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“Ötzi the iceman” al Museo Archeologico dell’Alto Adige

Nel cuore della città di Bolzano, tra Piazza Walther e Piazza delle Erbe, vale a dire nella sede odierna del Museo Archeologico dell’Alto Adige, si inaugura in questi giorni la mostra permanente dedicata ad Ötzi, l’uomo del Similaun, vissuto circa 5.300 anni fa. Il motivo fondamentale per cui questa esposizione museale, disposta su ben tre livelli, viene inaugurata è per ricordare l’anniversario del ritrovamento della mummia preistorica in questione, denominata appunto Ötzi come il nome della catena montuosa delle Alpi Venoste, le Ötztal Alps tedesche, dove venne trovato il 19 settembre 1991.

La mummia è stata esposta accuratamente nel Museo con modelli, ricostruzioni, immagini stereoscopiche, video e stazioni multimediali che offrono ai visitatori una dettagliata e molto ben fruibile descrizione del contesto storico e ambientale in cui egli visse. Al primo piano dell’edificio museale, una statua dall’incredibile resa realistica ci mostra come sia stato il vero aspetto di  Ötzi: un uomo di circa 45 anni, alto 1.60 metri e dal peso di circa 50 chili. Non dobbiamo dimenticare che è solo grazie ai tantissimi studi che sono stati fatti negli anni se oggi lo si può ammirare in questa particolare forma, così simile ad un uomo dell’Era del Rame, quale egli fu.

Il suo fortunato ritrovamento, che si festeggia con questa lodevole iniziativa, si deve ad una coppia di turisti tedeschi che risvegliarono il lungo sonno di Ötzi a 3.210 metri sul Monte Similaun, nei pressi del confine italo-austriaco. Il suo corpo mummificato era parzialmente sepolto in un ghiacciaio e si pensò subito potesse appartenere ad un uomo moderno, ma solo in un secondo momento, quando Ötzi venne portato all’Università di Innsbruck per delle indagini più approfondite, si scoprì che si trattava di un grande ritrovamento archeologico. Negli anni a seguire molte indagini furono fatte sul suo corpo: tra le più recenti ricordiamo quelle radiografiche e tomografiche, che hanno evidenziato la presenza di una punta di freccia nella spalla sinistra. Le cause della sua morte e il movente sono tutt’ora oscure, ma nel 2007 nuovi esami hanno rilevato un trauma cranico precedente al momento del decesso, cosa che rende ancora meno chiari gli accadimenti dei suoi ultimi istanti di vita.

Sono state fatte numerose indagini anche sui beni personali ritrovati accanto al corpo: parti del suo vestiario, un cappello in pelliccia di orso, un paio di calzature in pelle, una sorta di zainetto, un arco in legno con alcune frecce, un coltello, due sacche con attrezzi per accendere il fuoco, medicamenti naturali e, soprattutto, un’ascia di legno con lama in rame puro, lavorata prima a colata e poi saldata, elemento che ha portato a pensare si potesse trattare di un uomo dall’elevato rango sociale.

Tutti questi oggetti e la mummia stessa sono esposti nel Museo Archeologico dell’Alto Adige, che denota un occhio di riguardo particolarmente raffinato nella divulgazione e musealizzazione di Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio.

 

Fonte: (Inexhibit

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