Biologi e restauro: al via la prima Scuola dedicata alla conservazione programmata del patrimonio culturale

Biologi e restauro: al via la prima Scuola dedicata alla conservazione programmata del patrimonio culturale

Da settembre 2026 prenderà il via a Napoli la prima Scuola di Restauro dedicata ai biologi, un progetto promosso dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (Fnob) e dalla Fondazione Italiana Biologi (Fib). 

L'iniziativa segna un cambio di paradigma nella tutela del patrimonio culturale italiano: dall'intervento d'emergenza a una strategia programmata, scientifica e multidisciplinare. L'annuncio è arrivato al termine dell'evento ECM "Biologia applicata al restauro: innovazione e tutela del patrimonio culturale", ospitato all'Orto Botanico di Napoli. Vincenzo D'Anna, presidente di Fnob e Fib, ha definito l'iniziativa "un passo decisivo", spiegando che l'obiettivo è formare professionisti in grado di affiancare restauratori e ricercatori superando la logica dell'intervento episodico, nel rispetto della storia e della materia dell'opera. 

Al centro dell'incontro anche il contributo tecnico di Mariano Nuzzo, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, che ha portato casi studio maturati sul territorio. Nuzzo ha evidenziato come la conservazione dei beni culturali richieda una lettura integrata dei fenomeni di degrado, delle caratteristiche materiali delle opere e del loro valore storico, distinguendo tra le fasi di studio, prevenzione, manutenzione e restauro, tra loro connesse ma non sovrapponibili. Un aspetto centrale dell'intervento riguarda il contributo delle indagini scientifiche, che, se correttamente integrate nei processi di tutela, permettono una conoscenza più approfondita dei materiali e interventi più consapevoli.

Un percorso formativo di tre mesi

La Scuola, diretta scientificamente da Federico L.I. Federico – alla guida della Scuola Permanente Fib "La Biologia Applicata ai Beni Culturali" – avrà una durata di tre mesi e accoglierà una prima classe di circa 50 biologi. Il percorso alternerà lezioni teoriche a distanza a seminari pratici itineranti della durata di tre giorni, toccando temi come le tecniche di disinquinamento biologico, l'analisi dei processi di biodeterioramento e la valutazione della patina del tempo. La formazione non si fermerà in aula: i partecipanti applicheranno le competenze acquisite direttamente in siti di rilevanza strategica, con l'obiettivo di trasformare i principi della conservazione programmata in pratica quotidiana.

A chiudere i lavori è stato lo stesso Federico, che ha richiamato i concetti di istanza storica ed estetica di un bene culturale, e la nozione di "storicità ulteriore": la stratificazione di eventi, anche traumatici, che compongono la biografia di un monumento. Come esempio concreto, Federico ha citato la Basilica di Santa Chiara a Napoli, dove dopo l'incendio la scelta di rimuovere il rivestimento barocco per recuperare una presunta purezza medievale ha di fatto cancellato una fase significativa della storia dell'edificio – un intervento, ha osservato, che rischia di sacrificare la memoria stessa del monumento quando ignora una delle sue fasi di vita. La missione della nuova Scuola, in questo senso, va oltre la formazione tecnica: punta a costruire nei biologi una coscienza professionale capace di leggere la complessità materiale e storica delle opere, partendo dal principio che la memoria di un luogo è parte integrante della sua identità.

Fonte: https://www.fnob.it/2026/07/03/beni-culturali-nasce-la-scuola-di-restauro-per-biologi-danna-un-passo-decisivo-per-la-conservazione-programmata/

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