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Martedì, 19 Marzo 2013 10:34

Presentate a Roma le tecnologie Bruker per la diagnostica dei beni culturali

ft ir_brukerUn pubblico, giovane, attento e numeroso, composto da ricercatori, studenti, restauratori e specializzati nel settore, ha partecipato venerdì 15 marzo 2013 alla Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale della Sapienza a Roma al workshop organizzato dalla società Bruker per presentare al pubblico alcune tecnologie utilizzate per la diagnostica dei beni culturali.

Le tecnologie di cui si è potuta approfondire la conoscenza sono state le spettroscopie IR, Raman e XRF che permettono di indagare la natura chimica dei materiali costituenti opere d'arte, manufatti archeologici, antichi materiali da costruzione in maniera complementare fra loro, riuscendo a venire incontro, all'interno di un intervento conservativo, alla necessità di conoscere i materiali costituitivi, i prodotti di degrado e i materiali di restauro. Tali tecnologie sono state messe a punto da Bruker negli ultimi anni proprio per poter essere applicate ai beni culturali. 

Durante la giornata, dopo una breve presentazione delle attività del laboratorio CISTeC dell'Università Sapienza di Roma da parte della dott.ssa Broggi, il Dott. Diego Sali e il dott. Cristian Vailati di Bruker hanno descritto fin nel dettaglio le caratteristiche delle spettroscopie utilizzate nella ricerca scientifica per i beni culturali chiarendo gli aspetti tecnici e l'applicabilità di ciascuna.

Dopo un breve accenno al concetto di spettroscopia e ai principi fisici di base di ciascuna strumentazione sono state descritte le potenzialità delle diverse tecnologie e la loro applicabilità nel settore dei beni culturali. 

Molto interessante è stato l'approfondimento sulla possibilità di ottenere, con queste strumentazioni, immagini chimiche (imaging, mapping) che permettono di indagare meglio la natura chimica e il degrado dei materiali, grazie alla maggiore leggibilità di tali immagini per confronto con l'immagine reale, rispetto al singolo spettro. 

Tra tutte le tecnologie senz'altro molto utile è la tecnologia FT-IR (Spettroscopia Infrarossa in Trasformata di Fourier) che, come è noto agli specialisti in diagnostica dei materiali, è utile per un'identificazione dei composti inorganici e di molti organici, e loro composti derivati dall'invecchiamento. Bruker ha portato avanti da alcuni anni un progetto per l'applicazione in loco di tale tecnologia. E' nata così la tecnologia FT-IR in situ (foto in alto) che permette di realizzare sul posto e senza prelievo di campioni, analisi puntuali non invasive. Tale tecnologia lavora dunque in riflettanza e non in assorbanza, permettendo ugualmente analisi precise come quelle su campione. Applicazioni di questo tipo sono state effettuate sulle pitture murali di Francesco Albani al Palazzo Fava di Bologna, nella Chiesa di San Bernardino a Verona, nella Chiesa di San Colombano a Bologna e in numerosi altri siti di interesse di tutta Italia.

Nel medioIR Bruker sta portando avanti l'Hyperspectral Imager HI 90, una nuova tecnologia inizialmente utilizzata per l'analisi dei gas e che permette di ottenere immagini iperspettrali su grandi aree in pochi secondi e anche ad un metro di distanza permettendo di ottenere un'immagine che rappresenta la distribuzione dei materiali costituenti.

xrf bruker tracer

Ulteriori approfondimenti sono stati effettuati sulle diverse tecnologie XRF (Spettroscopia di Fluorescenza a Raggi X) di Bruker, ormai affermati nel settore della diagnostica: dai sistemi trasportabili ARTAX che permettono analisi precise in situ e la possibilità di eseguire linee e aree di scansione, fino  alla più recente tecnologia TRACER, maneggevole e semplice da usare, facile da trasportare anche in situazioni logisticamente più difficili da gestire (foto a lato). 

Per piccole aree del campione è possibile sfruttare la micro-XRF che permette un posizionamento accurato e una misura precisa.

Per grandi aree è invece disponibile una strumentazione meno facilemnte trasposrtabile chiamata M6JetStream.  

La dott.ssa Cestelli del Laboratorio INFN di Frascati ha invece spiegato come possono essere superati alcuni limiti strumentali nella tecnica del micro-imaging IR. 

Interessanti anche gli accenni al trattamento dei dati e alla possibilità di sfruttare l'analisi statistica (PCA, analisi dei cluster) per gestire grandi quantità di dati e misure.

Nel pomeriggio sono stati presentati anche alcuni casi studio quali l'analisi di campioni provenienti dagli intonaci dipinti della Casa di Augusto e quello delle patine superficiali dell'Arco di Settimo severo nei fori imperiali.

Il pubblico ha avuto la possibilità di confrontarsi con le nuove tecnologie ponendo domande riguardanti le diverse problematiche che possono emergere durante la loro applicazione e presentando dubbi e riflessioni in merito. Durante la giornata i partecipanti hanno potuto anche vedere da vicino le diverse strumentazioni e discuterne con i responsabili della Bruker.

Ulteriori implementazioni di tali tecnologie sono in fase di sperimentazione.

 

Foto: Bruker, Archeomatica, SAR (School for Advanced Research) 

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:33

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