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Metodologie fisiche applicate ai beni culturali: il gruppo di UniTO/INFN-TO

Presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino e la sezione INFN di Torino è attivo un gruppo di ricerca che si occupa di archeometria e diagnostica per i beni culturali. Lo stesso gruppo è responsabile del coordinamento del nodo torinese della rete INFN-CHNet.

Il gruppo nasce circa 15 anni fa come parte delle attività del gruppo di Fisica dello stato solido che si occupa, sin dagli anni 80 del secolo scorso, di analisi di materiali per mezzo di tecniche nucleari che fanno uso principalmente di fasci di protoni e raggi X. Le attività di ricerca principali del gruppo sono lo sviluppo di nuove strumentazioni e metodologie, gli studi archeometrici e le analisi diagnostiche applicate ai beni culturali. Sebbene storicamente le attività siano correlate all’uso di metodi nucleari, grazie alle molte collaborazioni con altre università e centri di ricerca, oltre che musei, sovrintendenze e centri di restauro, le attività si sono diversificate andando a coprire diversi ambiti.

Le tecniche e le strumentazioni sviluppate sono in larga parte attinenti a metodi basati su fasci di protoni e raggi-X, con un focus sulla luminescenza indotta da queste radiazioni. Apparati di ionoluminescenza sono stati realizzati per i laboratori dell’INFN di Legnaro e Firenze. Inoltre sono stati sviluppati o sono in fase di sviluppo diversi apparati radio-tomografici, di cui uno realizzato per l’analisi di grandi oggetti ed attualmente installato presso il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, uno basato su una sorgente X ad anodo liquido ad alta brillanza ed uno portatile da accoppiare allo scanner MA-XRF della rete INFN-CHNet sul quale verrà implementata anche la radioluminescenza. Le attività di diagnostica sono correlate a questi apparati radio-tomografici che vengono ampiamente utilizzati, in alcuni casi anche per manufatti eccezionali come un crocifisso ligneo di Donatello (Chiesa dei Servi di Padova).

In campo archeometrico ci si è concentrati principalmente sullo studio di provenienza di lapislazzuli, in particolare di quelli utilizzati per realizzare manufatti dell’Antico Egitto del primo millennio a.C. e delle civiltà dell’altopiano iranico del secondo-terzo millennio a.C. Recentemente, grazie alle attività correlate al programma di dottorato internazionale MSCA-T4C e in collaborazione con altre figure disciplinari, sono iniziati studi di provenienza e datazione anche su materiali ceramici dai siti archeologici di Adulis (Eritrea) e della Orkhon Valley (Mongolia), nonchè lo studio di utensili litici del paleolitico. Per questi studi vengono utilizzate anche facility internazionali con sorgenti di protoni o neutroni e sincrotroni.

 

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Fonti: ( INFN ) ( AIAR )

 


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