Afferra Schiaparelli: Fashion Becomes Art

Afferra Schiaparelli: Fashion Becomes Art
Cappotto da sera, disegnato da Elsa Schiaparelli e Jean Cocteau, 1937, Londra, Inghilterra© 2025 ADAGP DACS Comite Cocteau, Parigi. Fotografia © Emil Larsson

Afferra Elsa Schiaparelli! Inafferrabile stilista del XX secolo, eccentrica e sopra le righe, è difficile racchiuderla in una sola definizione: il rosa shocking porta il suo nome, come i bottoni-scultura e le cerniere lampo a vista, elemento decorativo nello sportswear e sugli abiti da sera, solo alcune delle sue moltissime innovazioni nel mondo della moda e nell’arte fotografica e figurativa.

Proprio in questi due ultimi mondi Elsa sboccia e ritrova il suo habitat. La fusione con gli artisti del suo tempo è una consuetudine, tanti designer della moda hanno collaborato con artisti del proprio tempo, saltuariamente o per ispirazione, ma per Schiaparelli è diverso: è un rito, un mantra quotidiano. L’abito è l’opera d’arte, disegna i capi insieme agli artisti, il sodalizio con Salvador Dalí inizia con un portacipria, presentato in occasione dell'inaugurazione della sua nuova boutique in Place Vendôme a Parigi, e nell'ambito della sua prima presentazione a tema: "Stop, Look and Listen" (Fermati, guarda e ascolta): è l’inizio di una lunga collaborazione.

Con Jean Cocteau, Man Ray, Duchamp, Alberto Giacometti la sinergia sperimentale dà vita a tessuti innovativi, accessori ed elementi distintivi. Celebre il soprabito realizzato in collaborazione con Jean Cocteau: Schiaparelli Rose Evening Coat, per la collezione Haute Couture Autunno/Inverno 1937, in jersey di seta blu con la potenza di un motivo trompe-l’œil: due profili e nel contempo un tripudio di rose, che spuntano da un vaso. I dettagli dei volti sono curati con precisione millimetrica: gli occhi dei profili sono impreziositi da perle di plastica sfaccettata azzurra che catturano la luce, mentre le labbra sono definite da nastri metallici di un vivo color rosso rubino.

Anche con Cocteau Evening Jacket, lo spettacolo è assicurato, una giacca da sera strutturata, con il profilo di una donna dai fluenti capelli biondi che scorrono lungo l’intera manica e sul lato sinistro una mano in trompe-l’œil sembra stringere un fazzoletto azzurro all’altezza della vita. Su entrambe è presente la firma ricamata di Jean Cocteau. Con il caso dei Red Nail Gloves (1936), entra in scena Picasso che nel 1935 dipinge per gioco con dell’inchiostro nero le mani nude della modella Nusch Éluard, simulando le cuciture di un guanto e lasciando scoperte solo le unghie. Il fotografo Man Ray immortala questa performance con lo scatto Hands painted by Picasso e l’anno dopo Schiaparelli, per la sua collezione Haute Couture Autunno/Inverno (1936), decide di compiere l'operazione inversa rispetto a Picasso: prende un guanto di pregiato velluto di vitello scamosciato nero e all’altezza delle dita applica delle unghie finte in pelle di pitone, tinte di rosso.

Non meri capi d’abbigliamento, ma opere d’arte bizzarre e provocatorie. Elsa Schiaparelli ridefinisce i confini della moda proprio grazie al suo legame viscerale con il mondo dell’arte: collaborando da pari a pari con i più grandi geni del suo tempo, dimostra che la moda può essere intellettuale, ironica e sovversiva, lasciando un’eredità che buca il mondo dello stile e continua a ispirare la cultura contemporanea.

Il suo percorso, il suo estro e il suo rapporto con gli artisti si possono ammirare all’interno dell’esposizione: Schiaparelli: Fashion Becomes Art, aperta al pubblico fino al 15 novembre 2026, al Victoria and Albert Museum di Londra.

Realizzato in stretta sinergia con la storica casa di moda Maison Schiaparelli, il percorso espositivo del V&A, curato da Sonnet Stanfill, segue l’evoluzione artistica della couturier con oltre 400 pezzi d’archivio. Il suo rapporto con la Gran Bretagna, l’apertura del suo salone londinese, i costumi realizzati tra gli anni Trenta e Cinquanta per produzioni teatrali e cinematografiche britanniche, francesi e americane, materiali d’archivio, gioielli e accessori.

Il dialogo con le arti visive è stretto e nel percorso espositivo, accanto ai capi storici, quadri con la presenza dei suoi abiti o da cui ha tratto ispirazione per alcune delle sue creazioni. Una sezione, inoltre, è interamente dedicata agli accessori e alle recenti creazioni di Daniel Roseberry.

Per i dettagli completi sulla mostra, visita il Victoria and Albert Museum.

Victoria and Albert Museum – Schiaparelli: Fashion Becomes Art

https://www.vam.ac.uk/exhibitions/schiaparelli

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