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Giovedì, 12 Novembre 2015 12:16

Prosegue il restauro dei Putti di Andrea della Robbia simbolo dell’Istituto degli Innocenti di Firenze

 Credits: Istituto degli Innocenti

Iniziato lo scorso maggio il restauro dei Putti di Andrea della Robbia sulla facciata dell’Istituto degli Innocenti di Firenze è in fase di realizzazione dall'Opificio delle Pietre Dure.

Due sono le fasi previste una svoltasi dall’11 al 15 maggio e la seconda in autunno.
L'intervento conservato si è reso necessario a seguito di alcuni esami e rientra all'interno di alcune attività di riqualificazione del complesso monumentale.

Alessandra Maggi, presidente dell’Istituto degli Innocenti, aveva dichiarato che "nel corso degli ultimi anni sono state ben 23 le opere d’arte dell’Istituto ‘adottate’ da cittadini, imprese, associazioni e istituzioni, grazie ai quali è stato possibile restaurarle e che saranno collocate nel nuovo Museo, e preziosi non solo dal punto di vista storico artistico, ma anche per quello che rappresentano, sono i 10 Putti di Andrea della Robbia che speriamo qualcuno desideri ‘adottare’ “.

L'Istituto ha infatti recentemente rilanciato la campagna "Adotta un’opera d’arte" per trovare sostenitori del restauro di alcune opere in precario stato di conservazione. Le opereranno parte di un nuovo allestimento del Museo e molte di esse non sono mai state esposte al pubblico.

In questi anni la campagna ha prodotto importanti risultati: opere adottate per un ammontare di circa 150 mila euro di finanziamenti. Dell'iniziale catalogo composto da 24 opere, 19 sono già state recuperate.
E' possibile sostenere l'iniziativa sottoscrivendo il restauro di una singola opera ma anche donando una quota dell’importo previsto. L’opera restaurata, una volta esposta, riporterà il nome del donatore, che diverrà a tutti gli effetti sostenitore del Museo e sarà menzionato nel catalogo e nei documenti ufficiali.

 

E' quindi l'Opificio delle Pietre Dure a mettere a disposizione la propria esperienza nel restauro e nell'applicazione di tecnologie scientifiche per la conservazione di quello che è considerato il simbolo dell'Istituto degli Innocenti che porta la firma di Filippo Brunelleschi.


Ciascun tondo presente nella facciata accoglie un putto in fasce leggermente diverso: sette bambini sono completamente fasciati dal torace alle caviglie mentre altri due hanno le fasciature che si slegano al di sotto della vita o delle ginocchia. Solo un bambino, il settimo da sinistra dei Putti di della Robbia, mostra le fasce slegate e cadenti: è l’unico con i piedi liberi. I 4 Putti realizzati nel 1838 dalla manifattura Ginori e posti alle due estremità della facciata non saranno oggetto per ora di intervento.

L’ultimo intervento di manutenzione che ha coinvolto anche i Putti è stato ad opera dell’architetto Guido Morozzi all'interno degli imponenti lavori di restauro del complesso monumentale dell'Istituto e realizzati tra il 1966 e il1970 all’indomani dell’alluvione, mentre da materiale d’archivio, l’ultimo smontaggio delle sculture dei della Robbia risulta essere avvenuto durante la seconda guerra mondiale per difenderli dal fuoco nemico.

Un video delle fasi di distaccamento dei putti eseguito dai restauratori dell'OPD è stato realizzato utilizzando videocamere montate su droni. E' disponibile in fondo alla notizia.

Fonte: Istituto degli Innocenti

 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Novembre 2015 12:38

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