Manduria è un importante centro messapico in provincia di Taranto. Le mura megalitiche (ancora visibili), costruite tra il V e il III secolo a.C., la grande necropoli, il Fonte Pliniano e la chiesa medievale di San Pietro Mandurino rappresentano una preziosa testimonianza della storia e delle antiche origini del territorio.
Da recenti indagini archeologiche effettuate in due settori del Parco Archeologico, l’area della Porta Est e quella meridionale, sono emersi nuovi dettagli e importanti ritrovamenti. Sono state portate alla luce complessivamente 24 sepolture, diverse delle quali presentano segni di danneggiamento riconducibili ad attività di scavo clandestino. A destare maggiore curiosità è la Tomba 17, una struttura funeraria ricavata nella roccia e originariamente chiusa da tre grandi lastroni di pietra. Caratterizzata da decorazioni pittoriche e iscrizioni in lingua messapica, è stata attribuita presumibilmente a una figura femminile con funzioni sacerdotali.
Da una prima analisi della superficie esterna della copertura, caratterizzata da un’iscrizione monumentale in lingua messapica distribuita sui tre blocchi, è stato riconosciuto il termine «thabara», che probabilmente porterebbe a identificare la defunta con una donna di rilievo religioso e sociale.
La struttura presenta inoltre un ricco apparato decorativo, con motivi geometrici a meandro realizzati in blu e rosso. Al suo interno sono emerse anche raffigurazioni di oggetti legati alla sfera religiosa: tra queste, una figura interpretabile come una chiave di santuario, simbolo tradizionalmente connesso alle sacerdotesse nell'antica Grecia, e quella di un incensiere, probabilmente destinato allo svolgimento delle cerimonie sacre.
Il corredo funerario comprende diversi reperti, tra cui fibule in bronzo, un anello in argento, una moneta d’argento proveniente dalla zecca di Taranto e un oggetto in ferro, attualmente sottoposto ad approfondimenti. Ulteriori evidenze hanno inoltre permesso di approfondire la conoscenza del sistema difensivo e dell’organizzazione urbana dell’antica città messapica.
Le ipotesi interpretative formulate finora restano provvisorie e saranno oggetto di ulteriori verifiche attraverso studi epigrafici e archeobotanici, oltre a specifici interventi di restauro. Si punta, in particolare, alla tutela della struttura funeraria nel suo contesto originario e alla possibilità di rendere fruibili al pubblico i lastroni e i reperti attraverso una futura esposizione presso il Museo Archeologico di Manduria.
Le indagini sono state condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto. I risultati degli scavi, finanziati dal Ministero della Cultura, sono stati presentati il 29 ottobre nella sede della Soprintendenza a Lecce, alla presenza del soprintendente Antonio Zunno e del sindaco di Manduria Domenico Sammarco.
FONTE: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto
