Due settimane di indagini sull'abitato antico della «città senza nome», in collaborazione con il Parco Archeologico di Tindari. Due gli appuntamenti aperti al pubblico.
Gioiosa Marea (Messina). Ha preso lunedì 24 agosto 2026 avvio oggi la prima campagna di ricerche archeologiche sistematiche sull'abitato antico di Gioiosa Guardia, promossa dall'Università degli Studi di Messina in collaborazione con il Parco Archeologico di Tindari. Le indagini, che proseguiranno due settimane, interessano il vasto insediamento disposto a mezzacosta sulle pendici del monte che domina Gioiosa Marea: una città sicula poi ellenizzata, a impianto urbanistico regolare, il cui nome antico non ci è stato tramandato da alcuna fonte, e che per questo gli studiosi chiamano, con formula divenuta ormai consueta, “la città senza nome”.
La campagna costituisce l'esito di un percorso preparatorio che il Parco Archeologico di Tindari ha avviato da tempo. Nell'aprile scorso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso l'Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (CNR-ISPC) e Istituto di Metodologie Integrate per l'Osservazione della Terra (CNR-IMIOT) di Potenza, ha condotto sul sito un rilievo LiDAR da piattaforma aerea, capace di restituire la morfologia del terreno al di sotto della copertura vegetale; a questo si affiancano le prospezioni geofisiche svolte dall'Università del Salento sotto la direzione di Giuseppe Ceraudo, la documentazione fotogrammetrica e la carta archeologica del comprensorio.
Su questa base il gruppo di ricerca dell'Università di Messina diretto dal Prof. Marco Sfacteria affronta ora le domande di fondo: quale fosse l'assetto urbanistico della città, quali le fasi della sua vita e del suo abbandono, quale il suo rapporto con il territorio e con i centri vicini.
Sul medesimo rilievo montuoso insistono in realtà due città sovrapposte: all'abitato antico si sovrappose in cima all’altura in quella che ne era l’acropoli il centro medievale di Gioiosa Guardia, toponimo che richiama il ciclo cavalleresco della Tavola Rotonda, fondato nel 1364 da Vinciguerra d'Aragona e abbandonato a fine XVIII secolo con la discesa verso il mare degli abitanti nell'attuale Gioiosa Marea. È a questa duplice eredità che la campagna intende restituire piena leggibilità scientifica.
Dichiarazione del rappresentante dell'Ateneo: "il valore della campagna nel quadro della terza missione e del radicamento territoriale dell'Università".
Dichiarazione del Direttore del Parco Archeologico di Tindari: "la campagna come tassello della conoscenza e della valorizzazione del comprensorio tirrenico".
Durante le due settimane di attività sono previsti due appuntamenti aperti al pubblico: un incontro serale di presentazione della ricerca e una giornata di visite guidate su prenotazione a chiusura della campagna, domenica 6 settembre.
I risultati delle indagini saranno presentati al convegno «Interrogare il Silenzio. Gioiosa Guardia, la città ritrovata», in programma il 18 ottobre 2026 nell'ambito del programma di eventi «Il Sorriso degli Dei».
I materiali provenienti dalle ricerche condotte in passato sull'abitato antico sono esposti presso l'Antiquarium di Gioiosa Marea.
Contatti per la stampa: Parco Archeologico di Tindari.
