A pagina 45 di Harper’s Bazaar, nel 1934, i lettori si trovano davanti a un’immagine futuristica: Fashions by Radio. Dietro questa creazione non può che esserci Man Ray, con la sperimentazione radicata fin dentro il midollo.
In cosa consiste l’esperimento realizzato insieme all’allora direttore artistico della rivista americana, Alexey Brodovitch? Se le riviste newyorkesi corrono veloci per pubblicare per prime le novità parigine, il fotografo tenta di correre ancora più veloce. Le fotografie destinate alla pubblicazione devono raggiungere New York da Parigi, e la trasmissione a distanza offre una possibilità di ridurre drasticamente i tempi. Man Ray realizza a Parigi un’immagine legata alle ultime novità della moda francese e utilizza un belinografo, uno strumento che consente di trasmettere fotografie a distanza.
Il belinografo legge l’immagine riga dopo riga e traduce le variazioni tra bianchi, grigi e neri in impulsi elettrici. Nel caso di Fashions by Radio, la trasmissione via onde corte lascia il segno: l’immagine arriva a New York deformata, con forme e contorni alterati. Nonostante la distorsione, lo scatto viene pubblicato a piena pagina su Harper’s Bazaar, accompagnato da questa citazione: "Man Ray's photographic impression of a new fashion 'coming over' the short waves. In this issue five pages of fashions from the new collections were radioed from Paris to New York". La fotografia, nata come esperimento tecnico, diventa così parte integrante della ricerca artistica di Man Ray.
Man Ray è questo e molto altro ancora.
Il suo mondo spazia tra cinema, grafica, poesia, moda e pittura. I movimenti artistici a cui guarda con attenzione sono il Cubismo, il Futurismo, il Dadaismo e il Surrealismo e, in ogni ambito che tocca, sperimenta e sperimenta ancora. Parte dalla natura, da quello che lo circonda, per immaginare e reinventare. Con Man Ray, la luce diventa materia: con la luce disegna, costruisce nuove forme e, nei suoi nudi, smaterializza i corpi umani, trasformando i soggetti.
Celebre per le sue rayografie, le applica per la prima volta nel suo film di debutto, Le retour à la raison (1923), direttamente sulla pellicola cinematografica, per ottenere immagini astratte e in movimento. Senza l’uso dell’obiettivo, cosparge le strisce di pellicola vergine con pepe, sale e aghi in camera oscura. Un rivoluzionario senza tempo e definizioni.
Tra le mostre in programma, un’occasione per approfondire la carriera dell’artista è la monografica: Man Ray. Il maestro del Surrealismo, che verrà inaugurata il 13 novembre e sarà visitabile fino al 31 gennaio 2027 a Palazzo Roverella, a Rovigo. L’esposizione coinvolge direttamente il Man Ray Trust di New York e la Photothèque Man Ray di Parigi. Curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme al Comune di Rovigo e all’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e la produzione di Silvana Editoriale. Le oltre trecento opere esposte comprenderanno oggetti e documenti storici, disegni e litografie, oltre a una selezione di stampe vintage, ready-made e sperimentazioni tridimensionali. Un percorso che restituirà la complessità di un artista rivoluzionario, difficile da racchiudere in definizioni.