Pompei, la casa-palazzo di Marco Fabio Rufo riaprirà al pubblico

Intervento di restauro e conservazione degli affreschi parietali nella Casa di Marco Fabio Rufo a Pompei.
Attività di restauro sulle decorazioni pittoriche della Casa di Marco Fabio Rufo, nell’Insula Occidentalis del Parco Archeologico di Pompei.

Nell’Insula Occidentalis del Parco Archeologico di Pompei sorge la Casa di Marco Fabio Rufo (VII, 16, 20-22), in posizione panoramica. Lussuosa e monumentale, si erge su quattro livelli digradanti verso il mare e incorpora le strutture delle antiche fortificazioni.

L’edificio è caratterizzato da diverse fasi costruttive, emerse attraverso le indagini archeologiche e gli studi condotti nel corso del tempo. La struttura monumentale non è nata da un unico disegno, ma è il risultato dell'accorpamento progressivo di nuclei abitativi indipendenti preesistenti, che hanno contribuito a formare un complesso residenziale di particolare prestigio. La sua articolazione su più livelli testimonia la complessità dell'architettura pompeiana e le trasformazioni che hanno interessato le abitazioni nel corso dei secoli.

Dal 1980 la dimora è chiusa al pubblico, ma a partire da ottobre 2026, grazie a un finanziamento privato, la casa sarà interessata da un intervento di restauro. Si potrà così tornare a camminare tra gli ambienti e i giardini di questa maestosa villa, riscoprendo uno spazio che per decenni è rimasto inaccessibile ai visitatori. Il progetto mira a valorizzare ulteriormente il patrimonio archeologico di Pompei, offrendo nuove opportunità di conoscenza di una delle sue dimore più suggestive. A siglare l’accordo sono stati il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e il titolare della società sostenitrice PompeiAR, Frank Hoefer.

L’imprenditore dichiara: «Sono stato a Pompei per la prima volta nel 1974, all’età di 16 anni, e ho immediatamente percepito il fascino della città antica, che racconta un modello di vita sociale al quale, per certi aspetti, siamo molto vicini e per altri molto lontani», afferma Frank Hoefer. «Chi visita le case con occhio attento viene ricompensato da infiniti dettagli tratti dalla vita quotidiana, dall’arte e dal saper fare antico. Restaurare la spettacolare dimora di Marco Fabio Rufo, inaccessibile dal 1980, e renderla accessibile al pubblico è un progetto che trovo appassionante. Anche perché ho l’impressione che a Pompei c’è una grande apertura verso modelli innovativi di tutela e fruizione. Ma per attuare i progetti del Parco servono altri sostenitori e vorrei aiutare a trovarli».

Le parole dell’imprenditore sottolineano l’importanza di investire nella conservazione e nella valorizzazione dei siti archeologici, favorendo la partecipazione di soggetti privati a progetti di interesse pubblico. Il sostegno alla Casa di Marco Fabio Rufo rappresenta infatti un’occasione per recuperare un complesso di grande valore storico e architettonico e, allo stesso tempo, per promuovere nuove forme di collaborazione a tutela del patrimonio culturale.

Oltre al restauro della Venere di Pompei, situata all’interno della villa, tra gli obiettivi della direzione scientifica del Parco vi è l’integrazione nel percorso di visita di strumenti e tecnologie digitali, pensati per accompagnare il pubblico e aiutarlo ad approfondire la conoscenza di questa lussuosa architettura.
L’impiego di tali strumenti potrà contribuire a rendere più comprensibili le caratteristiche degli ambienti e le trasformazioni che hanno interessato la dimora nel corso del tempo, arricchendo l’esperienza dei visitatori.

Attraverso un bando di gara, i lavori di restauro sono stati affidati alla società Artigiana Romana Impianti OE e sono seguiti, per conto del Parco, dalla funzionaria dott.ssa Elena Gravina, in qualità di Responsabile unico del progetto (RUP), e dalla dott.ssa Teresa Argento, in qualità di Direttore dei lavori (DL).

L’iniziativa non rappresenta soltanto l’avvio di un percorso volto a rendere nuovamente accessibile ai visitatori un’area rimasta chiusa per molti anni, ma costituisce anche un esempio di collaborazione tra istituzioni pubbliche e mecenatismo privato. Un impegno finalizzato alla conservazione del patrimonio archeologico e alla promozione di una maggiore fruibilità di uno dei siti più prestigiosi a livello internazionale. Il recupero della dimora si inserisce così nel più ampio progetto di valorizzazione di Pompei, con l’obiettivo di restituire al pubblico nuovi spazi da conoscere e contribuire alla trasmissione della memoria storica della città antica.

 

Fonte Ufficiale: Ufficio Stampa
Parco Archeologico di Pompei

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