AI e ricerca storico-territoriale: può un algoritmo contribuire alla nascita di un’ipotesi scientifica?

Rappresentazione cartografica astratta di un percorso storico-territoriale analizzato con strumenti di intelligenza artificiale

Da un modello sulla coerenza spaziale dell’Esodo biblico nasce una riflessione più ampia sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella ricerca. Fabio Crosilla racconta su GEOmedia come l’AI possa suggerire ipotesi e connessioni, lasciando però verifica, giudizio scientifico e responsabilità interamente nelle mani del ricercatore.

Può un sistema di intelligenza artificiale contribuire alla nascita di una nuova ipotesi scientifica senza per questo diventare “autore” della ricerca?

La domanda assume un significato particolare quando entra nel campo della ricerca storico-territoriale e archeologica. A sollevarla è Fabio Crosilla in un contributo pubblicato su GEOmedia, nato da una propria esperienza di studio sulla coerenza spaziale di un modello storico-territoriale dell’Esodo biblico.

Nel corso della ricerca, Crosilla ha confrontato il testo dell’Esodo con le proposte formulate dal prof. Anati per il Nord della penisola del Sinai, utilizzando le proprie competenze nel settore della geomatica per valutare criticamente coerenza spaziale, limiti e possibili alternative del modello. È proprio durante questo processo che l’interazione con l’intelligenza artificiale ha prodotto spunti e proposte di ricerca che l’autore ha successivamente sottoposto a verifica.

Il punto centrale non riguarda quindi la possibilità che l’AI produca una risposta, ma il modo in cui quella risposta viene valutata. Un sistema generativo può suggerire collegamenti, alternative e possibili ipotesi, ma non possiede la competenza disciplinare né la responsabilità necessarie per stabilirne la validità scientifica.

Crosilla propone per questo una distinzione particolarmente interessante: l’AI può fornire un “contributo intellettuale o epistemico senza autorialità”. Può cioè ampliare lo spazio delle possibilità considerate dal ricercatore, mentre restano interamente umane la verifica delle fonti, la valutazione critica, la scelta metodologica e la responsabilità delle conclusioni.

Una riflessione che riguarda direttamente anche archeologia, patrimonio culturale e digital heritage, settori nei quali modelli territoriali, dati geospaziali e strumenti di intelligenza artificiale stanno diventando sempre più interconnessi.

Leggi il contributo completo di Fabio Crosilla su GEOmedia:
Intelligenza artificiale, idee scientifiche e responsabilità dell’autore: l’AI come interlocutore nella ricerca

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