Diverse tecnologie un unico strumento: NERITES (Systematic autonomous remote surveying of underwater cultural heritage monuments and artefacts using non-destructive, cost-effective and transportable digital solutions).
Progetto di ricerca e innovazione finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon Europe (Grant Agreement No. 101132575), attivo dal gennaio 2024 al dicembre 2026, mira a rendere le attività di documentazione e conservazione più accurate, sistematiche ed economicamente sostenibili, riducendo al contempo la necessità di interventi umani diretti in ambiente subacqueo.
Dal laboratorio alla verifica operativa: prima campagna pilota NERITES a Villa dei Pisoni
A Villa dei Pisoni, interamente sommersa sul fondale marino, all'interno della Zona A di tutela integrale del Parco Archeologico Sommerso di Baia, nel comune di Bacoli (Napoli), è stata condotta la prima campagna pilota NERITES. I test sono stati effettuati progressivamente: la navigazione autonoma, la pianificazione delle missioni, il path tracking, l’evitamento degli ostacoli, il posizionamento di precisione e l’acquisizione di dati di imaging e 3D. Parallelamente, sono state effettuate verifiche sul campo dei sensori LIBS e QCL, insieme alle procedure dedicate alla gestione e alla preparazione dei dati per la successiva valutazione del degrado.
A conclusione della campagna, i dati raccolti e i relativi risultati sono entrati nella fase di post-processing. I risultati saranno successivamente confrontati con le baseline archeologiche e ambientali e con gli indicatori di prestazione definiti nell’ambito del progetto. Le attività condotte a Baia forniranno inoltre indicazioni utili per il perfezionamento del sistema in preparazione del secondo pilot NERITES, previsto a Fournoi, in Grecia, nell’ottobre 2026.
Attendendo i risultati del pilot NERITES in Grecia è necessario sottolineare come l’obiettivo principale del progetto è rendere il monitoraggio del patrimonio culturale sommerso, costante, non invasivo e quantitativo. Un modello di osservazione più strutturata, con il supporto, l’identificazione e la valutazione nel tempo dei processi di degrado, puntando ad una gestione più efficace e sostenibile dei siti archeologici sommersi.
Contribuisce al progetto il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) con il coinvolgimento del CNR-ISMAR – Sede di Napoli, coordinato da Salvatore Passaro, mette a disposizione il proprio know-how scientifico e tecnologico. Il contributo riguarda in particolare la geologia e la geofisica marina, il rilievo ad alta risoluzione e la caratterizzazione ambientale, con un focus sull’impiego delle tecniche geofisiche per l’analisi, lo studio e la tutela del patrimonio culturale subacqueo.
Fonte: CNR
