Cosa succede nei musei, quando le porte si chiudono? Di recente è nata una curiosa challenge tra i musei italiani e d'oltralpe, che permette alle persone di poter entrare virtualmente nei musei di notte.
Cosa succede nei musei, quando le porte si chiudono? Di recente è nata una curiosa challenge tra i musei italiani e d'oltralpe, che permette alle persone di poter entrare virtualmente nei musei di notte.
Il MANN (Museo Archeologico di Napoli) ha di recente segnalato la collaborazione con la società di servizi Flyover Zone (Bloomington, Indiana, USA) per la digitalizzazione 3D di ventitrè sculture della Collezione Farnese.
Il Louvre, il grande museo parigino, a causa della pandemia è chiuso da mesi. Un duro colpo per la cultura, la critica e la ricerca: ognuno che ami l’arte e’ consapevole che e’ creata per essere fruita. Ancora una volta la tecnologia va incontro all’arte, alla didattica e al turismo, si dimostra arte, e l’intera collezione parigina - composta da centinaia di migliaia di pezzi - è online, su un nuovissimo sito web, ma questa volta dedicato quasi esclusivamente al Louvre.
Il database ‘Louvre Site des Collections’ contiene, infatti, oltre alle sue opere, le sculture dei giardini del Carrousel e delle Tuileries, quelle del Musée National Eugène Delacroix e le opere recuperate dopo la seconda guerra mondiale. Per la prima volta il museo, forse il più visitato dai turisti che ci sia, compare scorporato dalle basi dei dati di Catalogo dei musei francesi denominate Atlas e Joconde, da decenni accessibili alle curiosità e alla ricerca degli appassionati di tutto il mondo e create a partire dagli anni Settanta.
Sul sito le schede delle opere vengono periodicamente aggiornate nel campo bibliografico dagli esperti del museo e rese disponibili all’utente con una catalogazione abbinata a strumenti anche intuitivi e semplici. Inoltre è corredato da una mappa interattiva che consente ai visitatori di addentrarsi stanza per stanza. Un avviso ai naviganti circoscrive la bibliografia, che, senza pretendere di essere selettiva o esaustiva, e’ limitata alle attività più strettamente museali.
Come di consueto, le collezioni possono essere approfondite in diversi modi: ricerca semplice o avanzata, album a tema e voci smistate per dipartimento curatoriale. In aggiunta, il sito stesso del museo è stato ottimizzato e diviso in tre sezioni principali: ‘visiter’, ‘découvir’, ‘en ce moment’.
«L’accessibilità è il cuore della nostra missione» ha ribadito Jean-Luc Martinez, direttore del museo, il quale è convinto che questa corsa digitale possa in qualche modo alleviare e non sostituire la mancanza di visite allo straordinario monumento francese.
Come spesso accade, le revisioni parziali e gli aggiornamenti non sempre contribuiscono ad arricchire e ad approfondire la schedatura storica dell’oggetto artistico: a tutti gli esperti e’ consigliabile accedere alle più vecchie basi dati per le vicende collezionistiche dell’opera, che il criterio di obiettività dei curatori ha deontologicamente e professionalmente mantenuto in linea, anche per quanto attiene alla documentazione fotografica, con l’alta definizione adottata veramente apprezzabile, a portata di mano per tutti gli interpreti.
A campione, tra le opere più celebri della collezione, per quanto attiene in dettaglio alla Morte della Madonna di Caravaggio, la scheda di catalogo del Louvre finalmente pubblica la sua provenienza dalla collezione di Carlo I d’Inghilterra. Dato desunto dall’edizione del 1757, con una nota di Horace Walpole, dei due manoscritti di Oxford, che si datano al 1639, del Catalogo di Abraham van der Doort, curatore della raccolta reale, che vi descriveva: “Dorcas lying dead, by Michael Angel Caravagio”, venduta ad Everhard Jabach e da questi poi a Luigi XIV, sancita la prima appartenenza nel 1607 alla raccolta Gonzaga. L’accessibilità online del dato e’ oggi confrontabile in parte con il manoscritto legato di Van der Doort conservato dal Royal Collection Trust. La perplessità derivava dal significato di ‘Dorcas’, nome greco di Tabita e dall’interpretazione di Van der Doort e, conseguentemente di Walpole, del soggetto del Transito della Vergine come di una Resurrezione di Tabita, dagli Atti degli Apostoli.
Ora, se e’ vero che artisti italiani come Raffaello, Leonardo, Michelangelo, Tiziano o Caravaggio appartengono ad ogni cultura e anche alla lingua francese, che nei secoli li ha ‘tradotti’, appropriandosene, e’ pur vero che l’uso ha restituito nel secolo scorso il nome in lingua originale di quasi ogni artista od autore incluso negli indici di catalogo redatti dagli schedatori di ogni parte del mondo, come prima voce del nome autore identificato. Non e’ ancora così per lo strumento parigino che accoglie come nomi d’autorità: Raphael, Leonard, Michelange, Titien, Caravage, che qualunque correttore automatico tenderà oggi a correggere. In fondo in fondo, automatismo per automatismo, e’ pur vero che lo stesso correttore non muterebbe immediatamente in Delacroix il pittore che per avventura scrivessimo ‘Della Croce’. Sono banche dati storicizzate, oltre che una fonte preziosa per entrare nella cultura che le ha formate. Secondo una prassi corrente nei cataloghi museali, a chi li consulta converrà scorrere tutte le forme del nome accettate per avere una visione più completa della reale consistenza delle acquisizioni. Del resto, il catalogo museale da sempre ha accolto il principio storico dell’opera d’arte come documento inventariato, dalla quale, come dai dati della sua esposizione o meno e in quali raccolte, si dipanano le fonti biografiche sull’artista. Criterio fondamentale sotto il profilo critico, poiché il titolo soggettivo delle singole opere raramente e’ rimasto immutato nel corso del tempo, anche se solo spostate da una parte all’arte dello stesso edificio: l’iconologia e’ la disciplina storico-artistica che identifica un’opera d’arte indicizzando inoltre gli innumerevoli appellativi che le siano stati attribuiti nei secoli, e non soltanto, talora, i disparati creatori.
Una piacevole scoperta per il visitatore abituale, aneddotica gia’ per Stendhal, a ben vedere più di noi informato sull’origine delle più importanti raccolte europee, può essere quella che riguarda più da vicino la revisione dei dati di provenienza al Louvre di opere incluse nel Trattato di Tolentino: cioe’ il fatto che non vengano più archiviate nel sistema come ‘conquete de guerre’, ma semplicemente come ‘achat’, ‘acquisto’. Pur sempre in cambio della vita del pontefice Pio VII, quando erano le opere d’arte italiana, e non così frequentemente i loro creatori, come accade oggi, a fuggire all’estero. Del resto il Ministero della Cultura italiano, ancora oggi, non fa che spiazzare i suoi direttori di museo, come se la lingua italiana, anche in tema di banche dati, non avesse saputo parlare all’arte e dell’arte che ha creato. Il Louvre, analogamente alla maggior parte dei più importanti musei italiani, e’ accessibile quindi, e non solo, si mostra per quello che e’: un laboratorio di assidua ricerca inestimabile ed inevitabilmente discutibile che non ha mai smesso di essere un evento.
Il Parco Archeologico di Pompei, nel riaprire - finalmente - i battenti, ha introdotto una nuova applicazione mobile che permette ai turisti di visitare il luogo in tutta sicurezza, nel rispetto delle linee guida nazionali per il distanziamento sociale, MyPompeii. I turisti arrivando sul posto possono acquisire i biglietti acquistati nell'app MyPompeii attraverso un QR Code, e quindi selezionare uno degli itinerari disponibili da seguire. I percorsi predefiniti sono pianificati lungo ampi spazi, garantendo la massima sicurezza per evitare i rischi di contagio da COVID-19 e assicurando ai visitatori la possibilità di godere del patrimonio culturale in tutta tranquillità. L'applicazione guida il turista durante tutta la visita, avvisando i possibili affollamenti lungo il percorso scelto e dandogli la possibilità di adattare la propria visita rispetto al numero di persone. Le autorità del Parco sono in grado di analizzare in modo completamente anonimo preziose informazioni sia sulla circolazione delle persone che attraverso i feedback forniti dall'app, riducendo quanto più possibile situazioni ad alto rischio.
Di seguito l'intervista al Direttore di Agid, sulla collaborazione con il Mibact, a sostegno dello sviluppo dell'ecosistema beni culturali-turismo e per la digitalizzazione del collegamento in rete dei vari musei italiani: “Le tecnologie digitali sono diventate oggi l’unico strumento in grado di garantire un’opportunità di fruizione del contenuto culturale, l’unica possibilità in certi casi per l’accesso ad una visita, benché virtuale, di luoghi e di collezioni di interesse artistico e culturale”. Lo ha sottolineato Francesco Paorici, direttore di Agid (Agenzia per l’Italia digitale), in audizione presso la commissione Industria del Senato. L’Agenzia per l'Italia Digitale è l’agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio che ha il compito di garantire la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana e contribuire alla diffusione dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, favorendo l'innovazione e la crescita economica.
E’ dello scorso anno la notizia che nella Domus Aurea neroniana e’ stata portata in luce una sala affrescata prima inaccessibile, alla quale si e’ voluto dare il nome di Sala della Sfinge da un dettaglio dei dipinti. L’intero complesso sotterraneo e’ decorato da innumerevoli esserini poliformi quali centauri, sirene, cavallucci marini, tali da aver meritato nei secoli la definizione generica di grottesche da storici dell’arte e pittori entrati per avventura nel sito celeberrimo di antichità’ romana, che, ad eccezione della Domus Transitoria sul lato occidentale del Colle Oppio, è unanimente datato dopo il 64 d.C. seguendo il filo della narrazione di Svetonio.
Visitando il Museo Egizio di Torino si ha la possibilità di ammirare moltissimi papiri che, tuttavia, sono solo una minima parte dell’enorme patrimonio papiraceo totale che ammonta a quasi 700 manoscritti interi o riassemblati e oltre 17.000 frammenti. Numeri così alti palesano le grandi difficoltà nella conservazione e nello studio di documenti antichi di millenni e, di conseguenza, molto fragili. Per chi non lo sapesse, ormai da più di un anno, è possibile previa registrazione, consultare tutti questi antichi papiri tramite il database online.
Nel 2019 Gareth Owens, linguista e glottologo, esperto di scrittura minoica (Lineare A e B) e autore di Kritika Daidalika, e con lui John Coleman, docente di fonetica alla Oxford University di Londra, hanno avanzato la decifrazione dei segni sulle due facce del disco di terracotta (fig.1) del Museo Archeologico di Heraklion come scrittura di un inno dedicato alla dea Astarte incinta*.
Share-org è un concorso che mira a promuovere, tramite dei progetti di riorganizzazione degli spazi, l’esposizione in maniera creativa di collezioni museali che prima trovavano sede nei depositi e non erano pienamente sfruttate. L’obiettivo di questa competizione è incentivare metodi nuovi e innovativi che possano permettere una migliore fruizione e accesso a questi materiali.
Il progetto "Raffaello in Realtà Virtuale" ideato completamente in smart working per il Maestro Urbinate, ha aperto le sue porte con 22 delle opere più famose dell’artista che ha influenzato il periodo Rinascimentale. Un Museo Virtuale interamente dedicato a Raffaello Sanzio. Il museo vanta la collaborazione di circa 50 persone che tra, modellatori 3D, animatori, doppiatori, project manager, art director, grafici, web designer, esperti di marketing, innovatori social ed esperti di arte, hanno dato vita a “Raffaello in Realtà Virtuale”.
Cosa rappresentano i musei italiani per i visitatori di tutto il mondo? I viaggiatori sul territorio italiano sanno già di voler attraversare il bel paese per la sua densità di beni culturali e vi trovano il relativo beneficio anche emozionale della flagranza di un contatto contemplativo con le opere d’arte nell’esplorazione di un territorio che ne è disseminato. L’uno senza l’altro e, senza l’esperienza, sempre intellettuale, della sua umanità e di uno stile di vita, la ripartenza del turismo nella fase 2 del Covid 19 non farebbe più il 'Viaggio in Italia', da rivivere on line, cioé un turismo che non è solo eccellenza, ma ha una storia plurisecolare che i viaggiatori si aspettano sempre di ripercorrere indipendentemente dal loro grado di avviamento alla lingua, alla cultura e alle tradizioni dello stato, ma finirebbe per segnare una data ed un indice di decadenza della dimensione romantica, lirica, culinaria, floreale, sportiva e salottiera dei mari, monti e delle città italiane, il divertimento che i suoi cittadini avvicinano al turista: ognuno potenzialmente è un operatore culturale e ciascuno lo è attraverso i network, Tweet, Instagram, la posta, i valori aggiunti di commenti significativi etc. etc.
Il Metropolitan Museum of Art interviene in queste settimane di lockdown mettendo a disposizioni un vastissimo ventaglio di contenuti online e con iniziative sui social media.
In un momento storico nel quale non si può godere della vacanza tanto desiderata, l’ente del turismo Catalano in ragione delle limitazioni della mobilità, promuove una vera e propria “vacanza virtuale” in tappe: decine di tour interattivi per dare la possibilità a tutti di approfittare di questi momenti di pausa casalinga per continuare a viaggiare. Un azione di marketing territoriale che permette attraverso i dispositivi digitali di “fare esperienza” del patrimonio storico, artistico e architettonico. Una promenade tra le bellezze del territorio che anticipa il gusto del prossimo viaggio in sito.
Durante l’ emergenza coronavirus si stanno moltiplicando le iniziative di fruizione virtuale di musei e collezioni. Oggi proponiamo una passeggiata virtuale attraverso il Museo Nazionale di Zaječar in Serbia diretto da Maja Zivic.
Archeomatica.it è una testata telematica registrata in data 5 marzo 2026 al n. 28/2026 del Registro Stampa del Tribunale di Roma. Direttore Responsabile: Michele Fasolo.