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Venerdì, 20 Luglio 2012 09:13

Youth in Conservation of Cultural Heritage

Andrea Macchia

In chimica perché una collisione sia efficace, ovvero possa produrre la rottura dei legami tra gli atomi e permettere la formazione di nuovi legami e composti, i reagenti devono collidere con energia proporzionata a quella di legame e direzione che dipende dalla geometria molecolare. Tutto questo si è verificato durante YOCOCU 2012 (Youth in the conservation of Cultural Heritage, Anversa 18-20 Giugno). Giovani professionisti, studenti e esperti del settore dei beni culturali si sono confrontati manifestando una notevole forza e volontà di interazione che ha reso questo evento uno spazio di confronto vivo, di formazione e interscambio di competenze scientifiche e culturali, di discussione sul futuro dei giovani all’interno della conservazione e del ruolo attivo che i giovani devono assumere per indirizzare tale futuro e settore.

YOCOCU ha risposto in pieno al suo spirito, fornendo nei tre giorni la parola ai 142 partecipanti suddivisi in 60% conservation scientist,  19% restauratori, 8% architetti, 8% archeologi, 5% vari. I 120 lavori presentati, 46 talk e 74 poster, hanno permesso di approfondire interdisciplinarmente  diversi  argomenti relativi a tutti i settori dei Beni Culturali. La partecipazione interessata, ricca di domande ed interventi, ha contribuito in parte al successo di questo evento. Un buon risultato dovuto alla rete instaurata dai partecipanti, che rispetto all’edizione del 2010, ha mostrato un allargamento notevole dei paesi di provenienza dei partecipanti: 62 italiani, 26 belgi, 36 EU, 18 extra-EU. In tal senso è da segnalare la partecipazione di Paesi quali l’India, il Messico, il Pakistan e la conferma della partecipazione di paesi già presenti nella precedente edizione del 2010 quali l’Azerbaijan e il Cile. Nel 2010, i partecipanti hanno dimostrato, sin dal primo istante, la volontà di condividere la propria esperienza; ad Anversa il processo, nel suo rinnovarsi, è stato più lento e ha dovuto superare una barriera iniziale di prudenza.

 

La crisi economica mondiale ha coinvolto anche il settore dei beni culturali con forti ripercussioni sugli aspetti sociali legati ai giovani, che vedono allontanare la possibilità di occuparsi del settore per cui hanno studiato, con la conseguente chiusura e limitazione della volontà di interagire. YOCOCU ha trattato questo argomento in diversi interventi, sottolineando come la rete possa essere la strada per sostenersi gli uni con gli altri. La sostenibilità, intesa come la condivisione di risorse e competenze tra i giovani e come l’utilizzo di nuovi metodi e prodotti maggiormente rispettosi dell’ambiente e de beni culturali, è stata l’argomento principale della tavola rotonda dell’edizione 2012. In merito ai contenuti scientifici del convegno, si è riscontata una prevalenza di interventi di natura archeometrica, con l’applicazione di metodi e tecniche altamente sofisticati, difficilmente applicabili nella conservazione di routine e, in alcuni casi, riferibili a ricerca pura piuttosto che derivanti da reali problemi conservativi.

Nella discussione finale sono emerse nuove idee e scenari per il futuro di questa rete, spesso contenenti elementi di discontinuità con il passato come l’istituzionalizzazione della rete e l’esportazione dell’evento biennale in un paese al di fuori dell’Europa. Idee che richiedono una maggiore riflessione sulla loro effettiva possibilità di realizzazione. Sicuramente l’intenzione di tutti i partecipanti è rendere questa rete un processo continuo, un interscambio di esperienze, best practices, capacità e competenze che possa sfruttare le possibilità dell’ICT per coinvolgere anche a coloro che non hanno partecipato direttamente alle edizioni di YOCOCU.

www.yococu.com 

Ultima modifica il Giovedì, 12 Febbraio 2015 17:32

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