XRculture: dalla digitalizzazione al riuso del patrimonio culturale 3D

Digitalizzazione 3D e realtà estesa applicate al patrimonio culturale nel progetto XRculture
Tecnologie 3D e realtà estesa per la digitalizzazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Immagine: European Health and Digital Executive Agency (HaDEA), Commissione europea.

Acquisire un oggetto in tre dimensioni è soltanto una parte del lavoro necessario a renderlo accessibile e riutilizzabile.

Un aggiornamento pubblicato da HaDEA il 18 settembre 2026 presenta i risultati di XRculture, progetto del programma Digital Europe dedicato alla valorizzazione del patrimonio digitale attraverso tecnologie 3D, intelligenza artificiale e realtà estesa.

Oltre 1.200 digitalizzazioni del patrimonio a rischio

Secondo il bilancio della European Health and Digital Executive Agency, il progetto ha prodotto complessivamente 1.281 digitalizzazioni, comprendendo nuovi dataset e versioni migliorate di risorse già esistenti, relative a patrimoni a rischio in Italia, Croazia, Ucraina, Siria, Portogallo e Spagna.

Il risultato evidenzia come la digitalizzazione del patrimonio culturale non possa essere considerata soltanto come un processo di acquisizione geometrica. Alla produzione del modello tridimensionale devono infatti affiancarsi modalità di conservazione, organizzazione, accesso e riutilizzo dei dati.

Il caso dell'Ucraina

Una parte significativa delle attività ha riguardato l'Ucraina, dove 30 operatori museali e volontari sono stati formati a Odesa per documentare collezioni a rischio anche in condizioni difficili e con connettività limitata.

Il lavoro ha portato alla pubblicazione di 78 nuove digitalizzazioni e al miglioramento di 33 modelli 3D esistenti. I risultati hanno contribuito sia al Registry of the Museum Fund of Ukraine sia alla piattaforma Europeana.

XRculture ha inoltre sviluppato e sperimentato un'applicazione mobile di realtà aumentata progettata secondo un approccio offline-first, pensata per consentire la documentazione del patrimonio anche in ambienti caratterizzati da scarsa o assente connessione a Internet.

Interoperabilità tra archivi e ambienti 3D

Tra gli aspetti più interessanti per la gestione a lungo termine del patrimonio digitale figura lo sviluppo di un protocollo middleware open source finalizzato a migliorare l'interoperabilità tra repository e ambienti di visualizzazione 3D.

Il tema è centrale perché la possibilità di riutilizzare un modello dipende non soltanto dalla sua qualità geometrica, ma anche dalla capacità di trasferirlo tra piattaforme differenti, associarlo a informazioni e metadati e renderlo accessibile a servizi e applicazioni future.

Dalla conservazione alla fruizione

Il progetto ha sperimentato anche nuove modalità di utilizzo dei contenuti digitali. Al Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona, ad esempio, la realtà mista è stata impiegata per riunire virtualmente 23 reperti romani in vetro rinvenuti a Zara e successivamente separati dopo la Seconda guerra mondiale.

In altri casi modelli 3D esistenti sono stati trasformati in oltre 50 video olografici destinati alla fruizione attraverso semplici dispositivi basati su smartphone, mentre l'ambiente educativo Palmyra EduVR ha utilizzato la realtà virtuale per proporre agli studenti un'esperienza immersiva dedicata al teatro romano di Palmira.

Il valore del riuso dei dati culturali

L'esperienza di XRculture mostra quindi come il valore della digitalizzazione 3D emerga soprattutto quando il dato può essere conservato, collegato, trasferito e riutilizzato. L'acquisizione costituisce il punto di partenza di una filiera più ampia nella quale standard, interoperabilità e accessibilità diventano condizioni essenziali per trasformare i modelli digitali in risorse effettivamente utilizzabili per ricerca, conservazione, educazione e fruizione.

Il progetto si inserisce nel Common European Data Space for Cultural Heritage, l'infrastruttura europea che punta a favorire la condivisione e il riuso del patrimonio culturale digitale e alla quale contribuisce anche Europeana.

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Fonte: European Health and Digital Executive Agency (HaDEA), European Commission – How digital technologies can help preserve and reimagine Europe’s cultural heritage, 18 settembre 2026.

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