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Da un ghiacciaio del Monte Rosa la spettrometria di massa ricostruisce l'inquinamento dell'Inghilterra medievale

Uno studio pubblicato da un gruppo di scienziati, storici e archeologi inglesi condotto nel ghiacciaio del Monte Rosa, mette in luce lo stato di inquinamento nell'Inghilterra medievale causato dal piombo. Le analisi condotte sono state svolte con una tecnologia alquanto innovativa, come la spettrometria di massa al plasma.

Il piombo un metallo tossico anche a livelli di esposizione molto bassi, può intaccare le funzioni cerebrali e causare - saturnismo è il nome della malattia - serie complicazioni. Fu largamente usato nell'antichità e nel medioevo per produrre monete, coperture di edifici, tubature dell’acqua, bicchieri, pentoloni, contenitori di vario tipo, vernici. Era estratto in miniere situate principalmente in Spagna, Francia, Germania e soprattutto in Inghilterra, paese che per secoli detenne il primato della produzione. I romani usavano tenere il vino in otri di piombo e addolcirlo con il diacetato di piombo, un sale che era il principale componente dello "zucchero di Saturno", un dolcificante molto usato, prodotto facendo bollire e concentrando il mosto in pentoloni di piombo. Sicuramente in età imperiale la contaminazione di piombo nell'acqua raggiunse un picco, dovuto probabilmente alle condutture utilizzate per l'acqua, le fistulae. Una controversa ipotesi lega i frequenti disturbi psichici di alcuni imperatori romani al saturnismo con il declino dell'aristocrazia, minata nella salute e nella fertilità, la decadenza e la caduta finale dell’impero (Jerome Nriagu). Sicuramente era dietro alcuni dei malanni più diffusi nell'antica Roma come la gotta.

In Europa occidentale si è ormai preso coscienza dell’impatto dell’inquinamento da piombo nell'ambiente, nella vita delle persone, nell'economia e nella sanità pubblica.

Ora uno studio sulla presenza di piombo in un ghiacciaio alpino ne mette in luce le interessanti correlazioni con gli eventi storici e ci porta rivedere le nostre convinzioni sulla recenziorità dell’inquinamento atmosferico.

Del tutto sorprendente è uno dei primi risultati della ricerca: a metà del XII secolo in Inghilterra, dove per secoli sono stati estratti minerali di piombo-argento, l’inquinamento atmosferico prodotto dalle miniere di piombo era altrettanto grave quanto cinque secoli dopo, durante la Rivoluzione industriale, e addirittura, a fine Ottocento, nel 1890.

Le tracce di quell'inquinamento medievale attraversarono sospinte dai venti l’Europa depositandosi sui ghiacciai perenni delle Alpi dove rimasero intrappolate per secoli. Oggi ci rivelano correlazioni politiche con eventi come le varie successioni al trono d’Inghilterra, le guerre e i grandi progetti di costruzione dei re angioini, Enrico II, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni. Sostanzialmente ci raccontano la storia dell’Inghilterra nel XII secolo.

Lo sostiene uno studio dal titolo “Alpine ice and the annual political economy of the Angevin Empire, from the death of Thomas Becket to Magna Carta, c. AD 1170–1216" pubblicato online dalla Cambridge University Press il 31 marzo 2020  da un gruppo di ricerca di scienziati, storici e archeologi dei cambiamenti climatici delle università di Nottingham, di Harvard e del Maine (Christopher P. Loveluck, Alexander F. More, Nicole E. Spaulding ,Heather Clifford, Michael J. Handley , Laura Hartman,Elena V. Korotkikh , Andrei V. Kurbatov , Paul A. Mayewski,Sharon B. Sneed & Michael McCormick).

Altrettanto sorprendente come queste conclusioni la tecnologia impiegata nella ricerca: un laser di altissima precisione con cui è stato analizzato il contenuto di carota di ghiaccio  di 800 anni fa, estratta nel 2013 da un nucleo lungo 72 metri del ghiacciaio Colle Gnifetti nel massiccio del Monte Rosa sul confine svizzero-italiano a 4450 m di quota.

In questo punto delle Alpi secondo un modello atmosferico sofisticato i venti provenienti da nord-ovest dall'attuale Regno Unito hanno depositato per secoli polvere e particelle inquinanti di piombo.

Il team ha letto la carota come un libro grazie a una tecnologia altamente innovativa, la spettrometria di massa al plasma accoppiata induttivamente (ICP-MS) con ablazione laser che ha permesso di analizzare la sezione super compattata di ghiaccio costituita da strati invisibili a occhio nudo contenenti elementi chimici che formano un’impronta chimica annuale, analoga a un anello annuale degli alberi.

La ICP-MS con ablazione laser, tecnica analitica molto sensibile, con un potente raggio laser a impulsi di nanosecondi è in grado di determinare la presenza di diverse sostanze inorganiche metalliche e non metalliche presenti in concentrazioni anche di circa una parte per miliardo (ppb)..Consente di eseguire 50.000 letture in un singolo metro di ghiaccio. In tal modo è stato possibile quantificare il piombo intrappolato accumulatosi anno per anno.

Il team ha ricostruito attraverso il variare delle concentrazioni di inquinanti da piombo nella carota nel ghiacciaio del Colle Gnifetti, l’andamento della produzione del piombo nell'Inghilterra tra il 1170–1216.

Incrementi e decrementi nelle concentrazioni del piombo sono risultati non solamente correlati ai dati raccolti nei registri reali della produzione annuale di piombo e argento e alle relative imposte corrisposte al governo, “parchment roll”, tra il 1170 e il 1216, in particolare nel Peak District, che sono conservati presso gli archivi nazionali di Kew ma soprattutto riflettono le fasi di pausa legate a eventi storici cruciali  che impattavano sulla produzione e la richiesta del metallo come i periodi di guerra e di ribellione.Tra le più significative correlazioni quella tra la morte di un sovrano, con un interregno in cui si interrompevano determinate attività di governo, e la caduta dei livelli di piombo, perdurante sino all'avvento del sovrano successivo.

Lo stesso nucleo di ghiaccio ha peraltro mostrato correlazioni più recenti un aumento del piombo in corrispondenza dello sviluppo dell’uso con la benzina per le auto e una significativa diminuzione quando negli anni ’70 il piombo viene bandito dal carburante.

E dalle analisi emergono anche le conseguenze economiche e di inquinamento della disputa tra Enrico II e Thomas Becket che si concluderà con l’assassinio nella sua cattedrale dell’arcivescovo di Canterbury il 29 dicembre 1170. Un momento di crisi politica segnato da un calo significativo della produzione di piombo impresso nella carota di ghiaccio cui seguirà con il tentativo di Enrico II di riconciliazione con la Chiesa e il papa che l’aveva scomunicato con la promessa in cambio del perdono di dotare e costruire rapidamente molte istituzioni monastiche. Attività che richiese enormi quantità di piombo specialmente per le coperture che quindi resero necessaria una espansione della produzione.

Già in passato uno studio effettuato sui ghiacci del Colle Gnifetti, aveva fatto emergere correlazioni con le politiche economiche  e le emissioni monetarie. Un'altra ricerca aveva fatto dichiarare il 536 dopo Cristo come l’anno senza inverno, tra i più bui dell'umanità. Secondo i resoconti tra cui quello dello storico bizantino Procopio in quell'anno una strana nebbia oscurò i cieli di Europa, Medio oriente e parte dell’Asia per ben 18 mesi. Era la conseguenza di una grande eruzione vulcanica verificatasi in Islanda nel 536 con spargimento delle ceneri su tutto l’emisfero settentrionale. Seguì una carestia che, rese la popolazione, più esposta alla peste bubbonica del 541, la pandemia che sterminò metà della popolazione dell’impero bizantino.

Il prossimo grande progetto di questo team di ricerca interdisciplinare internazionale è quello di tracciare attraverso il metodo illustrato nell'articolo un quadro molto più dettagliato delle eruzioni vulcaniche e degli eventi meteorologici risalenti a 2000 anni fa.

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