Si è spento il 13 agosto Lorenzo Quilici, professore ordinario di Topografia dell’Italia antica e tra i maggiori studiosi italiani della disciplina. Con lui scompare uno dei rappresentanti di una tradizione di ricerca che ha fatto della lettura diretta del terreno — ricognizione, rilievo, fotografia aerea, cartografia archeologica — uno strumento fondamentale per ricostruire la storia dei territori.
Nel suo lavoro conoscenza e tutela sono rimaste strettamente legate. Dall’Appia alla campagna romana, da Collatia a Kroton, Quilici ha mostrato come l’archeologia non possa limitarsi ai singoli monumenti: deve riconoscere relazioni, infrastrutture, paesaggi e trasformazioni. Una lezione che conserva piena attualità anche nell’epoca del GIS e del remote sensing.