Nora, riapre al pubblico la necropoli occidentale dopo 90 anni di silenzio

Nora, riapre al pubblico la necropoli occidentale dopo 90 anni di silenzio

Per la prima volta dal 1936, un'area finora interdetta ai civili entra a far parte dei percorsi di visita del Parco archeologico di Nora, nel comune di Pula (Cagliari). Si tratta della necropoli fenicia e punica situata all'interno dell'ex area militare del sito, uno dei contesti funerari più rilevanti del Mediterraneo occidentale per l'intero periodo fenicio-punico, rimasto a lungo inaccessibile in attesa di una sistemazione definitiva.

Nora sorge su una penisola di circa 20 ettari all'estremità sud-occidentale del Golfo di Cagliari, in una posizione che ne fece, fin dall'VIII-VI secolo a.C., un nodo privilegiato delle rotte commerciali del Mediterraneo antico. Frequentata sin dall'età fenicia, la città conobbe un forte sviluppo in epoca punica per poi entrare, dal II secolo a.C., nell'orbita di Roma, raggiungendo l'assetto urbanistico ancora oggi visibile soprattutto in epoca severiana. Le sue rovine, mai del tutto sepolte, furono già note agli eruditi del Cinquecento e oggetto di scavi a partire dalla fine dell'Ottocento; solo nel 1990, però, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano avviò la missione archeologica tuttora in corso, affidata ad alcuni tra i principali atenei italiani.

Proprio in questo quadro si inserisce il settore settentrionale dell'ex base militare, entrato a far parte delle aree indagabili solo nel 2012: qui, dal 2013, l'Università di Padova conduce un programma di ricerca che ha portato alla luce una vasta necropoli utilizzata per circa sette secoli, dall'età fenicia a quella punica, con le sepolture più antiche databili alla fine del IX secolo a.C. e riconducibili ai primi decenni della presenza fenicia a Nora — semplici pozzetti scavati nella roccia, destinati ad accogliere le ceneri dei defunti secondo il rito dell'incinerazione. È la prima necropoli fenicia della Sardegna rinvenuta in un simile stato di conservazione e indagata con metodologie scientifiche moderne, e le ricerche hanno restituito numerose tombe fenicie e puniche rimaste inviolate nel corso dei secoli.

L'apertura al pubblico è stata resa possibile dall'impegno congiunto del Comune di Pula, della Soprintendenza e della Fondazione Pula Cultura Diffusa, l'ente non profit costituito dal Comune per la valorizzazione e la conservazione del patrimonio culturale, ambientale e archeologico del territorio, che ha nell'area di Nora il proprio principale ambito di intervento insieme alla gestione della Biblioteca e del Museo Patroni. Per il sindaco di Pula, Walter Cabasino, si tratta di una data storica per l'intera Sardegna, capace di ampliare gli spazi fruibili del sito e di generare al contempo ricadute economiche per il territorio.
Jacopo Bonetto, docente di Archeologia classica all'Università di Padova, ricorda come il gruppo di ricerca si sia trovato a scavare in un'area che dal 1936 era interdetta ai civili, mai prima esplorata da nessun archeologo. Chiara Pilo, archeologa della Soprintendenza, sottolinea invece la delicatezza di ogni intervento in un sito fragile come Nora, dove ogni campagna di scavo cerca un equilibrio tra l'esigenza di ampliare le conoscenze storiche sulla città antica e quella di preservarne l'integrità per le generazioni future.

 

Fonti: https://www.unionesarda.it/news-sardegna/provincia-cagliari/nora-dopo-90-anni-apre-al-pubblico-la-necropoli-occidentale-giorno-storico-per-lisola-scoperte-tombe-inviolate-nei-secoli-fg2vky02

https://www.fondazionepulacultura.it/

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