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Lunedì, 23 Maggio 2016 16:27

Cosa si attende ancora per nominare UR tra le ricchezze del Patrimonio Mondiale? #Italy4UR

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L’Unesco sta esaminando la richiesta di inserimento nel patrimonio mondiale del sito archeologico di UR da ben 16 anni.

In questi anni il sito ha sofferto di tutto, oltre alla mancanza di manutenzione, ha resistito alle guerre, agli americani che lo hanno usato come base militare, ai ladri e ai tombaroli (come li chiamiamo noi in Italia), ma anche alle bombe che hanno lasciato il segno delle voragini e ai proiettili che hanno lasciato il buco sulle pareti della grande Ziggurat.

Oggi il sito è ancora li, ha resistito a tanto e ha resistito anche all’ISIS che sembra non attaccare in quei luoghi, in quell’Iraq del Sud dove la gente ha una cultura diversa dal resto del paese e non lascia alcuno spazio a estremismi religiosi. Eppure rispetto a tutto ciò l’Unesco ancora esita ad esprimere la sua parola per dichiarare la culla della civiltà patrimonio mondiale, la Mesopotamia, il Paradiso Terrestre.

Con quali motivazioni siamo ancora trascinando questa cosa, perché il governo non è in grado di difendere il suo Patrimonio, perché il ministero delle Antichità non sa come realizzare un Piano di Gestione? Perché manca ancora qualche carta?

Solo ridicola burocrazia che non riconosce l’arduo lavoro fatto in quelle condizioni dagli archeologi dello SBAH e dai custodi, tra cui spicca una dedizione incredibile che riesce a salvaguardare anche senza fondi, con i pochissimi aiuti che uno stato in eterna guerra riesce a dare.

Noi italiani abbiamo fatto qualcosa per conservare almeno la memoria digitale del sito avviando la realizzazione della documentazione a carattere anche tridimensionale dell’area archeologica, per alcune parti principali, come il tempio Edublamah e i Mausolei Reali della III dinastia di UR, dove furono trovati da Sir Leonard Wooley i gioielli più belli conservati oggi al Louvre, e la grande Ziggurat in corso di realizzazione con il gruppo archeologico della Sapienza.

Abbiamo anche redatto i progetti di conservazione e manutenzione con tecnologie innovative prodotte da chi ha con amore vissuto in quei luoghi con esperienza più che trentennale, grazie all’apporto dell’Ambasciata Italiana a Baghdad e la Cooperazione Internazionale del nostro Ministero degli Esteri.

Ne abbiamo dato risalto al mondo anche nella mostra Rinascere dalla Bellezza recentemente chiusa al MAXXI (rinasceredallabellezza.it).

Ma ancora l’Unesco non si pronuncia, non porta questo piacere a coloro che lo aspettano da una vita, di una “nomination” mondiale del sito di UR e delle acque collegate, che ora non lo lambiscono più a causa della riduzione dell’acqua del Tigri e dell’Eufrate che si origina già in Turchia con le dighe recentemente realizzate.

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What it is still needed to appoint UR in the World Heritage List? #Italy4UR

Unesco is considering the request for inclusion in the World Heritage list of the archaeological site of UR from 16 years.

In these years the site has suffered many attacks, in addition to lack of maintenance, has withstood the wars, with American troops who used it as a military base, to thieves and grave robbers, but also the bombs that left their mark of holes and shots that left holes on the walls of the great Ziggurat.

Today the site is still visible, and has also resisted ISIS that does not seem to stick in those places, in that South Iraq where people have a different culture from the rest of the country and leaves no room for Religious extremism. But Unesco still hesitate to express his word to declare World Heritage the cradle of civilization, the Mesopotamia, the Earthly Paradise.

On what grounds we are still dragging this thing, do we want to say that Iraqi government is not able to defend his Heritage, or that the Ministry of Antiquities has presented a not convincing management plan?

Thinking to what happens to the World Heritage declared Palmyra site in Syria, maybe someone is thinking is better not to declare UR?

Looking to the destructions all this looks like ridiculous bureaucracy that does not recognize the hard work done in those conditions by Iraqi opinion leader with archaeologists and custodians of SBAH (the Iraqi Board of Antiquities and Heritage), among which an incredible dedication generously given even without adequate funding, with a very little aid from a State living in a eternal war.

Italians have done something to keep at least the digital memory of the site and helping the Unesco commission, by starting the construction of the documentation (with three-dimensional character) of the archaeological area, for some key parts, such as the temple Edublamah temple, the Royal Mausoleums of the Third Dynasty of UR ( where Sir Leonard Wooley found the most beautiful jewels now preserved in the Louvre) and the great Ziggurat, at today in progress with the archaeological group of the Sapienza University of Rome.

Was also prepared the conservation and maintenance projects with innovative technologies developed by those who have experienced all a life in those places with more than thirty years experience, thanks to the contribution of the Italian Embassy in Baghdad and the International Cooperation of Italian Ministry of Foreign Affairs.

We have emphasized all this to the world also in a exhibition “Rinascere dalla Bellezza” (to reborn from the beauty) recently presented at MAXXI, the National Museum of XXI Century Arts (rinasceredallabellezza.it).

We want to push Unesco with this appeal to bring to those who are waiting for this for a lifetime,  the "nomination" of the archaeological site of UR and related waters, no more present at today because of the lapping water reduction of the Tigris and Euphrates river that originating in Turkey with the recently built dams.

 

Letto 2501 volte Ultima modifica il Lunedì, 23 Maggio 2016 23:23

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