NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

 


 

Inizio delle operazioni subacquee sul relitto di Punta Secca.

Archeologia Subacquea: rivelata a Ragusa nave bizantina da tecnologie 3D

Nel corso di una recente missione archeologica denominata "Progetto Kaukana" è stata ritrovata una nave di epoca bizantina grazie alle tecnologie  3D. 

La missione condotta dall'Unità di archeologia subacquea dell'Università di Udine, la Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia e l'Institute of Nautical Archaeology di College Station (Texas, USA) ha individuato ed analizzato il relitto a Kaukana, una località marittima nei pressi del ragusano. 

Le operazioni sono state dirette dal docente di Archeologia subacquea e navale del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell'Univeristà di Udine: Mario Capulli. Quest'ultimo ha collaborato assieme a Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Regione Sicilia.

Nel corso della prima campagna, durata circa tre settimane, i "tecnici del mare" hanno avuto il prestigio di effettuare lo scavo e lo studio di un relitto di epoca bizantina giacente a tre metri di profondità e insabbiato sotto 2 metri di sabbia. L'analisi dell'imbarcazione è stata condotta da sperimentazioni di sistemi di scavo e di rilievo subacqueo.

Lo studio e la documentazione del relitto si è resa possibile grazie alla realizzazione di una trincea trasversale all'asse della nave, una sorbona ad acqua impiegata per asportare la sabbia che occultava il relitto e un cassero metallico specificatamente progettato per gestire la sabbia in eccesso. Sino ad ora è stata riportata alla luce una porzione di relitto di quattro metri di lunghezza e due di larghezza. Tutto ciò ha permesso agli archeologi di effettuare rilievi 3D e prelevare campioni per le datazioni radiometriche e le analisi paleobotaniche. I dati ricavati saranno analizzati dal Laboratorio di Archeologia subacquea dell'Università di Udine.

Le operazioni sono state svolte anche con il supporto del Centro Subacqueo Ibleo "Blu Diving".

 

Fonte: Università degli Studi di Udine

Sostieni la rivista Archeomatica ed il sito Archeomatica.it  
Da sempre abbiamo affermato la valenza pratica delle tecnologie e della ricerca applicata ai beni culturali, strumento aperto di informazione e di conoscenza alla portata della curiosità. Il nostro lavoro è solo avviato dal sostegno dei produttori di tecnologie, dei professionisti, degli enti e dei lettori abbonati che sono orientati al campo d'interesse e diffusione, variabile quanto imprevedibile.
La scelta  dell'Open Access Digitale gratuito è stata ed è il sostegno di una tecnologia dirompente, corollario indispensabile di decodificazione della difficoltà e novità di linguaggio, al cui fianco la memoria della stampa cartacea su abbonamento non prescinde dal piacere della lettura tradizionale, che è per definizione insito nell'informazione, perché sia tale.
Senza il vostro acquisto dovremo presto convertire un prodotto per noi insostituibile.
Abbonatevi CLICCANDO QUI 
 


 

/div>

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo