Rupe Magna: RTI e luce strutturata per leggere le incisioni rupestri

Rupe Magna: RTI e luce strutturata per leggere le incisioni rupestri
Rupe Magna nel Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio (SO). Le incisioni preistoriche sono al centro del caso studio 3DARCHEO, che integra Reflectance Transformation Imaging (RTI) e scansione 3D a luce strutturata per documentare, analizzare e preservare l’arte rupestre.

All’interno delle Incisioni Rupestri in Valtellina la Rupe Magna di Grosio è la superficie incisa più grande dell’intero arco alpino.

Una lavagna naturale dove le antiche comunità hanno impresso figure istoriate in un arco temporale che comprende la fine del Neolitico (IV millennio a.C.) fino all'età del Ferro (I millennio a.C.), epoca a cui risale la stragrande maggioranza dei segni (83,8%). Scoperta dallo studioso Davide Pace nel 1966, le incisioni — realizzate sia a percussione (martellina) sia a graffito (filiforme) offrono una finestra sulla spiritualità e sulla vita quotidiana preistorica. Dai simboli geometrici, le coppelle e i rastrelli legati all'antica vocazione pastorale, si passa alle croci incise in epoca successiva per cristianizzare il luogo pagano. Nasce così un paesaggio storico d'eccezione, capace di connettere la preistoria alle rocche medievali del Castello Vecchio e del Castello Visconteo sullo stesso Dosso dei Castelli. Un patrimonio unico che, purtroppo, è oggi costantemente insidiato dall'erosione atmosferica e dalla proliferazione biologica dei licheni.

Per salvaguardare questa memoria, approfondire la conoscenza del sito e fornirne nuovi dettagli attraverso la ricerca scientifica, il luogo è oggi al centro del caso studio pilota 3DARCHEO, inserito nel progetto di ricerca internazionale INFINITY (finanziato dall'Unione Europea e guidato dall'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna). L’attività è stata presentata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio  e nell'ambito della rassegna “La memoria delle rocce” al  Parco di Grosio il 26 settembre 2026. Il pubblico ha potuto assistere alla dimostrazione di due tecnologie all'avanguardia: il Reflectance Transformation Imaging, con scatti a diverse sorgenti luminose, e la scansione a luce strutturata, impiegata per generare modelli 3D ad alta precisione.

Il Reflectance Transformation Imaging consente agli scienziati di manipolare virtualmente l'orientamento della luce sui modelli digitali, esaltando micro-solchi profondi solo pochi micron e invisibili a occhio nudo, permettendo così di mappare con precisione l'ordine cronologico delle sovrapposizioni e di risolvere storiche ambiguità interpretative.

La vera innovazione risiede nel superamento del modello 3D puramente estetico: i dati raccolti alla Rupe Magna vengono strutturati secondo i rigorosi criteri FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) e arricchiti tramite Intelligenza Artificiale con metadati semantici (contesto storico, provenienza del dato, diritti d'autore). Questo "gemello digitale" viene così integrato nell'ECCCH (European Collaborative Cloud for Cultural Heritage), il cloud collaborativo europeo per la scienza aperta, consentendo a ricercatori di tutto il mondo di studiare, confrontare e proteggere l'arte rupestre di Grosio all'interno di una piattaforma scientifica condivisa e interoperabile.

Durante l'evento è stato effettuato un confronto con i rilievi a contatto degli anni Novanta mediante la sovrapposizione delle documentazioni, così da valutare la leggibilità delle incisioni e le diverse rese delle tecniche di acquisizione.


Fonte: Ministero della Cultura

https://cultura.gov.it/evento/re-immaginare-larte-rupestre-della-rupe-magna-dal-rilievo-tecnologico-allanalisi-digitale

Progetto Europeo INFINITY e i Casi Studio: https://infinity-eccch.eu/use-cases/

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