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Martedì, 02 Maggio 2017 10:53

Il restauro della Piramide di Caio Cestio vincitore dell'Europa Nostra Awards

Redazione Archeomatica

Il restauro della Piramide di Caio Cestio, svoltosi nel 2015 in collaborazione con l'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR), è risultato vincitore del premio Europa Nostra.

Europa Nostra Awards è il riconoscimento, lanciato dalla Commissione Europea nel 2002 e gestito da Europa Nostra, che ogni anno seleziona e premia le migliori pratiche relative alla conservazione, la ricerca, la gestione, il volontariato, l’educazione e la comunicazione nell’ambito del patrimonio culturale nei paesi dell’Unione Europea. L’edizione 2017 ha visto tra i vincitori ben quattro progetti italiani. Tra questi, unico nella categoria Conservazione, il progetto La Piramide Bianca a Roma, sull’intervento di restauro che negli anni 2013-14 ha interessato la Piramide di Caio Cestio, monumento risalente al I secolo a. C.

A dirigere i lavori è stata la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, sulla base del progetto elaborato dall’architetto Maria Grazia Filetici e dall’archeologa Rita Paris e finanziato da una donazione della società Yagi Tsusho Ltd.

La giuria del premio ha voluto evidenziare gli aspetti multiculturali del monumento e dell’intervento: “questo progetto ha un importante significato globale e riflette uno dei migliori aspetti del nostro mondo cooperativo e globalizzato: un monumento di ispirazione egizia a Roma attentamente restaurato con l'aiuto di un mecenate giapponese”.

L’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro ha collaborato alle indagini diagnostiche con uno studio sul biodeterioramento del monumento. Le biologhe Sandra Ricci e Anna Maria Pietrini del Laboratorio di Indagini Biologiche hanno condotto una ricerca sul ruolo di cianobatteri epilitici ed endolitici nel degrado del marmo.

fototesto_premio_Europa_Nostra_01.jpgUn’immagine del cianobatterio Chroococcus lithophilus al microscopio ottico (Crediti: ISCR)

La Piramide di Caio Cestio, costituita da un nucleo di opus caementicium, è rivestita da lastre di marmo di Luni le cui superfici sono risultate colonizzate da biocenosi di microrganismi fotosintetici. Tra questi il più abbondante è risultato il cianobatterio Chroococcus lithophilus, un colonizzatore particolarmente invasivo e in larga parte responsabile del deterioramento del marmo della Piramide. Questo cianobatterio è capace di vivere come un organismo epilitico, di insinuarsi nelle discontinuità del substrato e di scavare tunnel nel marmo. Il suo sviluppo causa la perdita di coerenza dei cristalli del materiale, facilitando il distacco di frammenti lapidei.

Lo studio è stato pubblicato nel 2015 anche su International Biodeterioration & Biodegradation
, rivista scientifica internazionale specializzata nel settore del biodeterioramento.

Fonte: ISCR

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