Quante volte ci è capitato di visitare opere artistiche di bellezza incomparabile come gli affreschi della Cappella Sistina nei Musei Vaticani o quelli della Cappella degli Scrovegni a Padova, o ancora i mosaici del Battistero di Firenze, per citarne alcune che il nostro paese offre quotidianamente a tutto il mondo, stare qualche minuto ad ammirarne i particolari e poi? Abbandonare il posto senza ricordare un gran che o senza aver visto un gran che per la folla, illuminazione insufficiente ecc. Come fa un restauratore a vedere se la pellicola pittorica di un affresco situato a 20 metri di altezza dal suolo si sta staccando a poco a poco per qualche infiltrazione di umidità o se il colore sta deteriorandosi per l’attacco di qualche inquinante o muffa, senza l’aiuto di costosissimi ponteggi che permettono all’esperto di avvicinarsi al dipinto?
A maggio abbiamo letto su New Scientist di alcuni risultati entusiasmanti ottenuti da una esplorazione robotica innovativa della Grande Piramide di Giza, in Egitto. Un robot, costruito all'Università di Leeds nel Regno Unito, chiamato Djedi, ha esplorato un tunnel misterioso che si pensa possa portare ad una camera segreta nella piramide. Djedi ha fornito immagini spettacolari di geroglifici che attualmente sono in fase di analisi da parte di egittologi.
IBM e il Metropolitan Museum of Art hanno annunciato l'avvenuta installazione di una nuova rete di sensori senza fili per il monitoraggio ambientale presso il Museo chiamati Low Power Mote.
Questa tecnologia è stata recentemente installata ed è attualmente in fase di sperimentazione presso il museo, i chiostri e giardini, nel ramo del Metropolitan Museum dedicato all'arte e l'architettura dell'Europa medievale. Situato nel nord di Manhattan, contiene una raccolta di circa 3.000 opere d'arte, la maggior parte risalenti al 12° e il 15° secolo, che vanno dai manoscritti miniati di sculture policrome in legno, a dipinti e arazzi.
Apprendiamo dal blog del dottor Zahi Hawass, già direttore del Supreme Council of Archeology, ora appena nominato Ministro delle Antichità che i reperti rubati iniziano a tornare. Il 6 Aprile 2011 Zahi Hawass è nominato Ministro delle Antichità in Egitto, aveva rassegnato le dimissioni appena un mese prima come apprendiamo da questa intervista riportata sul suo blog, da cui si evince quello che può essere stato il danno alle antichità apportato durante la rivoluzione.
Sono state presentate alla stampa le nuove basi antisismiche su cui poggeranno i Bronzi di Riace, progettate e fatte realizzare dall’ENEA. Le nuove basi antisismiche sono realizzate in marmo di Carrara, ed assicurano il massimo isolamento delle statue nei confronti delle sollecitazioni dei terremoti nelle direzioni orizzontali e verticale. Per ciascuna statua è stata realizzata una base costituita da due blocchi di marmo sovrapposti; su entrambe le superfici interne dei due blocchi sono state scavate - in modo speculare - quattro calotte concave, nel mezzo delle quali sono collocate quattro sfere, anch’esse di marmo. Le calotte concave e le sfere di marmo svolgono la funzione antisismica, e la loro dimensione viene definita in fase di progettazione in rapporto al grado di protezione sismica necessaria. Tra i due blocchi sono installati anche elementi dissipativi in acciaio inox per l’isolamento sismico da oscillazioni nella direzione verticale. La realizzazione delle basi in marmo si presta come la più compatibile con il bronzo delle statue, ed i dispositivi installati richiedono una manutenzione minima.
Tre dipinti di Caravaggio, il 'Martirio di San Matteo', la 'Chiamata di San Matteo' e il 'San Matteo e l'angelo', della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi, sono stati sottoposti a nuove ricerche, con tecnologie innovative di radiografia su supporto digitale, riflettografia infrarossa e analisi della fluoresecnza dei raggi X (XRF). L'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR), diretto da Gisella Capponi, ha provveduto alla verifica dello stato di conservazione, che si è rivelato ottimale, e alla spolveratura dei dipinti, consentendo una nuova campagna di documentazione fotografica.
Dal 3 al 5 novembre 2011 Torino ospita la seconda edizione di DNA Italia, il primo marketplace per la tutela e la valorizzazione del Patrimonio Culturale. Dopo i risultati positivi dell’edizione 2010, DNA Italia si ripropone come l’occasione ideale per mettere a rete finanza, imprese, progettisti, istituzioni e associazioni che lavorano per la tutela, la valorizzazione e la messa a reddito del Patrimonio Culturale.
Abbiamo seguito le vicende relative alle antichità egizie fin dal primo momento, dopo lo scoppio della rivoluzione; dunque, avendo ricevuto un messaggio ufficiale di Zahi Hawass, riteniamo giusto rendere diffondere il suo pensiero, visto che il ministro ha dato le dimissioni a causa dell'insostenibilità della situazione, affermando che il dipartimento non è in grado di proteggere i suoi siti archeologici.
L'architetto Fernando De Simone ha condotto un'analisi scientifica, durata circa un anno, sulla stabilità del David di Michelangelo. Il rapporto, consegnato alla Regione Toscana e al Comune di Firenze, evidenzia alcune criticità e consiglia un trasferimento della scultura che, se lasciata dove si trova ora, potrebbe subire l'effetto delle vibrazioni dei treni ad alta velocità in transito nei tunnel distanti solo 600 metri dalla sua attuale collocazione. Dalle indagini diagnostiche effettuate, è risultato che la statua presenta delle microfratture nelle caviglie e piccole crepe che potrebbero aumentare qualora il David continuasse a essere sottoposto a molteplici sollecitazioni.
Nella regione di Hazarajat, in Afghanistan centrale, circa 250 chilometri a nordovest di Kabul, a Bamiyan, luogo di incontro tra le civiltà asiatiche lungo la Via della Seta, sorgevano due statue scolpite nella roccia, due Buddha, uno più maestoso (55 metri) l’altro più piccolo (35 metri). Erano lì dal 500 d.C. circa. Sono stati lì a vegliare sulla valle per quindici secoli fino al 2 marzo 2001, quando furono fatti saltare in aria. L’Unesco aveva cercato invano di preservare i due Buddha, ma un editto dichiarò che erano fuori legge. A dieci anni dalla loro distruzione vengono rivelate nuove scoperte che li riguardano e annunciate possibili ricostruzioni grazie a nuovi strumenti e alle tecnologie applicabili ai beni culturali.
Il 5-6 aprile 2011 si svolgerà presso la Sala Conferenze di Palazzo Massimo alle Terme la seconda edizione del seminario dedicato all'Archeologia Virtuale: il tema di quest'anno sarà la metodologia prima del software.
Un gruppo di ricercatori europei appartenenti dell'Istituto di scienze e tecnologie molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (Istm-Cnr) ha scoperto che i gialli a base di cromato di piombo (giallo cromo) sono caratterizzati da una scarsa stabilità chimica e fotochimica che nel tempo produce un effetto scuro sul colore. I quadri di Van Gogh mostrano segni di tale deterioramento chimico e il giallo del famoso quadro 'I Girasoli' potrebbe spegnersi lentamente.
Recentemente è stato lanciato e messo in orbita l’ultimo satellite della costellazione Cosmo Sky-Med che si avvale di sensori attivi ad alta risoluzione, in grado di misurare la radiazione riflessa da loro stessi emessa, a differenza di quelli passivi che registrano invece la radiazione emessa dal sole. Questa modalità consente ad esempio di continuare a monitorare la zona di destinazione in qualsiasi condizione (giorno, notte o con qualsiasi copertura nuvolosa). I satelliti Cosmo Sky-Med progettati e finanziati dall’Italia, sono principalmente rivolti ad osservare l’area del Mediterraneo ("Med” in realtà è sinonimo di "Mediterraneo"), dove si trova la più alta densità di siti archeologici del mondo.
Nel 1968 fu rinvenuto un quadro con S. Francesco, inchiodato su una parete della chiesa di San Pietro Apostolo di Carpineto Romano, cittadina sui monti Lepini e città natale di papa Leone XIII, la cui fortuna critica sarà connessa alla sua identità iconografica al S.Francesco in meditazione, proveniente dal complesso di S. Maria della Concezione a Roma, conservato presso la Galleria Nazionale di Arte antica, a Palazzo Barberini. Di autenticità indiscussa, l’autografia caravaggesca del dipinto dalla Chiesa dei Cappuccini, scaturiva dalla critica del Novecento largamente accolta, quasi un esempio di metodo d’indagine. Il quadro di Carpineto, ritenuto una copia di Caravaggio, allargava lo spettro di autenticità ai copisti e agli imitatori, e perfino ne scalzava il primato. Le radiografie evidenziarono pentimenti sulla tela e da Maurizio Marini ne venne rilevato come il teschio era tenuto nella mano dal Santo, mentre prima lo avvolgeva, inoltre, in corso d’opera, il cappuccio era stato smussato dall’artista, poiché in origine il quadro era destinato ai Francescani, che portano un cappuccio appuntito, e inoltre ne vennero analizzate tracce di malachite e di cinabro sul naso e sulle orecchie del Santo, peculiarità del colore di Caravaggio.
L’opera, di proprietà del Fondo edifici di culto del Ministero degli Interni, con gli studi intrapresi, venne rimossa dalla Chiesa di S. Pietro e in seguito trasferita, come la precedente, a Palazzo Barberini, nella convinzione che Carpineto non avesse una sede idonea alla sua valorizzazione. Carpineto ha attivato una serie di misure per riaccogliere l’opera, restaurando Palazzo Aldobrandini ed allestendo al suo interno un’apposita sala.
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