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Venerdì, 01 Dicembre 2017 16:44

Alle origini della civiltà alpina:studio e valorizzazione dell’insediamento protostorico di Bèc Bërchasa

Redazione Archeomatica

Il sito archeologico di Bec Berciassa rappresenta il contesto abitativo protostorico più significativo delle Alpi Marittime cuneesi. Localizzato alla confluenza dei torrenti Gesso e Vermenagna, su un’altura a m. 692 s.l.m., in posizione dominante sulle vallate circostanti lungo itinerari transalpini attivi fin dalla Preistoria recente. Su questo sito, all’inizio degli Anni Cinquanta del secolo scorso, vennero effettuati dal celebre studioso F. Rittatore Vonwiller due piccoli saggi di scavo, dove l’archeologo identificò un livello di «fondo di capanna». La datazione è fondata sulla tipologia dei materiali ceramici che informano della frequentazione del sito a partire del Bronzo Finale (XI-VIII a.C.), con una continuativa occupazione durante l’Età del Ferro fino alla romanizzazione del territorio, avvenuta intorno al II sec. a.C.

Al fine di valorizzare questo sito archeologico e promuovere nuovi studi e ricerche, l’Amministrazione comunale di Roccavione (CN) ha ideato e promosso il progetto «Alle origini della civiltà alpina: Bèc Bërchasa, recupero e valorizzazione di un insediamento protostorico», con il patrocinio dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo.Il progetto, coordinato dall’archeologa Deneb Cesana, si focalizza anzitutto sulla dimensione scientifica e turistica del sito protostorico di Bec Berciassa e del territorio circostante, con l’intento di promuoverne la conoscenza e far riemergere la storia del popolamento del territorio stesso fin dai tempi più antichi.Intorno a questa idea di riscoperta e valorizzazione del patrimonio archeologico locale si è creata una forte e sinergica volontà di intenti e risorse, che ha dato luogo a una solida collaborazione tra enti pubblici, istituzioni e partner privati, attenti e sensibili alle potenzialità multidisciplinari che il territorio offre. Il progetto è sostenuto dalla Compagnia di San Paolo, nell’ambito dell’edizione 2017 del bando “Luoghi della Cultura”, a cui si aggiungono il contributo della Fondazione CRC nell’ambito del bando “Patrimonio Culturale” e il contributo e la partecipazione attiva di Buzzi Unicem SpA. In questo contesto positivo la ricerca scientifica ha assunto il ruolo di motore propulsore. In particolare la ripresa degli studi e l’applicazione di analisi scientifiche, condivise in modo convinto da tutti i partner, rappresentano una ottima opportunità per fornire nuovi elementi utili alla ricostruzione della protostoria in generale delle Alpi sud-occidentali.A questo proposito, nell’ambito delle analisi archeometriche in corso di svolgimento, una delle prime metodologie scientifiche utilizzate è la datazione con la tecnica della termoluminescenza affidata al dott. Fulvio Fantino (TecnArt Srl, già spin off accademico dell’Università degli Studi di Torino). I primi risultati ottenuti, seppur su un numero limitato di frammenti ceramici, hanno già permesso di confermare la frequentazione del sito da parte dell’uomo nell’età del Bronzo Finale e la continuativa occupazione fino all’inizio del periodo romano. Il proseguimento delle indagini archeologiche e l’ampliamento delle analisi archeometriche, per esempio l’analisi degli impasti ceramici a cura della prof. Maria Pia Riccardi (Dip. Scienze della Terra e dell'Ambiente, Università di Pavia), previste nei prossimi mesi, contribuiranno in maniera determinante alla conoscenza del sito archeologico e delle sue fasi di vita e costituiranno un primo tassello importante verso il suo recupero e valorizzazione.

Fonte: TecnArt

Ultima modifica il Venerdì, 01 Dicembre 2017 17:01
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