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Martedì, 14 Agosto 2018 19:11

La realtà aumentata come forma di valorizzazione dell'ex sito minerario di Arenberg

Redazione Archeomatica

Esiste una particolare categoria di beni architettonici spesso sotto-valorizzata, che non viene percepita appieno dalla comunità di appartenenza e dai fruitori in generale: i siti di archeologia industriale.

I siti di archeologia industriale sono caratterizzati da strutture di grandi volumetria e forme marcate e caratteristiche. Il fatto che siano tracce di un passato recente ne rende difficile il riconoscimento: pur tuttavia essi, spesso in rovina, sono testimonianza della cultura di un popolo e espressione di cultura sia materiale che immateriale. Con la finalità di valorizzare questi luoghi e farli conoscere alla cittadinanza il Video Mapping European Center con sede a Lille in Francia ha commissionato allo Studio Glowarp e all'antropologa Valeria Amoretti (Laboratorio di Ricerche Applicate Giuseppe Fiorelli - Parco Archeologico di Pompei), responsabile delle ricerche e delle narrazioni digitali, la realizzazione di una installazione in Spatial Augmented Reality (SAR), più conosciuta come video mapping, con l'obiettivo di valorizzare l'ex sito minerario di Arenberg attraverso una proiezione video su un modello in scala dell'area (1:500). Sono così evidenziate le potenzialità di tale mezzo attraverso forme di “architettura aumentata in scala” che mantengono vivo l'interesse del fruitore alla pari di una performance a grande scala, dove l’interazione fra presenza fisica e componente virtuale si fa stringente, venendo a valorizzare proprio quei beni la cui presenza viene normalmente percepita come non funzionale, contribuendo, attraverso l’emozionalità, ad una elaborazione del valore di quel bene. Otto storie che raccontano la Miniera di Arenberg con le voci degli ultimi minatori, accompagnano l'utente in un viaggio attraverso la storia e l'umanità. E’ stato un compito importante e di grande responsabilità in quanto la miniera di Arenberg è un sito rappresentativo della cultura del Nord della Francia, dove l’industria mineraria è stata per lungo tempo il fulcro delle attività dell’intera area. Per questo motivo nel 2012 è stato inserito nella lista dell’UNESCO, in quanto apportatore di valori identitari. La miniera è stata chiusa nel 1989, dopo circa 90 anni di storia e attraverso un intervento di valorizzazione è oggi usata come polo creativo per l'audivisivo, Arenberg Creative Mine, e sede del dipartimento di Scienze della Comunicazione dell'università di Valenciennes, denominato DeVisu, finalizzato alla ricerca in campo visuale con cui lo Studio Glowarp ha collaborato. L'installazione presentata il 23 Marzo 2018 presso l'Hybride a Lille, diventerà permanente nel Sito Unesco della Miniera di Arenberg ad Ottobre. In questo modo i visitatori potranno comprendere il funzionamento e la lunga storia della miniera, ma anche -fatto non meno importante- essere trascinati all'interno delle emozioni e dei sentimenti di chi quella miniera l'ha vissuta.

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Ultima modifica il Lunedì, 27 Agosto 2018 17:36

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