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Il progetto VADUS: un metaforico guado verso i beni culturali difficilmente raggiungibili

Il progetto VADUS: un metaforico guado verso i beni culturali difficilmente raggiungibili

Il progetto VADUS (Virtual Access and Digitization for Unreachable Sites), il cui acronimo significa guado, ha come obiettivo primario quello di offrire ai turisti la possibilità di fruire di beni culturali non facilmente raggiungibili mediante l’utilizzo di un metaforico passaggio sicuro di natura virtuale atto a superare le difficoltà legate al loro accesso fisico (per guerre e  ostacoli ambientali) e alla loro completa e facile comprensibilità creata da una mancanza di parti significative del bene stesso (disperse, allocate in altre strutture e contesti, evidenziabili solo con strumentazione  scientifica dedicata).

Tale obiettivo è raggiunto da VADUS attraverso la creazione di un servizio SaaS (Software as a Service) pre-commerciale che, sfruttando la convergenza tra 5G, infrastruttura Cloud e asset satellitari, possa offrire una nuova esperienza di fruizione dei beni culturali in realtà virtuale;  quest’ultima sarà infatti non solo basata su modelli 3D accurati e ad alta definizione, ma anche arricchita da informazioni multimediali in grado di rivelare anche gli aspetti più nascosti e segreti delle opere d’arte grazie ad un utilizzo, opportunamente filtrato ed elaborato, di risultati provenienti da ricostruzioni fotogrammetriche e modellazioni digitali, da storytelling accattivanti con strati informativi scientificamente corretti e da tecnologie diagnostiche strumentali basate su RGB & IR - ITR (Red Green Blue & Infrared Imaging Topological Radar) LIF (Laser Induced Fluorescense). In particolare, queste ultime permetteranno rispettivamente di produrre modelli puntiformi di natura colorimetrica, rilevare particolari nascosti che non sono direttamente visibili ad occhi nudo, nonché di individuare la natura dei materiali utilizzati.

Gli elementi caratterizzanti il progetto VADUS risiedono nei seguenti aspetti:

  • Utilizzo di servizi Satellitari (Galileo e EO) per supportare la mobilità del turista nei siti visitati.
  • Utilizzo di strumenti diagnostici nel campo del patrimonio culturale, sviluppati per azioni di conservazione e restauro, al fine di ottenere informazioni aggiuntive che possono riguardare la tipologia dei materiali utilizzati e lo stato di salute dell’opere.
  • Creazione modelli 3D accurati e ad alta definizione che, oltre ad essere impiegati nello sviluppo del servizio offerto da VADUS, possono essere non solo di diretto supporto all’interpretazione storico/archeologica e antropica dei beni culturali, ma anche di base per sviluppo di nuovi servizi e prodotti (virtual tour, 360°views, HBIM, digital twin) utilizzabili nella progettazione di interventi e strategie di conservazione, valorizzazione e fruizione.
  • Implementazione di storytelling caratterizzati da contenuti informativi affidabili e scientificamente corretti in quanto sviluppati in accordo con le autorità delegate alla fruizione, gestione e conservazione dei beni culturali.
  • Utilizzo di piattaforme Cloud per la storicizzazione e conservazione dei dati e delle risorse multimediali da condividere con la comunità scientifica preservando la proprietà intellettuale e l’integrità delle risorse anche rispetto a cyber-attack.
  • Utilizzo del 5G per soddisfare contemporaneamente molti utenti, senza vincoli nei percorsi di vista e di collegamenti (fisici mediante cavo o digitali) dei devices utilizzati a sistemi IT locali e/o a computer grafici; a ciò si aggiunge la disponibilità di un’ampia banda per il trasferimento di modelli ad alta risoluzione con assenza di latenza.

Nel quadro di riferimento suddetto, le attività dimostrative del servizio sono previste per la Casa di Diana ad Ostia Antica, per l’Aula Isiaca del Palatino e per la Fortezza del Pastiss (Museo civico Pietro Micca di Torino); per ciascuna di esse, in coerenza con le finalità di valorizzazione e gestione dell’istituzione culturale, sono state individuate specifiche soluzioni di realtà virtuale. Queste ultime, ricorrendo anche al supporto di una apposita app (installabile sui device personali e/o forniti ai turisti), consentiranno di effettuare e gestire la visita virtuale, all’interno della quale saranno attivabili, in specifici punti di interesse del sito, elementi multimediali aggiuntivi (video, immagini, descrizioni e audio, ricostruzioni virtuali e oggetti 3D) con particolari focus su specifici aspetti storico/archeologici e sui risultati delle tecnologie diagnostiche impiegate.

La Casa di Diana, non aperta al pubblico, è uno dei più importanti caseggiati ostiensi risalente alla prima metà del II secolo d.C. ed era adibita a residenza del ceto medio e ad attività commerciali. Per essa lo storytelling riguarderà i principali ambienti del piano terra, rappresentati dal tablinium, il mitreo con il suo vestibolo e i relativi connettivi necessari a dare continuità alla visita virtuale. Lo storytelling descriverà nei corridoi di ingresso le caratteristiche dell’edificio e della sua storia (fasi edilizie, restauri illustrati anche con foto d’epoca), nel tablinium i suoi affreschi con un focus sulle misure laser (RGB– ITR, LIF) per evidenziare i diversi interventi di restauro e i materiali utilizzati, nel vestibolo la sua funzione cerimoniale e le caratteristiche delle murature ottenute con tecniche laser, nel Mitreo la sua storia con un focus sugli altri mitrei di Ostia.

La Fortezza del Pastiss, posta sotto il livello stradale (da -7 a -14 m) è visitabile solamente dietro appuntamento ed è caratterizzata da una accessibilità molto difficile; il Pastiss era una casamatta costruita tra il 1572 e il 1574 posta a protezione ravvicinata di un bastione della Cittadella di Torino e avrebbe dovuto far parte di un più ampio progetto di opere di fortificazione che però non furono portate a termine. Il pubblico potrà fruire di una vista virtuale per le due grandi Sale di Combattimento del secondo livello che fornirà uno storytelling incentrato sulla storia del recupero del Pastiss e dell’assedio di Torino del 1706 non solo attraverso strati informativi liberamente attivabili, ma anche con la virtualizzazione dei dipinti custoditi nel Museo Micca che permetteranno di accedere a diversi focus di approfondimento (da quelli descrittivi, collegabili alle tecniche della guerra e ai personaggi riprodotti, a quelli più nascosti ricavati dalle analisi diagnostiche IR-ITR e LIF).

L’Aula Isiaca, chiusa al pubblico, è un ambiente interrato situato al di sotto della Basilica della Domus Flavia che faceva parte della vasta residenza di Augusto. L’ambiente absidato era riccamente e affrescato da pitture, databili intorno al 30 a.C., che presentano numerosi richiami all’Egitto e alla dea Iside, come fiori di loto, serpenti, vasi rituali e ghirlande di rose, che ne giustificano l’attuale denominazione; tutti gli affreschi sono stati rimossi per ragioni conservative e sono conservati nel vicino Antiquarium. In questo la visita prevede il riposizionamento virtuale degli affreschi all’interno dell’Aula Isiaca per permettere una completa ricontestualizzazione degli ambienti con uno storytelling riguardante la storia del complesso e la presentazione dei risultati derivanti dalle misure laser (RGB– ITR, LIF).

Il Progetto VADUS è cofinanziato da ESA (European Space Agency) nell’ambito della call ARTES 20 Applications integrating space asset(s) and 5G networks in L’Aquila /the Abruzzo region, Roma Capitale and Municipality of Torino (L’ART), con focus Cultural Heritage: Fruition & Diffusion. Il Consorzio esecutore è guidato da NEXT Ingegneria dei Sistemi e vede la partecipazione di TIM, ENEA, dell’Università di Roma La Sapienza, con il Centro interdipartimentale CITERA e il Dipartimento DIAG, e dei Parchi Archeologici del Colosseo e di Ostia Antica. In particolare, ENEA effettuerà i rilievi strumentali, mediante le suddette tecniche laser, di parti significative dei siti (i.e. affreschi, pitture, quadri) per fornire, dopo opportuna rielaborazione informazioni di natura scientifica e conservativa (i.e. spettri, immagini, 3D, report); Citera effettuerà mediante tecniche fotogrammetriche e di computer design l’implementazione di accurati modelli 3D dei siti e di ricostruzione di eventuali parti mancanti, e si occuperà, con il contributo dei parchi  archeologici di Ostia Antica e Colosseo, nonché   di stakeholder istituzionali, della realizzazione degli storytelling con i relativi layer informativi di natura scientifica (provenienti principalmente da ENEA) e storico/archeologica. Next provvederà allo sviluppo della piattaforma e della sua componente applicativa verso i device dei turisti utilizzando sia l’infrastruttura 5G messa a disposizione da TIM, ottimizzata secondo le indicazioni fornite dal DIAG, sia i modelli 3D e gli storytelling sviluppati dagli altri partner. Attualmente il progetto è nella fase di preparazione all’esecuzione dei test preliminari di verifica in house del sistema proposto con il modello 3D e i materiali multimediali relativi alla Casa di Diana; a valle della validazione del sistema e delle relative analisi dei risultati ottenuti, si procederà alle necessarie calibrazioni e perfezionamento del servizio, che saranno seguite dalle attività di dimostrazione nei siti previsti con i turisti e gli stakeholders. Il sito ufficiale del progetto può essere raggiunto in:

https://business.esa.int/projects/vadus


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