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Giovedì, 27 Giugno 2013 16:17

Archeologia subacquea virtuale, nuove sperimentazioni sulla "Luna" di Luigi XIV

operation lune_1Era il 6 novembre 1664 quando a largo di Tolone, scomparve la "Luna", il vassello ammiraglio del Re Sole. Dopo circa 350 anni dopo, una eccezionale spedizione archeologica subacquea aiuterà a rivelare i segreti di questo relitto, unico al mondo. Con tecnologie avanzate, un team di esperti internazionali ha realizzato un cantiere di ricerca e studio insolito messo a disposizione del pubblico e  nel quale è possibile "immergersi".

L'Opération Lune è una missione archeologica straordinaria, che ha richiesto l'assistenza di numerosi partner pubblici e privati. E' guidata da Michel L'Hour, direttore del Dipartimento delle Ricerche Archeologiche Subacquee e Sottomarine (DRASSM).

Il relitto della Luna è stato scoperto nel 1993 da Paul-Henri Nargeolet, durante un'immersione di prova e si trova a novanta metri di profondità. Le prime analisi hanno subito riconosciuto il relitto come quello della Luna, l'ammiraglia di Luigi XIV, indivdutato in un buon stato di conservazione. Le tecnologie di scavo subacqueo in profondità non consente, al momento, un cantiere completo sul relitto, e si è deciso di limitarne l'accesso.

Il relitto della Luna è una testimonianza storica unica: la nave affondò a picco in acque profonde si è ben conservata dal degrado e dai furti che siti archeologici subacquei più accessibili possono subire. Riposa sotto l'acqua un eccezionale accumulo di piatti, artiglieria, oggetti di uso quotidiano e resti di più di un migliaio di uomini che perirono nel naufragio. L'analisi di questi reperti aiuterà a capire com'era la vita degli uomini a bordo della nave e perché questa sia affondata. 

Al di là del valore storico del relitto, la ricerca è nata anche come un laboratorio di tecniche e metodologie per la ricerca futura poiché il futuro dell'archeologia subacquea si pone nelle acque profonde, oltre i novanta metri di profondità. I relitti situati nel mare profondo sono molto meglio conservati, perché al di là del naufragio, sono ridotte le cause di degrado di origine ambientale (diluvio, movimenti di marea, organismi biodeteriogeni) o antropica. 

Il cantiere della Luna permetterà dunque di sperimentare nuovi metodi di esplorazione in profondità, metodi che possono essere implementati su siti sottomarini abissali, situati a centinaia o migliaia di metri di profondità.

 

Tre grandi innovazioni sono state testate: l'uso di robot subacquei, l'archeologia virtuale in 3D, e la tecnica detta dei fluidi subcritici. L'obiettivo iniziale di Michel L'Hour era infatti quello di rendere la Luna un sito sperimentale di tecniche per la protezione e l' esplorazione di un vasto patrimonio (si stima che siano 50.000-200.000 il numero di campi archeologici, storico o artistico su il litorale francese, quasi tre milioni in tutto il mondo). Il suo obiettivo finale è quello di essere in grado di cercare, senza immersione umana ma attraverso la realtà virtuale. Le sue mani comanderanno direttamente le pinze dei robot che raccoglieranno i pezzi in superficie, strato dopo strato. Questa tecnologia permetterebbe di conoscere il sito al di fuori dell'acqua, e, soprattutto, "di commettere errori nel mondo virtuale per non farli nel mondo reale" (Cédric Simard, Project Manager di Dassault Systemes).

 

operation lune_2

 

 

La prima innovazione è stata di creare una ricerca virtuale immersiva 3D in cui ogni oggetto corrisponde alla sua reale posizione. Come un simulatore di volo, questo strumento permetterà archeologi di manipolare oggetti sul sito senza il rischio di danni, e simulare manipolazioni complesse da eseguire come, ad esempio, il recupero di alcuni resti.

Karim Guennoun della società Dassault Systèmes ha sviluppato anche un simulatore di immersioni che simula il comportamento di una vera immersione. Con questo simulatore 3D Jo Kirsh, il pilota dello scafandro,  e tutto il team può lavorare insieme prima di immergersi nella realtà virtuale, per esempio simulando i diversi approcci al sito del relitto o per elaborare strategie da utilizzare per ricomporre gli oggetti. 

 

Le applicazioni virtuali sono oggi a disposizione di curiosi e studiosi sul stio web del progetto deove è possibile trovare ulteriori approndimenti, video e simulazioni 3D: www.operationlune.com

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:33

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