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Decine di siti archeologici scoperti in Gran Bretagna con immagini LiDAR

Smart working è proprio il caso di dirlo. Primo perché si tratta di lavoro agile e dal salotto di casa e poi perché il coordinatore si chiama, nomen omen, Chris Smart.  E’ un archeologo che studia il paesaggio, impegnato in un post Doc presso l’università di Exeter, nell'ambito del progetto National Understery Heritage Fund supportato dal progetto Understanding Landscapes. Non scoraggiatosi per il blocco dei survey e delle ricerche sul campo e quello prevedibile degli scavi programmati nel tradizionale prossimo periodo estivo, Smart ha avuto l’idea brillante di mettere al lavoro da casa durante il lockdown per il coronavirus un gruppo di intraprendenti volontari della ricerca archeologica.

Scrutare con estrema attenzione - questo il compito affidato - le immagini Lidar (Light detection and ranging), acquisite nel corso del  progetto Tellus South West dall'Agenzia per l'ambiente del South West, una delle nove regioni dell'Inghilterra che comprende West Country, le contee dell'Avon (oggi abolita), della Cornovaglia, del Devon, del Dorset, del Gloucestershire, del Somerset e del Wiltshire. 

Il risultato? Impensabile prima di intraprendere l’analisi sistematica delle immagini. Rimanendo a casa, timidamente dinanzi allo schermo di un computer, i volontari hanno scoperto decine di siti preistorici, romani e medievali, mai censiti in precedenza.  Il team ha in particolare trovato parti di due strade romane, circa 30 recinti di insediamenti provvisti di aggere,  preistorici o romani, di grandi dimensioni, circa 20 tumuli preistorici, nonché i resti di centinaia di fattorie medievali, sistemazioni agrarie e cave. Ulteriori, significative scoperte si annunciano a detta dei promotori del progetto nelle prossime settimane,  chiosa con soddisfazione Chris Smart “riconosceranno centinaia di nuovi siti archeologici nel prossimo mese o due”. Infatti dal'attuale focus del progetto, la Tamar Valley, le ricerche sono state subito estese per includere un'ampia fascia di territorio tra Bodmin Moor e Dartmoor, Plymouth e Barnstaple - circa 4000 km2 in tutto.

La tecnologia Lidar permette come è noto di caratterizzare con un'accuratezza centimetrica la superficie del terreno penetrando al di sotto della vegetazione. E possibile discriminare così possibili tracce archeologiche. I dati ricavati sono stati ovviamente esaminati alla luce della documentazione archeologica conosciuta e della cartografia storica, integrando tutte le fonti possibili. Chris Smart sta lavorando a stretto contatto con il suo collega dell'Università di Exeter, João Fonte, uno specialista nella manipolazione e interpretazione dei dati LiDAR.

E' emersa una nuova visione del paesaggio antico britannico grazie alla discriminazione nelle immagini Lidar di forme, quadrangolari, circolari o lineari, sotto la vegetazione tanto che i ricercatori pensano si possa rivalutare la stima della popolazione presente sull'Isola in età romana portandola a 4 milioni di abitanti.

Secondo Fran Sperring, un volontario del progetto “la ricerca di siti archeologici precedentemente sconosciuti e il contributo all'identificazione di luoghi per possibili studi futuri non sono stati solamente gratificanti ma coinvolgenti. Anche se per me è una curva di apprendimento piuttosto ripida - essendo un novizio relativo all'argomento - mi diverto ogni minuto. Archeologia al caldo e all'asciutto nel comfort del tuo salotto: cosa c'è di meglio?

A pandemia Covid-19 terminata, il team intende intraprendere validazioni sul terreno, in particolare sondaggi geofisici in alcuni dei siti appena identificati come parte del progetto Understanding Landscapes.

La vicenda mostra in maniera esemplare a quali risultati possa portare una sinergia vincente tra la messa a disposizione dei ricercatori coinvolti nella conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale di dati come quelli Lidar acquisiti per finalità prevalentemente diverse e soprattutto sottolinea l'importanza fondamentale della loro qualità. 

Il progetto Tellus South West è un progetto collaborativo, di indagine ambientale e di ricerca finanziato dal Natural Environment Research Council (NERC) e realizzato da una partnership del British Geological Survey (BGS), il Centre for Ecology and Hydrology (CEH), il British Antarctic Survey (BAS) e la University of Exeter Camborne School of Mines. Missione del progetto è quello di fornire dati scientifici a beneficio dell'economia, delle imprese e dell'ambiente nel sud-ovest dell'Inghilterra. Il sondaggio Tellus South West è stato completato nel 2013 e i dati sono stati rilasciati nel 2014. Il sondaggio aveva cinque componenti principali:un rilevamento geofisico aereo ad alta risoluzione (condotto da BGS); un volo LiDAR (condotto da BAS),un campionamento geochimico di suoli e sedimenti fluviali (effettuato dal progetto BGS G-BASE per l'Inghilterra sud-occidentale),un'indagine su suolo e habitat (condotta da CEH), un programma di collegamento con le parti interessate per il collegamento con il governo locale, le imprese e i centri di ricerca (realizzato dalla University of Exeter Camborne School of Mines). Le mappe e i dati prodotti mostrano i suoli, le rocce, il paesaggio e l'ecologia del Devon e della Cornovaglia con profondità e dettagli senza precedenti e aumentano i dati esistenti fornendo alle due contee tra i migliori e più completi set di dati ambientali al mondo. 

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