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Venerdì, 18 Ottobre 2013 08:49

Archeomatica sulla rivista italo cinese Cinitalia parla di tecnologie per i beni culturali

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cinitalia fasoloNuovi cantieri dell'utopia ci attendono 

La tutela dei beni artistici, le nuove tecnologie e i traguardi cui si può giungere 

 

Articolo pubblicato sulla rivista CINITALIA N.3 2013

Assisi, Italia. Sono le ore 11.42 del 26 settembre 1997: una forte scossa di terre moto provoca quattro vittime e il crollo delle volte della Basilica superiore di San Francesco e di parte degli affreschi di Cimabue e di Giotto, tra i capolavori più vertiginosi dell'arte di tutti i tempi. Il danno pare irreparabile ma un attimo dopo inizia la storia di uno degli interventi di restauro più complessi e imponenti mai operati. definito a ragione il cantiere dell'utopia. Vi partecipano scienziati, tecnici , restauratori ma anche volontari provenienti da tutta Italia. tra cui moltissimi studenti. In condizioni estremamente difficili vengono raccolti nel giro di qualche settimana oltre 300.000 frammenti degli affreschi. Dopo un enorme lavoro di selezione e di classificazione, in base alle sfumature. al colore, alla tecnica esecutiva, all'andamento dei margini, al riconoscimento fotografico questi frammenti sono faticosamente ricomposti utilizzando le tecnologie e i software più innovativi. Un restauro eccezionale, di cui l'Italia va giustamente orgogliosa.

 

Cina e Italia condividono con ben pochi altri paesi al mondo il privilegio e la responsabilità di conservare, valorizzare e trasmettere alle future generazioni un'eredità culturale imponente. Stratificata nei millenni. essa ha arricchito le città e i territori di entrambi i paesi di bellezza, di gioia di vivere. di armonia. attraverso una orditura di segni, di tracce e di espressioni della creatività umana che si compongono in paesaggi culturali, centri storici e campagne di straordinario fascino. Molti dei quali giustamente dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.

Lo studio e la rappresentazione del territorio, dell'ambiente e dei beni culturali, per essere efficaci oggi, debbono avvenire in uno spazio epistemologico rivoluzionato dall'avvento dell'informatica e caratterizzato da un approccio sistemico, integrato, multidisciplinare. La conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale si rivelano infatti sempre più legate alle nuove tecnologie applicate ai beni culturali: tecnologie che hanno cambiato il nostro rapporto nei confronti del "monumento".

Ciò è particolarmente evidente nell'archeologia. Essa - superando la dicotomia tra scienze umane e scienze esatte - sta mutando rapidamente metodi, procedimenti e oggetti di interesse. Va indirizzandosi a studiare le testimonianze materiali del passato come parte di sistemi naturali e culturali complessi, prendendo in esame una pluralità di segni fisici, storici, geografi ci e linguistici che interagiscono tra loro. E' evidente che grazie alla tecnologia si amplia il modo con cui si acquisiscono le conoscenze. Accanto allo scavo ed alla prospezione di superficie - oggi sempre più integrata tra sistemi Gis (Geographic information system) e geofisica - assumono crescente importanza il rilievo, la documentazione, la diagnosi. Siamo di fronte a uno spettro di metodologie avanzate. Si va dalle tecnologie usate per il rilievo e la documentazione storica a quelle per l'analisi, la diagnosi, l'intervento di restauro e la manutenzione e infine alle tecnologie di fruizione del bene archeologico, architettonico e museale. Di grande rilevanza è il telerilevamento sia da satellite che da aereo e drone.

Se questo è lo scenario, dunque tra Cina ed Italia c'è davvero grande bisogno di un interscambio di conoscenze, valutando con coscienza la correttezza dei rispettivi metodi riguardanti le tecnologie a servizio del patrimonio culturale, così che si possano ottenere i migliori risultati nel campo applicativo sperimentale e nei diversi settori della museografia, dell'archivistica, del rilievo e del restauro.

La cultura cinese è da sempre molto attenta agli aspetti del paesaggio e data la caratura dei due protagonisti non potrà che scaturirne un reciproco arricchimento!

Che cosa può vantare l' Italia? La vasta esperienza che le viene dalla pioneristica visione di tanti enti e Istituti di Ricerca afferenti al Ministro per i Beni e le Attività Culturali. Primo tra questi indicherei l'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, che in anticipo sui tempi ha spinto gruppi tecnico-scientifici all'analisi dell'opera d'arte con mezzi fisico-chimici-meccanici e biologici. Ciò ha permesso di raggiungere punte di eccellenza tecnologica soprattutto in ambiti quali i nuovi materiali, i sistemi costruttivi innovativi, la sensoristica, gli strumenti di misurazione e diagnostica. la modellistica 3D, gli apparati luminosi, le piattaforme digitali. La cura del patrimonio culturale italiano non si compone solamente di competenza tecnologica ma affonda le radici nella nobiltà di quella cultura artigiana che ha saputo ridare vita agli affreschi di Cimabue e Giotto ad Assisi. Si tratta di conoscenze che l' Italia può condividere con altri paesi grazie all'affidabilità dei corsi di formazione .

Cinitalia 3_2013_copertinaRicordiamo ora finalmente qualcuna della molte splendide esperienze di collaborazione tra Cina e Italia: la progettazione e l'allestimento della galleria delle pitture murali di epoca Tang presso il Museo di Storia dello Shanxi: i corsi di formazione presso il Centro per la Conservazione e il Restaur o del Patrimonio Storico-Culturale di Xi'a n e poi presso il China National Institute of CulturaI Property (Cnicp); la partecipazione ai progetti di conservazione del complesso monumentale delle sculture in arenaria presso Oazu (Municipalità di Chongqing) e delle Grotte di Longmen (Provincia dello Henan), ambedue siti dichiarati Patrimonio mondiale dell'Umanità dall'Unesco; infine, le iniziative della Cooperazione italiana e di numerose Università, tra cui Bologna, a sostegno di progetti nel settore dei beni culturali. E' stato grande l'interesse e l'entusiasmo con cui gli esperti cinesi hanno condiviso le esperienze e le competenze dei colleghi itali ani. Nel 2006 è stato poi tradotto in cinese Teoria del restauro di Cesare Brandi, un testo fondamentale del nostro orizzonte culturale. La traduzione ha permesso la definizione di un glossario specialistico e concettuale che consente agli studiosi di entrambi i paesi di interloquire in maniera più completa che in passato. Si tratta di tutte iniziative di grande impegno scientifico e tecnologico che Italia e Cina non possono che realizzare assieme.

  

Letto 3279 volte Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:33

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