Terza giornata della Borsa di Paestum: la conferenza mediterranea sul turismo archeologico subacqueo nei 25 anni della Convenzione UNESCO, il workshop ArcheoVirtual con CNR-ISPC e Digital Library, l'IA in archeologia nel dibattito dell'ANA.
Il mare è stato il protagonista della terza giornata della XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, sabato 31 ottobre. La conferenza sul turismo archeologico subacqueo, coordinata da Luigi Fozzati nell'anno dei 25 anni della Convenzione UNESCO del 2001, ha rilanciato la proposta di un Itinerario Culturale Europeo dei siti sommersi del Mediterraneo, da sottoporre al Consiglio d'Europa sulla scia dell'eredità di Sebastiano Tusa. Il modello è il Parco Sommerso di Baia-Campi Flegrei, che Tiziana D'Angelo — direttrice dei Parchi di Paestum e Velia e, ad interim, di Baia — ha definito "progetto del restare sott'acqua": un sito nato da un problema, il bradisismo, e reso subito fruibile con le immersioni, con 25mila visitatori da tutto il mondo e circa il 10% dei frequentatori dell'area che sceglie di immergersi. Per l'UNESCO, Edouard Planche ha annunciato le celebrazioni della Convenzione e ricordato la prima Giornata del patrimonio subacqueo, il 21 agosto scorso.
Nella stessa cornice i Premi Internazionali di Archeologia Subacquea "Sebastiano Tusa", alla sesta edizione: alla carriera a Irena Radić Rossi (Università di Zara), alla migliore mostra a "Fenicios. Mercaderes del Mar" del Museo ARQVA di Cartagena, alla divulgazione ad Aldo Romano Innocenti, e al progetto più innovativo al recupero, restauro e valorizzazione del relitto alto-arcaico del Canale d'Otranto, operazione di archeologia in alto fondale condotta dal Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del MiC, ritirato da Luigi La Rocca.
Il pomeriggio ha misurato lo stato dell'arte del digitale. La conferenza dell'ANA "L'algoritmo del passato: intelligenza artificiale in archeologia" ha discusso opportunità, limiti metodologici ed etici dell'IA nella ricerca; il workshop ArcheoVirtual, intitolato non a caso "L'archeologia digitale nella sua età adulta", ha riunito con il coordinamento di Augusto Palombini il CNR-ISPC e la Digital Library del Ministero della Cultura — il direttore generale Andrea De Pasquale, Sofia Pescarin — con Nicolò dell'Unto del DARKLab di Lund in collegamento dalla Svezia. La direttrice dell'ISPC Costanza Miliani ha fissato la linea dell'alleanza fra ricerca e Ministero: l'intelligenza artificiale "potrà portare conoscenza e non scorciatoie: non ci deve velocizzare quello che sappiamo fare già, ma deve aumentare in maniera straordinaria le potenzialità di lavorare sui dati", purché dati di qualità, organizzati, metadatati.
Giuliano Romalli ha mostrato all'opera DiPaS, la piattaforma di co-creazione dell'ecosistema Ecomic alimentata dai 500 milioni del PNRR per la trasformazione digitale: ne sono nati, fra l'altro, il monitoraggio predittivo delle Terme Femminili del Foro di Pompei con il Politecnico di Bari e il "Masterpiece Box" dei Bronzi di Riace, raccontato dal direttore del Museo di Reggio Calabria Fabrizio Sudano — un'intelligenza artificiale addestrata su tutto l'edito relativo ai Bronzi, interrogabile da un totem in sala e online, "non un punto di arrivo, ma un punto di partenza" verso quell'età adulta evocata dal titolo. La Regione Sardegna ha chiuso la giornata con il panel sull'ecosistema digitale del patrimonio e l'esperienza del PNRR: dalla digitalizzazione dei fondi storici minerari IGEA al recupero di 455 beni dell'architettura rurale.
Al Museo di Paestum, intanto, la mostra ArkeologIA di Carraro Lab dimostra sul campo la stessa maturità: il Glossario 3D dell'archeologia, che spiega periptero, acroterio e timpano con modelli manipolabili in realtà aumentata, il Virtual Info Point — chatbot brevettato che guida il visitatore in un gemello digitale del sito — e i laboratori per il turismo accessibile, dalla VR per i siti con barriere architettoniche alla sintesi vocale per gli ipovedenti.
Tra gli altri momenti della giornata, il confronto sui modelli di governance tra fondazioni archeologiche e parchi autonomi, la consegna del Premio Paestum ad Alfonsina Russo e il workshop con i buyer di sei Paesi europei selezionati da ENIT, al tavolo delle contrattazioni dopo un educational di cinque giorni su trenta siti tra Caserta, Salerno e il Cilento. Restava intanto nelle cronache la lezione tenuta venerdì sera da Gabriel Zuchtriegel, direttore del relativo Parco, sull'affresco con una Scena bacchica, parzialmente perduto, ritrovato a Pompei nella cosiddetta Casa del Tiaso e premiato con il "Palmyra" ("Dioniso non c'è nel dipinto: è tra noi che lo guardiamo"), il cui spirito è riaffiorato nelle parole di Tiziana D'Angelo: "Mi sveglio, ogni mattina, e mi sento una privilegiata". La Borsa si chiude domenica 1° novembre.
Maggiori informazioni: ( Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico Paestum )
