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Il database dell’Archivio Fotografico  del Museo Egizio di Torino è online

Il database dell’Archivio Fotografico del Museo Egizio di Torino è online

Il Museo Egizio di Torino, mostra al pubblico, attraverso il sito dedicato, una prima parte del ricco patrimonio di immagini che documentano le ricerche condotte durante le campagne archeologiche guidate da Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina tra il 1903 e il 1937.Il recente lavoro di digitalizzazione, riordino e studio, permette oggi al pubblico di consultare le immagini, corredate di didascalie e brevi descrizioni, degli 11 siti indagati dagli archeologi agli inizi del Novecento, ricontestualizzando così i reperti visibili nelle sale e rivivendo una delle fasi più emozionanti della storia del Museo.

Si ricorda, inoltre che sul sito del Museo Egizio da diversi anni è possibile consultare attraverso "Turin Papyrus Online Platform (TPOP) una parte dell’enorme patrimonio papiraceo totale che ammonta a quasi 700 manoscritti interi o riassemblati e oltre 17.000 frammenti.  L'archivio fotografico del Museo Egizio è costituito da circa 45000 immagini, suddivise tra circa 25000 lastre fotografiche su vetro o celluloide, 15000 diapositive e 4500 stampe Otto/Novecentesche. Lo studio del materiale presente nell'Archivio è ancora in corso d’opera e, il sito sarà costantemente aggiornato alla luce delle nuove scoperte, nell'intento di costituire una fonte documentaria per studiosi e specialisti. In un ottica conservativa e divulgativa  l’archivio digitale è il frutto di tre anni di lavoro di due egittologi archivisti: Tommaso Montonati e Beppe Moiso.

Il lavoro ha richiesto grande attenzione nella catalogazione dell’ immenso patrimonio d’immagini e cura nel manovrare le lastre di vetro. Tutte le immagini catalogate per luogo e archiviate con metodi specifici, possono essere scaricate gratuitamente, senza alcun copyright,  al momento è  l’ unico caso in Italia di Creative Commons 0. Tommaso Montonati dice: «Fanno parte dell’archivio interessantissime immagini dell’Egitto dell’800. Si tratta di paesaggi  immortalati dai primi fotografi professionisti che, con le loro enormi macchine fotografiche, si spostavano tra le diverse nazioni dando vita al concetto di reportage. Attraverso queste foto possiamo capire quale fosse, ad esempio, lo stato dei monumenti 200 anni fa. Poi abbiamo una serie di immagini scattate dallo staff del Museo stesso a partire dal ’900, preziose testimonianze delle missioni archeologiche guidate, prima, dall’allora direttore Ernesto Schiaparelli e, in seguito, da Giulio Farina. La parte più consistente è quella tra il 1903 e il . Ci sono anche migliaia di foto di oggetti ripresi all’interno del Museo, così come di scatti d’ambiente che raccontano quale sia stata l’evoluzione dei percorsi museali in questi ultimi cento anni. Per finire, le diapositive degli anni ’60/’70: a differenza delle prime fonti che sono arrivate a noi su lastre di vetro e in bianco e nero, queste ultime sono immagini a colori che ci accompagnano nella storia fino ai primi 2000. Ci sembrano periodi recenti ma tra qualche decennio ne apprezzeremo il valore storico in pari misura».

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Fig. 1- Veduta della Sfinge, a destra: la piramide di Cheope; a sinistra: la piramide di Chefren. In primo piano: i resti del tempio funerario di Chefren. Scavi Schiaparelli.

 

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 Fig. 2- Tomba rupestre di Neferka, a est della piramide di Cheope presso il villaggio di Nazlet Es-Samman. Dettaglio del pannello e della falsa porta della Tomba. Scavi Schiaparelli.

 

 

 

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Fig. 3 - Tempio di Mnevis, trincea con frammenti del Naos di Psammetico nel Tempio di Mnevis. Scavi Schiaparelli (1903-1906).

 

Consulta l'archivio fotografico online 

 


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