Quanto oro c’era veramente nelle monete romane? E come stabilirlo? Con quali conseguenze sulle nostre conoscenze storiche ed economiche sull’impero romano al di là del luogo comune che vorrebbe gli imperatori romani nascondere con una patina aurea il più vile contenuto interno delle monete? A queste domande, aperte da tempo tra gli studiosi, profila alcune risposte una ricerca che ha utilizzato una tecnica sperimentale emergente, l’analisi di spettri di raggi x da atomi muonici, la muonic X-ray emission spectroscopy (μXES), che promette grandi prospettive di sviluppo anche nel settore dei beni culturali.