NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

 


 

Venerdì, 13 Ottobre 2017 19:57

Il ruolo di Wikimedia Italia nel progetto Connected Open Heritage

Redazione Archeomatica
Sito archeologico di Petra (Giordania). Questo sito, iscritto alla lista del patrimonio mondiale sin dal 1985, subisce una erosione permanente a causa degli agenti atmosferici come pioggia, vento e granelli di sabbia. Sito archeologico di Petra (Giordania). Questo sito, iscritto alla lista del patrimonio mondiale sin dal 1985, subisce una erosione permanente a causa degli agenti atmosferici come pioggia, vento e granelli di sabbia. Foto di Ian McKellar, CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons.

Wikimedia Italia, a partire da aprile 2016, ha attivato una collaborazione per la realizzazione di Connected Open Heritage (COH), un progetto di Wikimedia Svezia nato con l’obiettivo di tutelare e diffondere, grazie alla preservazione digitale, la conoscenza del patrimonio culturale internazionale a rischio. Sono tantissimi infatti i siti e i beni culturali nel mondo che – a causa di guerre, fenomeni naturali o della semplice incuria umana – sono in pericolo e rischiano di essere persi per sempre.

Nell’ambito del progetto, Wikimedia Italia ha raccolto e rilasciato con licenza libera su Wikimedia Commons oltre 1.000 immagini di beni culturali che – da ora in avanti – saranno accessibili a tutti e liberamente riutilizzabili per ogni scopo.

Le fotografie “liberate” sono state scattate da archeologi e volontari italiani impegnati in studi sul campo in Siria e in Giordania tra il 1993 e il 2000: grazie al loro lavoro di documentazione oggi possiamo conservare una testimonianza del patrimonio culturale locale, compresi beni parzialmente o completamente distrutti a causa dei conflitti e delle incursioni dell’ISIS.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza Virgina Cirilli, che ha curato i rapporti con il GAR (Gruppo Archeologico Romano), e Marina Milella, presidente di DecArch (Decorazione Architettonica Romana), entrambe archeologhe e socie di Wikimedia Italia: grazie al loro operato sono state rilasciate 1021 immagini, 483 fornite dal GAR – già scansionate – e 538 diapositive messe a disposizione da DecArch, che le ha digitalizzate per l’occasione.

Arco monumentale di Palmira, nella facciata verso il Tempio di Bel. Foto di Marina Milella / DecArch, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia CommonsArco monumentale di Palmira, nella facciata verso il Tempio di Bel.
Foto di Marina Milella / DecArch, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Sebbene si sia iniziato a lavorare al progetto sin da subito, i rappresentanti di Wikimedia Italia e Wikimedia Svezia si sono incontrati a luglio 2016 a Wikimania Esino Lario, dove è avvenuto simbolicamente il passaggio di consegna delle fotografie: nei cinque mesi successivi l’associazione svedese ha lavorato al caricamento massivo degli scatti su Wikimedia Commons.A ogni immagine è stato associato un template creato appositamente, che attribuisce la provenienza degli scatti al GAR o a DecArch; inoltre, anche grazie all’aiuto e alle conoscenze approfondite di Marina Milella, per ogni scatto sono stati inseriti metadati specifici riguardanti il bene rappresentato. 
Le informazioni disponibili sono soprattutto in italiano, ma è già in programma la traduzione dei dati in inglese, con l’obiettivo di aumentarne la diffusione e renderle accessibili a un numero ancora più ampio di persone.

Una delle immagini digitalizzate, che raffigura il sito archeologico di Palmira prima della sua distruzione per mano dell’ISIS è stata scelta per rappresentare la Siria nella mostra fotografica sul patrimonio culturale a rischio “Journeys Through Our Fragile Heritage: discover, preserve, transmit” , esposta presso la sede UNESCO di Parigi. Le immagini di Connected Open Heritage sono state inoltre esposte in Svezia, in Canada (nell’ambito di Wikimania Montréal 2017) e in Italia, parte integrante della mostra “Opera Libera” inaugurata a Roma, presso il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia in collaborazione con il MiBACT, quindi a Reggio Calabria e a Rossano Calabro.

L’esperienza di Connected Open Heritage attesta il grande valore della collaborazione tra i capitoli nazionali e dimostra le grandi potenzialità dei progetti Wikimedia – non solo Wikipedia ma anche i progetti fratelli, come Wikimedia Commons – nel favorire la libertà di accesso, la visibilità e la tutela del nostro patrimonio culturale mondiale, sensibilizzando e coinvolgendo la comunità in tal senso, prima linea di difesa e di valorizzazione del proprio patrimonio.

Fonte: WIkimedia Italia

Ultima modifica il Venerdì, 13 Ottobre 2017 20:40

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

/div>

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo