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Il progetto ADAMO del DTC Lazio al Palazzo Chigi di Ariccia

Il progetto ADAMO del DTC Lazio ha eseguito con successo la maggior parte delle analisi diagnostiche in situ previsti al Museo del Barocco, sito in Palazzo Chigi ad Ariccia.

Fra le dimore nobiliari dell’entroterra romano la scelta è caduta sul Palazzo Chigi di Ariccia per diverse motivazioni. Innanzitutto il sito è un importante museo nella zona selezionata per l’analisi di contesto a Sud di Roma fra la Via Appia e la Via Casilina poiché è stato fino al ‘900 una dimora della potente famiglia Chigi. Questo ha fatto sì che in esso si trovi una notevole quantità di beni di pregio che si prestano a dimostrare svariate tecniche diagnostiche sia in situ che in laboratorio. Le collezioni conservate a Palazzo Chigi comprendono una ricca pinacoteca e pitture murali di grande interesse, che sono state segnalate dall’Arch. Petrucci, direttore del Palazzo, come le più adatte per diagnostiche in situ mirate ad evidenziare le tecniche di realizzazione (anche a più mani) e i ripensamenti, nonché le tracce di precedenti restauri. Inoltre, il sito possiede una collezione unica di cuoi da parati decorati a policromie, con frammenti disponibili anche per i prelievi. Di grande interesse e importanza storico/artistica è anche la galleria di busti marmorei settecenteschi della scuola del Bernini e l’archivio storico di lettere autografe che presentano problemi di conservazione. 

Le attività diagnostiche in situ, relative al Working Package 4 del progetto, che prevedono l’impiego di strumentazione portatile e di laboratori mobili, sono iniziate a fine gennaio e termineranno a inizio giugno. In parallelo sono stati analizzati nei laboratori degli Enti partner del progetto ADAMO campioni e frammenti di cuoi decorati per analisi THz, NMR e PIXE.

Le analisi in situ sono iniziate con una campagna di misure con i sistemi LIF imaging e a scansione puntuale sui marmi della galleria di busti marmorei, corredata da misure con sonda Raman puntuale, con l’intento di rivelare dettagli originali della lavorazione, quali la presenza delle patine aggiunte dagli autori per ottenere un effetto estetico di simulazione delle ombre.

Un’approfondita campagna di misure è stata eseguita sui dipinti a olio su tela della Pinacoteca di Palazzo Chigi “La primavera” di Filippo Lauri e Mario Nuzzi, “Ebbrezza di Noè” di Andrea Sacchi; “Ritratto di Mario Nuzzi” di Giovanni Maria Morandi e Mario Nuzzi. “La primavera”, è stata investigata mediante un nuovo prototipo laser scanner IR-ITR che ha permesso di ottenere remotamente sia l’immagine IR che il modello 3D su cui riportare tutti i dati puntuali. Sono stati inoltre acquisite immagini multispettrali (nell’UV, VIS, NIR), riflettografie IR (NIR, SWIR) e indagini termografiche e riflettografiche nel medio infrarosso (3-5 micrometri). Le indagini hanno permesso di evidenziare ripensamenti e ritocchi, che hanno consentito di ricostruire il modus operandi degli artisti ricostruendo le fasi realizzative attraverso lo studio dei disegni preparatori e delle variazioni dell’apparato iconografico (ad esempio i pentimenti) e analizzare lo stato di conservazione del supporto. I risultati delle suddette indagini sono state confermati e migliorati mediante misure XRF e radiografie ottenute tramite una Image Plate ad alta risoluzione .

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Immagini multispettrali (nell’UV, VIS, NIR), riflettografie IR (NIR, SWIR), LIF puntuali, indagini termografiche e riflettografiche nel medio infrarosso (3-5 micrometri) e XRF sono state effettuate sul disegno murale a sanguigna “San Giuseppe col bambino” di Gian Lorenzo Bernini. Le indagini hanno permesso di mappare efficacemente le condizioni strutturali del supporto evidenziando la presenza di stuccature, crepe e numerosi fori. Queste analisi hanno anche permesso di indagare i materiali la tecnica esecutiva del disegno, nonché la presenza di un sottostante disegno eseguito con un materiale non trasparente all’IR.

E’ stato anche dimostrata la metodologia basata sull’imaging acustico e su prove soniche e ultrasoniche sulla muratura nella sala di Ariosto mirata in particolare alla valutazione della presenza di cavità sub-superficiali sul dipinto murale monocromo Graecia Vetus di Giuseppe Cades nella Sala. Le indagini hanno chiaramente indicato la presenza di passati interventi di consolidamento della muratura di tipologia a sacco (riempita di materiali come pietre non regolari senza malta) e caratterizzata da una struttura interna eterogenea e con cavità.

Fonte: ENEA

Commenti  

0 #1 Beatrice Calosso 2019-04-23 09:14
Il sito di progetto è http://progettoadamo.enea.it/
Citazione
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