamanca e co-autore di questo studio pubblicato sul "Journal of Archaeological Science".

Gli specialisti ritengono che i sistemi per il trasporto e lo stoccaggio di acqua siano stati copiati da quelli già esistenti in Nord Africa, impiegati dagli egiziani per secoli. Alcuni dettagli della metodologia utilizzata appaiono nei testi antichi, come quelli del Plinio il Vecchio, il procuratore romano incaricato di sovrintendere le attività minerare nell'antica Spagna.

"Abbiamo stabilito che il lavoro di estrazione delle risorse ha proseguito fino al suo esaurimento ed era così intenso che dopo aver rimosso l'oro da sedimenti superficiali le operazioni sono proseguite fino a raggiungere le rocce con le vene di quarzo aurifero", spiega Fernández Lozano.

Il ricercatore sottolinea che il vero artefice del ritrovamento è stata la tecnologia LiDAR: "A differenza della fotografia aerea tradizionale, questo sistema di rilevamento laser di bordo permette la visualizzazione di resti archeologici sotto la copertura vegetale o le aree intensamente arate".

 

La tecnologia LIDAR comprende un sensore laser che esegue la scansione del terreno da un aereo o da un drone con riferimenti geografici forniti da stazioni GPS collocate a terra. I dati ottenuti sono rappresentati da nuvole di punti e vengono trattate con software che permettono la costruzione di modelli cartografici in cui vengono individuate le tracce, come ad esempio i vecchi bacini o canali.

Questa tecnologia è stata sviluppata dalla NASA negli anni Sessanta per analizzare la ritirata del ghiaccio marino nell'Artico e la composizione degli oceani. Da allora il loro uso è stato esteso alla topografia, alla cartografia catastale, alla geologia e all'archeologia. Secondo gli autori, lo studio delle miniere romane nella valle di Eria è il primo 'pezzo' di geo-archeologia effettuato con LiDAR in Spagna.

"La nostra intenzione è quella di continuare a lavorare con questa tecnica per ottenere maggiori informazioni sull'estrazione di minerali durante l'Impero Romano e chiarire eventuali misteri, come il motivo per cui Roma abbia abbandonato una risorsa preziosa come l'oro da un giorno all'altro", conclude il ricercatore.

 

Fonte: Heritage Daily

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:35

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